Iturbe, dalla Serie A al Messico: una scommessa mancata a soli 27 anni

Iturbe, dalla Serie A al Messico: una scommessa mancata a soli 27 anni

Figurine granata / Fino a qualche anno fa, l’attaccante era il sogno di mezza Serie A, oggi gioca in Messico

di Lorenzo Chiariello, @lorechiariello

Compie oggi 27 anni Juan Manuel Iturbe, attaccante talentuoso, forse mai definitivamente sbocciato. I gol siglati al suo arrivo in Italia con la maglia dell’Hellas Verona, grazie soprattutto alle doti da rapace, lo avevano reso oggetto dei desideri delle teste di serie del nostro calcio. Per mesi la Juventus si era mossa sulle tracce dell’ex River Plate, ma non solo i bianconeri: anche l’Inter ha più volte tentato l’assalto. Eppure, dopo l’exploit di Verona, Iturbe iniziò a trovare meno spazio: forse troppa la pressione che si era trovato sulle spalle a seguito della prima stagione italiana in gialloblu.

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ITALIA – L’avventura italiana di Iturbe cominciò nel settembre 2013. L’attaccante arrivò a Verona, sponda Hellas, generando parecchia curiosità dopo aver ben impressionato con il River Plate. Con gli scalieri esordi il 22 settembre nella trasferta di Torino contro la Juventus e trovò il primo gol in Serie A appena una settimana dopo contro il Livorno. La sua prima stagione italiana ebbe un ottimo riscontro in termini di risultati: 33 presenze e 8 reti che gli valsero numerose attenzioni, su tutte Juventus e Roma. Alla fine a spuntarla furono i capitolini: Iturbe divenne il secondo acquisto più caro della storia giallorossi. Dopo una prima stagione convincente lo spazio per Iturbe si ridusse tanto da spingere la Roma a girarlo in prestito in quel di Bournemouth, ma in Inghilterra le cose non andarono meglio. Dopo un breve ritorno nella Capitale, nel 2017 ecco spuntare l’interesse del Torino, che vedeva in Iturbe una valida spalla per Belotti ed un buon sostituto al posto del partente Josef Martinez.

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GRANATA  – All’ombra della Mole Iturbe arrivò in prestito con l’opzione del diritto di riscatto. L’attaccante spesso faticò a trovare spazio nelle formazione titolare schierata da Siniša Mihajlović. Con il Toro però riuscì a centrare un gol pesante, per lui e per i granata: insaccò infatti la rete del pareggio contro la Sampdoria, riequilobranso la marcatura di Schick e pose fine ad un digiuno personale che durava ormai dal 12 settembre 2015, giorno dell’ultima rete in giallorosso. Iturbe non convinse del tutto Petrachi, Cairo e Mihajlović, il club granata non esercitò il riscatto e la sua avventura con il Toro duro appena mezza stagione: il bottino fu di tre assist ed una rete in diciassette presenze tra campionato e Coppa Italia. Da allora l’attaccante ha cercato di ritrovarsi in Messico, passando per il Club Tijuana e il Pumas, accasandosi infine al Pachuca, dove milita da questo febbraio, ma le prestazioni che avevano stregato mezza Serie A, ad oggi, un lontano ricordo.

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  1. Madama_granata - 4 mesi fa

    Tra Iturbe e Martinez non si sa quale fosse il peggiore, sempre calcisticamente parlando..
    Cambio “alla pari”, e il Toro in sofferenza..
    Sono sempre convinta che gli stranieri vadano presi “pochi, ma solo se veramente bravi”, altrimenti, x avere mezze figure, tanto vale affidarsi agli italiani che, con le stesse capacità, almeno non hanno problemi di adattamento.
    Ad oggi sicuramente Ansaldi, e Falque, che rischiamo di farci scappare via!
    Nkoulou prima del “grande rifiuto” e forse Lyanco, salute permettendo, quelli che “merita avere in squadra”. Tutti gli altri, per me: tutti bravi ragazzi che però, come calciatori, sarebbero facilmente sostituibili con ragazzi italiani di pari capacità!

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