Auguri Lentini: “La semifinale con il Real indimenticabile. Ora mi godo le mie api”

Intervista TN / Compie 51 anni uno dei simboli degli anni Novanta del Torino

di Andrea Calderoni

Era il 27 marzo 1969 e il Torino in quella stagione finì al sesto posto della classifica di Serie A. A Carmagnola, comune nella città metropolitana di Torino, nasceva Gianluigi Lentini, che sul finire degli anni Ottanta iniziò ad intrecciare la propria vita con il granata, dapprima quello delle selezioni giovanili e poi nella Prima Squadra. Lentini spegne oggi 51 candeline, ma dovrà festeggiare il proprio campionato in casa circondato solamente dall’affetto della sua famiglia, a causa della drammatica situazione che sta attraversando il nostro paese a causa dell’emergenza Coronavirus.

Buongiorno Gianluigi, partiamo con un sincero augurio di buon compleanno da parte di tutta la redazione di Toro News. Purtroppo, sarà un compleanno diverso dal solito.

“Sarà atipico. Siamo chiusi in casa come milioni di italiani da parecchi giorni. Ma francamente la festa del mio compleanno oggi non è la mia priorità. Ci sono persone che purtroppo stanno lottando tra la vita e la morte, c’è chi non ce l’ha fatta e c’è chi ogni giorno lavora per diverse ore per cercare di arginare il nemico invisibile. No, oggi non è la cosa più importante il mio compleanno”.

Un Lentini che compie 51 anni ed è ormai lontano dal mondo del calcio. La sua nuova occupazione sono le api, il miele, la natura.

“Sì, come in tanti sanno sono apicolture. Produco miele con la mia nuova azienda. Mi piace molto questa nuova sfida. È un’attività totalmente differente rispetto a quella della mia prima parte della vita, ma mi piace, perché posso stare a contatto con la natura e poi produciamo il miele, che fa benissimo”.

E il calcio non le manca?

“Non più di tanto, devo essere sincero. Io amavo la parte pratica dello sport, quindi la parte giocata. Ora, complice l’età, non posso più mettere gli scarpini ai piedi e dunque non mi interessa quello che mi potrebbe offrire in alternativa il calcio, ovvero una panchina o un posto dietro ad una scrivania”.

Una lunga fetta della propria carriera l’ha vissuta con la maglia granata addosso. Quale rimane a distanza di anni la sua emozione più significativa?

“L’emozione più grande è stata la semifinale di Coppa Uefa contro il Real Madrid. Non di meno è stata bellissima anche la finale persa contro l’Ajax. Resta un ricordo vivido nella memoria di tutti i tifosi granata, anche se poi sappiamo come andò a finire. Comunque, sono state quelle le mie partite della vita”.

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E se pensa al Torino cosa le viene in mente?

“Mi viene in mente semplicemente il calcio nel senso assoluto. Il Torino mi ha cresciuto, mi ha coccolato, mi ha consacrato. Mi ha donato una grandissima opportunità nella mia vita”.

La stagione calcistica è giusto finirla qui oppure bisogna attendere ancor un po’ prima di prendere qualsiasi decisione definitiva?

“Bisogna prima di tutto comprendere che cosa significherebbe concludere qui l’annata. Ci sono tanti punti interrogativi: scudetto, qualificazione alle Coppe Europee e retrocessioni. È indubbio che, però, ci troviamo di fronte ad una situazione straordinaria, quasi senza precedenti. Penso che le autorità calcistiche se avranno l’opportunità faranno terminare il campionato. Credo che sia più bello avere delle certezze dettate dalla classifica per strutturare il futuro”.

Non è facile, ovviamente, disquisire di calcio in questo momento storico. Non possiamo, però, non parlare del Torino. Stagione sotto le attese per i granata.

“Senza ombra di dubbio. Tutti pensavano in qualcosa di meglio, me compreso. Mi auguro solo che, se il campionato continuasse, il Toro possa salvarsi. E in vista dell’anno prossimo si vedrà ciò che succederà”.

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Per il Torino questa pausa forzata è stata una fortuna?

“Sì, perché eravamo di fronte ad una squadra impaurita che rendeva meno di quanto poteva. L’unica nota positiva di questa tragica emergenza è lo stop del campionato per il Torino. Non potrà che fare bene ai granata in vista di un’eventuale e ipotetica ripresa”.

La nuova gestione di Moreno Longo come la giudica?

“Moreno si è preso una patata molto bollente. Dovrà essere giudicato in seguito, ora è prematuro e inopportuno”.

 

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  1. Wallandbauf - 7 mesi fa

    Avevo 12-13 anni, unico idolo calcistico che abbia mai avuto

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  2. ALESSANDRO 69 - 7 mesi fa

    Grande giocatore ,da sportivo la sua storia mi ha sempre lasciato l’amaro in bocca.Una carriera fulminante compromessa da uno stupido incidente frutto dell’esuberanza che tutti noi abbiamo avuto in gioventù. tecnica ,potenza e resistenza ,aveva tutto per diventare il migliore.
    Mondonico disse ” ci sono giocatori “Del” Toro e ci sono Giocatori “Da” Toro… Lentini appartiene a quest’ultima categoria. Auguri Gigi ,grazie per le emozioni che mi hai regalato…

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  3. crocian_786 - 7 mesi fa

    MIo padre si è goduto Claudio Sala; io Gianluigi!

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  4. guerriero - 7 mesi fa

    Gigi quando aveva la nostra maglia era il più forte giocatore italiano del momento. Mi sono rattristato molto vedendo il video in cui racconta la sua parabola. Per me che all’epoca avevo 16 anni era un idolo assoluto. Gli auguro ogni fortuna e spero di incontrarlo un giorno.

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