Torino Primavera, il Viareggio resta tabù. Adesso riposo e testa al futuro

Torino Primavera, il Viareggio resta tabù. Adesso riposo e testa al futuro

Follow up / Ora i ragazzi di Coppitelli avranno 10 giorni per recuperare le forze e qualche infortunato prima del gran finale

di Roberto Ugliono
Sportelli e Ferigra del Torino Primavera

Quella negli ottavi della Viareggio Cup contro la Fiorentina è stata una sconfitta “strana” per il Torino, esattamente come l’ha definita mister Coppitelli nel post-partita. Come dargli torto, soprattutto se si guardano il terzo e il quarto gol della Viola: il primo dopo un rinvio di Gemello che ha colpito il direttore di gara innescando la ripartenza della Fiorentina, mentre il secondo dopo aver colpito in modo fortuito Montiel, che ha poi dato il via all’azione per la rete della Viola. Tra sfortuna ed errori banali, il Torino, che ha giocato un primo tempo di buon livello, può anche recriminare per due rigori netti a suo favore non concessi dal direttore di gara.

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RICARICARE LE BATTERIE – La sconfitta, come sottolineato da Coppitelli, ha lasciato quindi la consapevolezza che la Fiorentina era al livello di questo Torino, che, sebbene eliminato anche per propri errori, è arrivato alla Viareggio Cup con le pile decisamente scariche e tante assenze importanti con cui fare i conti. L’eliminazione permetterà quindi alla Primavera granata di recuperare le energie dopo due mesi veramente intensi per i ragazzi di Coppitelli (la Supercoppa contro l’Inter, la doppia semifinale di Coppa Italia e il derby sono stati impegni che sono pesati parecchio sulle gambe dei giocatori).

RESTA IL TABU’ – Il prossimo incontro di campionato sarà tra 10 giorni, il 30 marzo, contro la Sampdoria e poi ci sarà, soprattutto, la finale di Coppa Italia proprio contro la Fiorentina del 5 e 12 aprile. L’obiettivo è sicuramente quello di provare a recuperare qualche infortunato, Ferigra e Kone in particolare, e di far rimettere benzina nei giocatori più importanti: Rauti e Onisa sono sembrati a corto di energie nelle ultime apparizioni. Sullo sfondo rimane comunque il rammarico: le carte in regola per andare più avanti nel torneo c’erano. E invece quello del 1998 rimarrà l’ultimo acuto nella storia granata nella storia dell’unico grande torneo giovanile che nell’Era Cairo non è stato ancora mai vinto dal Torino.

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