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Longo (calciomercato.com): “Belotti piace al Milan, ma la società punta sui giovani”

ROME, ITALY - DECEMBER 17: Andrea Belotti of Torino celebrates after scoring their sides first goal during the Serie A match between AS Roma and Torino FC at Stadio Olimpico on December 17, 2020 in Rome, Italy. The match will be played without fans, behind closed doors as a Covid-19 precaution.  (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Intervista / Le parole del corrispondente del Milan per calciomercato.com in vista della partita di stasera a San Siro

Gianluca Sartori

Daniele Longo corrispondente di calciomercato.com, grande esperto delle vicende di casa Milan, ci introduce alla partita di stasera alle 20.45 allo stadio Giuseppe Meazza tra Milan e Torino, illustrandoci il momento dei rossoneri dopo la sconfitta con la Juventus di mercoledì.

La sconfitta con la Juventus può lasciare scorie mentali per il Milan?

"La sconfitta con la Juventus ha lasciato grossa delusione soprattutto in alcuni giocatori chiave che non hanno reso al meglio, ma possono andare incontro ad alcune serate no: mi riferisco a Theo Hernandez che ha patito troppo i tagli di Chiesa. Dal punto di vista mentale credo che paradossalmente il Milan sia uscito ancora più rafforzato da questa sconfitta netta nel risultato ma non tanto in base a quanto si è visto in campo. I rossoneri hanno tenuto testa alla Juventus per 75' con una formazione altamente rimaneggiata, con un centrocampo da inventare e con assenze materializzatesi la mattina stessa della gara. Non credo dunque che abbia lasciato particolari scorie negative, chiaramente quello con il Torino diventa un banco di prova importante: bisogna capire la squadra che tipo di reazione avrà da un punto di vista emotivo dopo una sconfitta che ha lasciato il segno ma non ha compromesso nulla a livello di classifica e percorso".

Come ha fatto il Milan a passare dalla crisi dell'autunno 2019 a un 2020 impeccabile? Chi ha più meriti?

"Credo che sia scattato qualcosa a livello societario: Maldini e Massara sono stati bravi a lavorare e isolarsi a tutte quelle voci relative a uno scossone dal punto di vista societario. Hanno sempre lavorato in coesione con Pioli, c'è grande sintonia tra Pioli, Maldini e Massara. I meriti principali di questo cambio di mentalità credo li abbiano avuti Pioli ma soprattutto Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese non solo in campo ma anche a livello mentale nel lavoro settimanale, nella maniacalità della cura dei dettagli, nel cercare di spronare anche i giocatori che avevano fatto vedere prestazioni troppo altalenanti. Mi riferisco a Calhanoglu che più ha usufruito del carisma e dell'esperienza di Ibra. Quindi credo che Zlatan Ibrahimovic sia stato l'uomo copertina, anche se poi il Milan è riuscito a realizzare tanti risultati utili sopperendo anche all'assenza dell'attaccante svedese."

Che idea ti sei fatto della stagione del Torino? Secondo te la squadra vale la posizione di classifica attuale?

"Credo che il toro abbia fatto una scelta ben precisa, anche un po' coraggiosa. Le ultime stagioni di Giampaolo - soprattutto l'ultima al Milan - non avevano migliorato il suo curriculum. Giampaolo è un ottimo allenatore ma ha bisogno del contesto giusto. All'inizio sembrava una scommessa da ambo le parti: il Toro ha una tifoseria calda, ma anche molto esigente. E' una piazza che vuole tornare a competere ad alti livelli dopo l'ultima stagione deludente. Era normale pensare ad un avvio di stagione complicato. Credo sia stato molto bravo Giampaolo nelle ultime giornate a non insistere su dei concetti a lui cari che in questo momento venivano recepiti in maniera lenta dalla squadra. La rosa del Torino nel complesso non mi sembra di grandissimo livello: ha dei giocatori molto forti ma non la vedo in grado di competere per le prime dieci posizioni di classifica. Naturalmente non è una squadra che ha una rosa tale da doversi giocare la salvezza punto a punto contro formazioni che hanno avuto sicuramente risorse economiche sul mercato differenti".

Che partita ti aspetti domani?

"Mi aspetto una partita molto complicata per il Milan. Il Toro - complice gli ultimi risultati - arriverà a Milano con la mente più libera. E' una squadra capace di esaltarsi soprattutto quando il pallino del gioco ce l'hanno gli avversari. Il Milan dovrà fare attenzione al Gallo Belotti che contro i rossoneri si esalta spesso, ma Romagnoli e Kjaer lo conoscono bene e sanno quello che può dare il capitano granata in partite come questa. Credo che sarà un partita con molti gol: entrambe le squadre giocheranno a viso aperto. I rossoneri - complici le assenze in mezzo al campo - potrebbe concedere molto spazio al Torino: bisognerà vedere se i granata riusciranno a sfruttare le occasioni che la squadra di Pioli gli concederà".

Non posso che chiederti qualcosa di mercato... Ti risulta che il Milan coltivi ancora il sogno Belotti?

"Belotti è un giocatore che al Milan piace da sempre, nonostante siano cambiate proprietà e dirigenze. Mirabelli ai tempi del Milan cinese si era impazzito dal punto di vista calcistico per questo giocatore: lo considerava - dopo Aubameyang- l'attaccante perfetto per rilanciare le ambizioni Champions. Anche Leonardo ci aveva fatto più di un pensiero. Credo che il Milan in questo momento stia facendo delle valutazioni su tanti profili per il mercato estivo e tra questi c'è il Gallo Belotti. Molto dipenderà anche da quella che sarà la valutazione che farà Cairo perchè il Milan per politica difficilmente prenderà giocatori da 30/40 milioni di euro, preferisce andare a pescare dei giovani che possono arrivare con delle cifre più basse. Se dovessi pronunciarmi su un gradimento del Milan per Belotti? Assolutamente sì, ma su un interesse concreto o su una trattativa ho qualche dubbio, relativa soprattutto alla valutazione che Cairo non credo farà mai intorno 35/40 milioni di euro".

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