Toro, per gli Allievi stagione positiva: è solo un punto di partenza

Toro, per gli Allievi stagione positiva: è solo un punto di partenza

Gli Allievi Nazionali del Torino escono di scena, a testa alta, ai rigori contro il Chievo: una stagione dalla quale ripartire, con tanti segnali incoraggianti e numerosi ragazzi destinati alla Primavera

di Diego Fornero, @diegofornero

Nell’affascinante mondo del calcio giovanile, gira una vecchia voce cui, sinceramente, è difficile dare torto: la categoria degli Allievi Nazionali, da molti, è ritenuta la più affascinante, la più formativa, la più… “vera”. Effettivamente, soprattutto da quando, nella stagione 2011/2012, questa categoria è stata riservata ai club di Serie A e B (i club di Lega Pro sono iscritti ad un campionato distinto, al quale società come il Torino partecipano sotto leva e fuori classifica), non si può nascondere come, per ragazzi abituati a confrontarsi con palcoscenici limitati dal punto di vista geografico e del blasone, trovarsi improvvisamente a duellare unicamente con club delle due massime serie professionistiche, abbia un certo fascino, oltre ad un grande significato dal punto di vista tecnico-tattico e di crescita del giocatore.

ALLIEVI, IL TORO NON HA GRANDI VITTORIE ALLE SPALLE, EPPURE… – Il Torino, però, storicamente, non ha una grande tradizione nella categoria: addirittura il club granata, che ha vinto ben 8 campionati Primavera e ben 9 campionati Berretti (ed è in lizza per il decimo titolo, con la finalissima di ritorno in programma domenica prossima a Terni), non ha mai conquistato un titolo tra gli Allievi Nazionali. Eppure… La correlazione tra le categorie è stretta, anzi strettissima, ed è evidente come, forse, non siano soltanto i risultati a contare in questo ambito. Parafrasando mister Andrea Menghini, che, come i lettori più attenti avranno riscontrato, ha fatto della “crescita dei giocatori” un vero e proprio mantra, per giudicare il valore di una stagione è, infatti, importante riflettere su quanto, e come, i giovani che vi abbiano preso parte possano essere cresciuti, e possano aver compiuto un passo in avanti per diventare calciatori.

NUMEROSI SEGNALI POSITIVI – Ebbene… Si può dire all’esito di questa stagione, con un meritatissimo quarto posto in campionato ed un’eliminazione ai rigori, in doppia rimonta, contro un Chievo, sulla carta, nettamente favorito, che il Toro ci sia, ed abbia svolto egregiamente il proprio dovere. Una squadra segnata da alcune assenze importantissime: su tutte Davide Sabbioni, vero e proprio “golden boy” tra i granata, uno dei protagonisti più attesi, che ha dovuto, però, saltare pressoché l’intero campionato per infortunio (tornerà a disposizione il prossimo anno), ma anche Andrea D’Orazio, che si è infortunato al Maggioni-Righi ed è venuto a mancare proprio in questo finale decisivo. Un Toro che ha riportato, però, il titolo di miglior difesa del girone, e che ha dimostrato una grandissima capacità di reazione e di adattamento ad ogni circostanza, con grandi rimonte e con un attitudine da vero cuore granata.

UNA CRESCITA INDUBBIA – Chiediamoci ora: quanto sono cresciuti questi giocatori? Noi rispondiamo: parecchio. Con un maestro di calcio come Andrea Menghini (anch’egli, tra l’altro, all’esordio assoluto nella categoria), uno che, anche a costo di sacrificare talvolta lo spettacolo, ha sempre predicato il gioco palla a terra ed il sacrificio su ogni pallone, e con alcune individualità che, all’esito di quest’anno, sono già state reputate oggetto di attenzione da parte della Primavera, non a caso spesso e volentieri convocate da Moreno Longo nelle amichevoli di preparazione alla Final Eight. Parliamo di Zenuni, Candellone, Edera, Benassi, Canessa (prelevato l’estate scorsa addirittura dai dilettanti della Junior Biellese!), Caronte, lo stesso D’Orazio che prese parte anche al Torneo di Viareggio… Giocatori che, nella prossima stagione, con ogni probabilità faranno il salto di categoria senza passare dalla Berretti. Altro segnale molto positivo, poi, l’impiego di tanti ’98: Auriletto, Rivoira, Kouakou, Celestri… Protagonisti sicuri di questa categoria nella prossima stagione, probabilmente ancora una volta con Andrea Menghini in panchina.

Sbagliare un rigore? Fa parte del calcio… Ne ha fatto le spese il Toro “dei grandi”, con quella battuta di Cerci che ancora ci fa mettere le mani tra i capelli, può farne le spese anche questo Toro, che già ebbe la medesima sfortuna al Maggioni-Righi, superato in finalissima dal dischetto dall’Atalanta. Questo, però, non cancella nove mesi di grande lavoro, con una rosa ruotata pressoché interamente, e con progressi importanti da parte di ognuno di questi ragazzi. Ecco perché, non si può non far loro i complimenti con un grande incoraggiamento per il futuro… il Toro c’è! Semplicemente, non può non esserci… In bocca al lupo a tutti!

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