Toro, e ora dateci “i” Barreca…

La Primavera del Torino raccoglie grandi risultati, ma adesso i tifosi vogliono vedere questi ragazzi in prima squadra: il terzino in pole, ma anche Aramu e Gyasi

di Diego Fornero, @diegofornero

L’ha ribadito anche ieri, dopo la bella vittoria sulla Sampdoria, Moreno Longo. Lo diciamo da tempo anche noi: l’obiettivo di un settore giovanile non è soltanto fare risultati ma, soprattutto, creare giocatori, il cui obiettivo, la cui destinazione finale, non può che essere una, ossia il palcoscenico della prima squadra. Ben vengano, infatti, le motivazioni di immagine e prestigio, la continuità storica, o chi più ne ha più ne metta, ma la situazione del Torino FC, che, nonostante da tempo stia raccogliendo ottime soddisfazioni in termini di risultati dalle proprie formazioni giovanili (Primavera su tutte, nel segno della continuità tra il biennio di Antonino Asta e quello di Moreno Longo), non riesce a lanciare un giovane che sia uno nella formazione maggiore, ha del paradossale.

Che gli ultimi prodotti del settore giovanile granata ad esordire in Serie A siano stati Lys Gomis, classe ’89, in questa stagione, e Sergiu Suciu, classe ’90, per uno spezzone di gara di quella passata, non è certamente un dato incoraggiante. Prima di loro, il ’93 Abou Diop (al Torino soltanto da un anno e mezzo), e l’88 Angelo Ogbonna, che, facile ironia a parte, ha rappresentato senza dubbio un ottimo caso di plusvalenza ben riuscita per la società.

Se, da un lato, infatti, nel lancio di questi giocatori assume un significato importante l’aspetto “romantico” della vicenda, soprattutto per tifosi e calciatori stessi, dall’altro, ciò che dovrebbe interessare ancora di più il club, non si può nascondere l’enorme aspetto pratico ed economico. Un giovane lanciato nel palcoscenico che conta di più, può potenzialmente far esplodere il proprio valore, ed è più spendibile sul mercato, sia su quello dei cartellini, in caso di cessione definitiva, sia su quello dei prestiti e delle comproprietà, in caso di cessione a titolo temporaneo. Nessuno è così ingenuo da pensare che, in questo club, anche i migliori talenti possano immediatamente essere integrati, in pianta stabile, alla corte di Ventura. Non è nelle corde del tecnico, né in quelle della società, e, molto probabilmente, la prossima estate assisteremo alla consueta girandola di prestiti.

Ma è possibile che nessuno abbia pensato a quanto un esordio “tra i grandi” di uno come Barreca, blindato da un contratto triennale fino al 2016, potrebbe aiutare il giocatore, che pur dispone già della grande vetrina della Nazionale Under 19 (in partenza proprio oggi per il ritiro!), a meritarsi la chiamata di un club importante per la prima stagione tra i professionisti? E con lui, inutile ripeterlo, i vari Aramu e Gyasi, con il primo, classe ’95, soprattutto, che è giunto ormai alla terza stagione consecutiva in Primavera ed il secondo, classe ’94, che sta ritornando sui grandi livelli di inizio stagione e che in Primavera gioca già da fuoriquota?

Il Torino, oltretutto, non può vantare nella propria rosa di grandi alternative… e il “caso terzino sinistro” lo dimostra. Con Masiello fuori dai giochi, e un Pasquale che, non ce ne voglia, non sta offrendo quelle garanzie che forse ci si sarebbe aspettati, che cosa aspetterà questo Toro già con la salvezza in tasca a puntare su uno dei migliori prodotti del proprio vivaio? La domanda, ad oggi, resta senza risposta…

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