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Rinvio di Torino-Parma: le modalità della scelta fanno discutere

Editoriale / La salute pubblica è al primo posto, ma le tempistiche della scelta lasciano a desiderare

Gianluca Sartori

"A conclusione del weekend più surreale degli ultimi tempi, si può dire che la salute pubblica è il bene primario tutelato dalla Costituzione e non c'è dubbio che la scelta di rinviare Torino-Parma sia stata, in sè, assolutamente giustificata in ottica di prevenire il possibile contagio del Coronavirus, che - al di là di ogni discorso sulla gravità della patologia collegata - a Torino è presente. A far discutere è altro: cioè la tempistica della decisione, che meriterebbe qualche spiegazione in più. Il primo contagio torinese era stato accertato nel pomeriggio di sabato, dunque era prevedibile che ci sarebbero state altre persone contaminate. C'era tempo e modo per prendere prima la decisione, invece il Torino FC ha comunicato il rinvio della partita solo alle 11.35 e l'ordinanza della sindaca che sospendeva tutte le manifestazioni sportive sul suolo torinese è entrata in vigore alle 12.30 della domenica. Così si sono creati disagi per chi si è recato allo stadio torinese per passione o per lavoro: i soldi e il tempo impiegati per la trasferta a Torino nessuno li restituirà.

"Non solo: la tardiva emanazione dell'ordinanza ha fatto sì che diverse altre manifestazioni sportive iniziate in mattinata (come la partita di basket di Serie A2 tra Torino e Casale al Pala Gianni Asti, un palazzetto chiuso!) si siano regolarmente svolte, in barba a ogni tipo di tutela preventiva. Non manca poi chi sottolinea che altre manifestazioni non di carattere sportivo svoltisi in Provincia (come il Carnevale di Ivrea, sospeso solo nella serata di ieri) si siano regolarmente tenute. Annotazioni che riteniamo giusto fare al netto di sterili polemiche perchè va sottolineato che si tratta comunque di una situazione assolutamente particolare ed inedita.

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