‘Emozionante essere speaker granata’

 

Andrea Milan non ha un nome o un volto famoso, ma se diciamo che è lo speaker dell’Olimpico quando gioca il Toro, allora è normale riconoscere la sua voce squillante, quella che detta i tempi del tifo quando scandisce la formazione o il nome del goleador. Nel suo curriculum c’è anche tanta musica, proprio come ci racconta.

Raccontaci…

di Redazione Toro News

 

Andrea Milan non ha un nome o un volto famoso, ma se diciamo che è lo speaker dell’Olimpico quando gioca il Toro, allora è normale riconoscere la sua voce squillante, quella che detta i tempi del tifo quando scandisce la formazione o il nome del goleador. Nel suo curriculum c’è anche tanta musica, proprio come ci racconta.

Raccontaci qualcosa di te, come nasce la tua passione per il Toro e per la musica.

"Le due passioni nascono insieme, probabilmente per una questione genetica, poi, per uno come me nato nel ’76, ci si è sicuramente messo di mezzo il destino. Sono sempre stato alla ricerca di forti emozioni e la musica mi ha sempre dato maniera di sfogarmi, nonostante il cammino sia pieno di ostacoli. Ho imparato a conquistare ogni piccolo traguardo con grinta e determinazione, e a non mollare mai. Tratti tipici di ciò che rappresenta il Toro".

Che effetto ti fa essere lo speaker dell’Olimpico?

"Credo che per un tifoso come me, poter essere la voce ufficiale della propria squadra del cuore sia un’emozione indescrivibile. Mi sento ogni volta in trance agonistica prima delle partite, come se gridando più forte i nomi dei miei idoli, potesse in qualche modo incitarli a vincere. Sofferenza ed esaltazione sono il mio pane quotidiano".

Qual è l’emozione più forte che provi, più a leggere la formazione o urlare il nome di chi ha segnato?

"Sono sicuramente due emozioni forti, ma diverse. Leggendo le formazioni cerco di infondere la carica al pubblico e ai giocatori (dicono che faccio certe facce strane mentre le leggo…), carica che trova il suo naturale sfogo quando segniamo, in un apice di esaltazione collettiva: mi piace moltissimo sentire che i tifosi festeggiano il gol e poi si placano e aspettano me per gridare all’unisono il cognome del giocatore che ha segnato".

Parlaci dei due inni che hai scritto "Grande Toro" e quello del Centenario "100%".

"-Grande Toro- è nata all’inizio dell’era Cairo, in un momento in cui mancava un inno. Per vari motivi non potevano essere utilizzati quelli passati, ma i tifosi anche tramite Toronews lo richiedevano a gran voce. Ho quindi scritto “Grande Toro” come breve Jingle per scaldare il pubblico e la squadra. Come tutti sanno ha portato fortuna e col tempo è diventato un vero e proprio inno che ci ha accompagnato verso la serie A! -100%- mi è stata richiesta direttamente dalla società, forse anche grazie al successo di “Grande Toro” ed è stato usato come inno nella festa del centenario. L’idea è nata da mio fratello Max: perché non scrivere una canzone con nomi eccellenti della storia granata? Perché non sceglierne 100 per festeggiare il centenario? Ho quindi chiesto ad un amico di scrivere un post sul forum di Toronews chiedendo ai tifosi quali nomi farebbero se dovessero sceglierne 100 della nostra storia. Si può quindi dire che è il primo inno scritto in collaborazione con i tifosi!".

Come hai vissuto quel 3 dicembre 2006, per melgio dire: il Centenario?

"E’ stato un giorno indimenticabile. Ero a bordo campo e dietro di me sfilavano tutti i miti della nostra storia, i miei idoli di quando ero bambino, e io ero lì. Fare parte di questa fantastica festa è stato un onore ineguagliabile".

Hai qualche novità per Natale sul Toro e la musica?

"Ho appena pubblicato una collezione, “100% Toro” che contiene gli inni e le canzoni prepartita. Contiene anche “Sexy Lover”, l’ormai famosa “Turuttuttututtututtuturu”. Il disco è in vendita al Torostore in Piazza Castello 10. Le canzoni si possono anche ascoltare in streaming sul mio sito www.echoone.net

Qual è il giocatore attuale che ti esalta di più?

"Non potrei non fare il nome di Rosina. Fin dall’anno scorso ero certo che avrebbe rappresentato il futuro della squadra. Giovane, talentuoso e umile. Uno da Toro insomma. Certo ammiro moltissimo tutti i campioni che ci hanno portato in A l’anno scorso, e spero che Abbruscato abbia presto l’occasione di dimostrare quanto vale".

Ti aspettavi un Toro così in alto in classifica prima di Natale?

"Io sono tendenzialmente ottimista, quindi lo speravo. Ho sempre creduto in pieno nelle potenzialità di questi giocatori e dell’allenatore".

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