Oskar: ‘Sognavo una festa sul campo’

Non ci voleva credere, possibile che oSKAr, leader degli Statuto, fosse davvero arrivato terzo, dietro a due mostri sacri del giornalismo come Massimo Gramellini e Gianpaolo Ormezzano? Invece è stato proprio così, il suo grande cuore granata è stato premiato dai tifosi, arrivando terzo nella speciale votazione per il Granata Doc. Riviviamo con lui tutta la festa del 3 dicembre.

Come hai vissuto questo Centenario?

di Redazione Toro News

Non ci voleva credere, possibile che oSKAr, leader degli Statuto, fosse davvero arrivato terzo, dietro a due mostri sacri del giornalismo come Massimo Gramellini e Gianpaolo Ormezzano? Invece è stato proprio così, il suo grande cuore granata è stato premiato dai tifosi, arrivando terzo nella speciale votazione per il Granata Doc. Riviviamo con lui tutta la festa del 3 dicembre.

Come hai vissuto questo Centenario?

“Con gioia, passione, fatica e… fortuna, tanta fortuna. Alle 8,15 ero già davanti alla Maratona. Noi Vecchia Maniera siamo entrati dalla carraia di via Filadelfia con gli altri gruppi organizzati verso le 9,30 e ci siamo dati da fare per allestire al meglio la coreografia, per altro preparata divinamente dai tanti volontari al Fila in settimana (io assente, chiuso in sala di registrazione). I ragazzi (e i ragazzi "di un tempo") sono riusciti a preparare tutto miracolosamente per le 12.00, ora di apertura dei cancelli. Mezzora dopo ho abbandonato la Maratona, per una volta sono andato a vedere la partita in tribuna, invitato da Gianpaolo Ormezzano, a commentare l’incontro "in diretta" insieme a Dio, cioè Pulici, per La Stampa. Mi sono gustato la festa da una posizione dove la visuale non è quella impossibile del nostro primo anello in curva, ho ammirato la riuscita della splendida coreografia e un attimo prima dell’inizio della gara, è apparso come una visione il nostro Pupi sul palchetto. L’ho abbracciato e baciato e abbiamo guardato, commentato e soprattutto gioito tutti insieme per la vittoria arrivata così improvvisamente a partita quasi conclusa! Alla sera sono stato alla cena a San Giorgio dove ho potuto fare i complimenti ad alcuni nostri "eroi" e salutare persone fantastiche come ex calciatori granata e vari tifosi di tantissimi club. Subito dopo mi sono precipitato al Norman, immerso in un delirio granata tutto da vivere e abbiamo concluso la giornata storica all’1,30 col presidente che voleva andare a piedi da piazza Solferino al Fila o, quantomeno, farci tutti insieme un giro di piazza Solferino, al quale abbiamo rinunciato a malincuore, ma felici, infinitamente felici! Credo che vivere il centenario così sia davvero una fortuna e non nascondo di non sapere se davvero ne meritavo così tanta”.

Per te che significato hanno questi cento anni di storia?

“Un destino unico, come un libro scritto da una mano sublime che ha creato un popolo, una storia piena di tenacia, dolore, orgoglio e forza. La consapevolezza di essere sempre dalla parte giusta e un senso di appartenenza invincibile. Ci hanno fatto morire giusto un anno prima, ma dopo nemmeno un mese eravamo di nuovo in campo a combattere. Un anno dopo siamo tornati in serie A! La realtà supera sempre la fantasia.

Ti è piaciuta la festa?

“Moltissimo. Proprio come avevo espresso in un’intervista, sognavo una festa
sul campo con chi, proprio su quel prato, ci ha regalato momenti di gloria indimenticabili e Cairo ha fatto davvero le cose in grande. Semplicità per poter al meglio rivedere e applaudire i nostri campioni del passato con la simpatia e professionalità di Chiambretti, che in queste situazioni è ineguagliabile! Bella l’idea della torta, dei giovani al fianco dei campioni e l’omaggio a chi non è più con noi”.

Non tutti i personaggi che hanno fatto la storia del Toro sono stati presenti domenica, di questi qual è quello che ti è dispiaciuto di più non vedere?

“Innanzitutto il mio pensiero va a chi ha dovuto rinunciare forzatamente a
presenziare allo stadio, mi riferisco ai troppi diffidati della nostra curva ai quali va il mio abbraccio, siamo fieri dei nostri assenti. In campo avrei visto volentieri Mondonico, ma non ho capito perché non sia venuto. Mancava Radice, ma lui ha qualche problema di salute”.

Quello che invece ti ha dato più grosse emozioni, al di là di Pulici e Junior, che ovviamente hanno preso gli applausi più forti?

“Aldo Agroppi, Claudio Sala, Sventolino Pat Sala, Pecci e sicuramente Gianni De Biasi”.

Come ti immagini i prossimi cento anni?

“Pieni di vittorie, gioie e senza più tragedie”.

Ci puoi descrivere cos’hai provato al gol di Comotto?

“Sul palchetto c’eravamo: Pulici, Ormezzano, Gramellini, la mia ragazza. E’ stata un’esplosione di gioia, un momento quasi catartico, come un miracolo annunciato, quel tiro da fuori partito dal piede di Comotto, spinto da chissà chi… Fantastico!!

Senti, sei arrivato sul podio, al terzo posto della classifica del Granata doc, dietro a due mostri sacri come Gramellini e Ormezzano. Sappiamo che sei rimasto stupito, cosa vuoi dire dunque a chi ti ha votato in modo così massiccio?

“Grazie, grazie di cuore granata. Mi sento sicuramente "indegno" di essere terzo su 40 nomi di personaggi illustri. Io sono un semplice tifoso. Se di tifosi DOC si parla, credo che il tifoso granata più doc dei nostri 100 anni però non fosse annoverato fra i 40 candidati, non ne aveva bisogno, però Giovanni Margaro è il fuoriclasse del tifo granata, indiscutibilmente.

Quali sono i prossimi impegni degli Statuto?

“Stiamo registrando il nuovo disco che uscirà prima o poi, ma entro il 2007”.

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