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Il Toro verrà ceduto nel 2023?

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Torna un nuovo appuntamento con "Loquor", la rubrica a cura di Carmelo Pennisi

Carmelo Pennisi

Parlare di voci attorno ad un passaggio di proprietà di un club di calcio è sempre questione spinosa, perché sono operazioni che si svolgono sempre sottotraccia fino al momento in cui tutto è compiuto. La cosa difficile è sempre cercare di capire se ci si trovi davanti ad un fatto concreto o ad una clamorosa “fake news” e in genere, come ho avuto occasione di sottolineare più volte, non mi piace che si speculi sui sogni e sulle attese dei tifosi. L’amore per una squadra di calcio deve essere considerato sempre con la massima attenzione e deferenza da parte di chi si occupa di informazione, poiché i sentimenti sono sotto certi aspetti un qualcosa di sacro. Per tale motivo non avevo voluto prendere in considerazione, e quindi divulgarla, una notizia casualmente pervenutami qualche settimana fa riguardante un passaggio di proprietà del Torino FC nel 2023 ad un’entità economica talmente importante da poter stravolgere in modo significativo (se in modo positivo o negativo questo eventualmente spetterebbe al giudizio soggettivo e sovrano di ogni tifoso) la storia stessa del club granata.

Ma diversi tifosi granata, in questi giorni, mi stanno facendo notare l’anomalia dei movimenti di mercato del Toro, un attivismo potenzialmente dispendioso se tutte le operazioni di “riscatto prestiti” fossero ratificate a giugno, sorprendente mai visto in tutta la storia della presidenza di Urbano Cairo. Qualcuno è giunto ad ipotizzare, nelle varie chat granata, come queste due ultime sessioni di mercato potrebbero essere il sintomo della nuova proprietà in procinto di arrivare e che in qualche modo stia già garantendo la considerevole esposizione economica in atto. Tutto potrebbe essere, ma personalmente la cosa veramente anomala ad avermi colpito, e quindi a farmi prendere per un attimo in considerazione l’indiscrezione di cui sopra, è stato il sì di Samuele Ricci ad approdare alla corte di Ivan Juric. Un assenso sorprendente in una sessione di mercato invernale, visto come il centrocampista toscano sia uno dei giovani di prospettiva più interessanti del calcio italiano. Chi conosce le logiche del calcio sa bene come nella situazione di Ricci la convenienza tattica sarebbe stata quella di aspettare comodamente il mercato estivo, dove esiste un tempo più lungo per poter pianificare e fare la scelta più giusta ed economicamente importante. Un’accelerazione sul futuro solitamente avviene se la proposta arriva da un club di un tale livello di importanza (lotta per vincere un campionato, Champions, ecc…), da essere preso come un treno in corsa assolutamente da non perdere. Questo tipo di treno, oggettivamente, non è l’attuale stato del Toro.

E allora perché Ricci ha deciso di affrettare questo passo? Ha saputo qualcosa su un probabile avvenire importante del club granata? Queste domande mi girano nella mente da qualche giorno e nonostante non abbia mai avuto l’ossessione di chi sia il proprietario della mia squadra del cuore, ho cominciato a pensare se quell’indiscrezione avuta durante un incontro professionale non avesse un qualche fondamento. Sono uno scrittore e la curiosità è parte integrante della mia natura. E poi ci sono i segni ad accadere misteriosamente mentre la storia si svolge, segni misteriosi a cui credo molto vista la mia convinzione di come nella quotidianità ci sia anche la profezia pur se a volte non la si nota, e quando Alessandro Baricco (a proposito: in bocca al lupo Alessandro!) ha detto che il Toro di Juric ha una bellezza come non la si vedeva dai tempi di Gigi Radice (quel Toro è stata la Camelot della mia infanzia) è stato come se nel gioco di corsi e ricorsi storici qualche entità misteriosa stesse lì a sussurrarmi come il momento di un po’ di gloria per la mia amatissima squadra stesse in procinto di ritornare. Perché il Toro, e questo deve essere chiaro, non è fatto per stare sempre nell’anonimato, non è proprio nel suo destino: prima o poi, nel gioco di chi ha creato il mondo, esso è destinato a tornare a scrivere pagine di luce. Nel turbinio di tutti questi pensieri ho preso in mano lo smartphone e ho chiamato la persona che mi aveva dato, anche con una certa noncuranza, l’indiscrezione: tutto confermato e anche con qualche particolare in più. L’advisor di questa operazione sarebbe una società di consulenza di livello internazionale già protagonista in passato di affari di questo tipo nello sport e mi è stato ribadito il nome dell’entità in procinto di acquisire la proprietà del club.

I lettori spero perdoneranno se non rivelerò né il nome dell’acquirente, né il nome dell’advisor, perché non è mia intenzione, in mancanza di riscontri “terzi”, di dare eventualmente pubblicità a qualcosa ai miei occhi al momento troppo ipotetica per avere un fondo di verità certa. Ho voluto rivelare questa indiscrezione considerandola una possibile chiave di lettura di cinque mesi di mercato davvero anomali in tutta la storia della presidenza di Urbano Cairo, poiché trovo davvero troppo semplicistico, e quasi da trama da “soap opera”, ritenere un personaggio come lui spinto improvvisamente a spendere sotto la minaccia della determinazione del suo allenatore. Vuol dire davvero non conoscere niente del carattere dell’editore alessandrino. Piuttosto un’altra chiave di lettura delle ultime due sessioni di mercato anomale del Toro potrebbe essere quella che, per qualche ragione, Cairo abbia trovato in sé un’inaspettata voglia di concentrare degli sforzi finanziari e di visione sul calcio. Se quest’ultima considerazione non fosse ritenuta dal lettore credibile, allora l’unica risposta plausibile sarebbe quella solita del tentativo di aumentare il valore di un club prima della sua cessione. Tertium non datur e sarà, come sempre, solo il tempo a svelare il significato di ogni tipo di decisione oggi intrapresa. Intanto si goda di questa splendida anomalia del mercato granata e ci si foraggi dal profumo di ottimismo irrorato da Baricco sul nostro amore per il Toro. Tutto è buono per il tempo che verrà.

Scrittore, sceneggiatore e regista. Tifosissimo granata e già coautore con il compianto Anthony Weatherill della rubrica “Loquor” su Toro News che in suo onore e ricordo continua a curare. Annovera, tra le sue numerose opere e sceneggiature, quella del film “Ora e per sempre”, in memoria del Grande Torino.

Attraverso le sue rubriche, grazie al lavoro di qualificati opinionisti, Toro News offre ai propri lettori spunti di riflessione ed approfondimenti di carattere indipendente sul Torino e non solo.

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