Longo: “Per me il Toro è come una casa, volevo fortemente restare”

Longo: “Per me il Toro è come una casa, volevo fortemente restare”

Primavera, Torino – Carpi 4-0 / Il tecnico granata post-partita: “Era importante partite con il piede giusto. Tanti elementi nuovi, ma trasmetteremo loro cosa significa questa maglia”

di Gianluca Sartori, @gianluca_sarto

Ha parlato, dopo la bella vittoria contro il Carpi, il tecnico della Primavera del Torino, Moreno Longo, commentando la sfida appena vissuta, ma non solo. 4-0 all’esordio contro il Novara nel 2013, 4-0 contro il Carpi nel 2014: cosa è cambiato? “Questa partita aveva molti punti di riferimento in meno rispetto alla stessa partita dell’anno scorso, ma la risposta è stata la stessa. Il 4-0 di Novara nel 2013 e il 4-0 di oggi sono partite uguali nel risultato, ed anche simili, ma dobbiamo stare con i piedi per terra”.

Chi ben comincia è a metà dell’opera? “Sicuramente era importante partire con il piede giusto, anche perché la prima partita di un campionato, pur contro un avversario sulla carta abbordabile, poteva nascondere delle insidie. Tra pressione ed attesa, i ragazzi avrebbero potuto avere un po’ di ansia, invece sono soddisfatto di come sia stata interpretata questa partita, nel ricercare i dettami tattici che stiamo provando, e mettendo una mentalità positiva, con disponibilità e volontà di avere l’atteggiamento giusto per tutti i novanta minuti”.

Rispetto all’anno scorso è cambiato il campionato, è tornata la Fiorentina, e non solo… “Credo che il girone rimanga pressoché invariato come livello, anzi… aumenterà la competività, perché la Fiorentina, rispetto all’Empoli, ha un organico superiore ed insieme alla Juventus è la favorita per la vittoria di questo girone. Il livello sicuramente aumenterà: la Pro Vercelli, come tipo di realtà, varrà almeno il Novara”.

Il Toro è una delle favorite? “E’ normale che, per la sua storia e per ciò che ha fatto negli ultimi anni, sicuramente il Torino non possa essere considerata una squadra da metà classifica. Tutti si aspetteranno una squadra che andrà più avanti possibile, noi ci stiamo lavorando, ma bisogna considerare che nel settore giovanile il calcio va ad annate e questa è un’annata per noi che abbiamo dovuto rimpolpare con parecchi elementi nuovi. Ora abbiamo un gruppo attrezzato e dobbiamo solo lavorare”.

In questi ultimi tre giorni di calciomercato arriverà qualche nuovo giocatore? “Sicuramente la società non si tirerà indietro qualora ci fosse la possibilità: dipende quali opportunità ci saranno, sicuramente se arriveranno nuovi giocatori dovranno essere superiori ai nostri, e non sarà facile”.

Con tanti giocatori che arrivano da altre squadre, e non sono cresciuti nel Torino, che cosa sta facendo il tecnico per trasmettere la consapevolezza della maglia indossata? “Io credo che quest’anno, con questo gruppo, non so quanto tempo impiegheremo a trasmettere loro quello che significa il Torino ma credo che, da parte nostra, ci sia grandissima voglia di trasmettere senso di appartenenza. Credo di non essere banale nel dire che lavoriamo, ed abbiamo la fortuna di lavorare, in una società che ha fatto la storia. Questo non si può non trasmettere ai ragazzi, affinché sappiano di non essere arrivati in una società qualunque. Il fatto di poter portare questi ragazzi a contatto con la prima squadra, allo Stadio, al Museo, per abbreviare il loro percorso di inserimento, potrà tornare utile…”.

Chi, tra questi giocatori, potrà dare qualcosa di più a livello di personalità? “Non a caso abbiamo dato la fascia di capitano a Fissore, perché crediamo che possa dare qualcosa di più a livello di carattere e personalità. Ma l’ideale sarebbe avere trenta capitani…”.

Nella passata stagione, già da gennaio si è parlato molto del futuro di Moreno Longo, ora che la fiducia è stata rinnovata con un contratto triennale, il tecnico si sente più forte? “Sicuramente non è il contratto triennale che mi fa sentire più forte o diverso dall’anno precedente. Io nella scelta di sposare il Torino ho ponderato tantissime cose, ma la prima in assoluto è che, per me, questa società è come una casa. Fosse arrivata davvero una scelta a cui non avrei potuto dire di no, avrei anche potuto valutarla di fronte ad una non proposta da parte del Torino. Ma, dal momento che il Torino mi ha offerto la possibilità di restare, io non ho esitato. E’ stata bravissima la società a darmi grande fiducia, a credere in me e nel mio operato. Per quanto riguarda il rapporto coi giocatori, spero che i miei giocatori possano avere un domani stima nei miei confronti per ciò che ho trasmesso loro, dando tutto me stesso. Quando vedi dall’altra parte una persona che ti dà tanto, con coerenza e sincerità, credo che non possa non esserci stima”.

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