Roberto Beccantini: ‘Auguri Toro!’

Roberto Beccantini, giornalista ed editorialista de La Stampa, dall’alto della sua grande conoscenza del calcio, è stato scelto per commentare, da tifoso bianconero, il Centenario granata. Un avvenimento visto dalla cosiddetta altra sponda.

Che cosa pensa un fan della Juve di questo Centenario granata?

“Quando una società compie gli anni, provo sempre una sincera emozione. Penso…

di Redazione Toro News

Roberto Beccantini, giornalista ed editorialista de La Stampa, dall’alto della sua grande conoscenza del calcio, è stato scelto per commentare, da tifoso bianconero, il Centenario granata. Un avvenimento visto dalla cosiddetta altra sponda.

Che cosa pensa un fan della Juve di questo Centenario granata?

“Quando una società compie gli anni, provo sempre una sincera emozione. Penso alla passione che ha smosso e alla rivalità che ha suscitato. Nel caso del Toro, poi, siamo di fronte a una cifra troppo tonda, troppo suggestiva per fingere che sia un compleanno come gli altri. Al di là della parentela geografica, è la storia – mica solo del calcio – che offre lo champagne per il brindisi di rito. Ripeto: la storia”.

Che differenze trova tra quello festeggiato dalla Juve e questo granata?

“Quando li festeggiammo noi, nel 1997, era in B il Toro. Adesso che li festeggia il Toro, siamo in B noi. "Regalo" più gradito non potevamo farvi…”.

Quali sono i momenti che ritiene più importanti della storia granata, oltre al Grande Torino e allo scudetto ’76?

“La doppia finale di Coppa Uefa con l’Ajax. I tre pali di Amsterdam. La sedia di Mondonico. L’elogio della iella. Cent’anni di "toritudine" in una notte.”

I giocatori che ha ammirato di più?

“Valentino Mazzola, per come me l’hanno raccontato Giampiero Boniperti e Benito Lorenzi. Giorgio Ferrini: il capitano più capitano che avete avuto. Paolino Pulici: nel derby, ci rovesciava sempre”.

Don Aldo Rabino, cappellano del Toro, ha detto che alla Juve i tifosi sono più freddi e tutto sommato distaccati, visto che non hanno per le loro perdite eccellenti, come Scirea o Fortunato, una memoria o un ricordo così forte come invece hanno i granata ad esempio per Meroni e Ferrini. Cosa ne pensa?

“Noi juventini siamo figli di papà (Agnelli). Voi granata siete figli della madre di tutte le tragedie: Superga. È questa la differenza, drastica, che spiega le reazioni emotive ai lutti successivi. Certo, il destino ha curato persino i dettagli: il nostro Scirea è morto in Polonia, il vostro Meroni a Torino travolto da un suo tifoso. Più ci penso, più non so cosa pensare”.


Come vede il Toro nei prossimi cento anni?

“È un calcio spietato, uscito da uno scandalo abominevole. Auguro al Toro di essere più forte delle tentazioni. Fondamentali saranno la continuità e la competenza della classe dirigente. Cairo ha soldi e idee. Se saprà scegliere gli uomini giusti – magari non più a tre giorni dall’inizio del campionato – potrà darvi quel futuro che, sinora, avete sempre affidato al passato”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy