Antonino Asta: “Saltai il Mondiale per colpa di Davids”

Antonino Asta: “Saltai il Mondiale per colpa di Davids”

Festa del Toro Club Verbania / L’ex capitano del Torino: “Superga è un’emozione che porto nel cuore: ecco cosa succederà a Glik. Mondiale? Con Cerci, Immobile e Darmian Prandelli non sbaglia”

di Stefano Rosso

Passano anni, stagioni, maglie e squadre, ma sotto la camicia di Tonino Asta continua a battere un grande cuore di colore granata. Dopo due stagioni alla guida del Monza, in Lega Pro 2, l’ex giocatore del Toro torna a respirare l’aria di casa, alla festa del cinquantenario del Toroclub Verbania, e si vede. Lo tradiscono i suoi occhi, che brillano quando i presenti lo acclamano col coro “un capitano, c’è solo un capitano” che tante volte ha ascoltato su quel rettangolo d’erba che fu il Delle Alpi. Lo tradiscono le sue parole, che quando si parla della sua panchina a Monza gli fanno dire “il mio Toro”. Un lapsus freudiano che lascia trapelare quanta voglia abbia ancora di questi colori.

DA CAPITANO A CAPITANO, DA ASTA A GLIK – Sarà un caso, o forse no, ma Tonino Asta torna a prendere una boccata d’aria granata proprio alla vigilia del 4 maggio. Lui, che visse l’esperienza di salire a Superga da capitano: “Quel giorno sotto la lapide ero emozionatissimo – ricorda – ed è un ricordo indelebile, un’emozione unica che mi porto dentro sempre: immagino bene cosa proverà Glik domenica“. Non c’è tempo per pensarci, non c’è spazio per far tremare la voce: in quel momento bisogna soltanto leggere i nomi dei giocatori di una squadra leggendaria che passò alla storia come il Grande Torino: “Ti ritrovi sotto quella lapide, conoscendo la storia e sapendo cos’è successo, a commerorare degli eroi che non appartenevano solo alla Torino calcistica, ma a tutt’Italia e al mondo intero“. Ricordando quel momento, Asta riapre il suo grande cuore granata: “Sono emozioni che auguro a tutti di vivere almeno una volta nella vita – per poi socchiuderlo un po’, orgoglioso – anche se è una cosa solo per molti e non per tutti“. Già, appunto, solo per chi ha avuto l’onore di indossare la fascia di capitano del Torino. “E’ una cosa che mi terrò sempre stretta nel mio cuore, un’emozione unica” conclude.

PRIMAVERA, CHE RISULTATI INCREDIBILI – Due battute spettano anche alla Primavera del Toro, quella squadra che ne lanciò la carriera da allenatore e che ora tanto bene sta facendo nelle mani del suo successore, Moreno Longo: “Quello che stanno facendo è qualcosa di fantastico – ammette, senza invidia – perchè il settore giovanile sta raggiungendo traguardi inaspettati fino a qualche anno fa: la Primavera, poi, sia l’anno scorso sia soprattutto quest’anno sta ottenendo risultati incredibili, a pari di società più blasonate, e si sta meritando tutto il bene che si sta dicendo di loro“. Dal campo al cuore, parlando di Toro le parole di Asta trasudano di granatismo: “Anche la Primavera andrà a Superga? Saranno anche loro emozionati: è giusto che i giovani stiano sempre più vicini alla Prima squadra per poter stare a contatto il più possibile con i giocatori, per crescere e imparare da loro. Più si riesce a trovare coesione tra settore giovanile e Prima squadra, più si potrà tornare ai fasti di qualche – parecchi, si corregge – anno fa, quando il Torino sfornava giovani invidiati da tutta l’Italia“.

PER UN FALLO DI DAVIDS, ADDIO NAZIONALE – L’ultimo granata a sentire il profumo del Mondiale fu proprio Antonino Asta, nel 2002: “Nonostante tutto fu comunque una storia bellissima per me – racconta ancora, senza un minimo rimpianto – perchè raggiunsi la Nazionale al termine di un’annata fantastica“. Ogni parola che dice sembra davvero provenirgli dal cuore: naviga mentalmente nei ricordi, li intinge nei colori granata, e poi li racconta con semplicità e leggerezza, come se fosse cosa da tutti raggiungere la maglia azzurra a 31 anni inoltrati. L’esordio avvenne a Catania contro gli Stati Uniti: “Non giocai una gran partita, lo ricordo ancora – ammette sinceramente – ma Trapattoni a fine gara mi disse che mi avrebbe richiamato“. Più di Zambrotta, infatti, al Trap piaceva il Tonino granata per servire l’attaccante di punta di quella squadra, Bobo Vieri, e per Asta c’era già la maglia numero 7 pronta, con tanto di servizio fotografico già prenotato. Sulla strada dei granata c’è però sempre il destino di mezzo: “Nella partita successiva, il derby, mi infortunai per un fallo di Davids” racconta. Per la prima volta tra le parole di Asta spunta un velo di amarezza: “Quello stop non mi permise di essere più richiamato in nazionale e questo è il rammarico più grande della mia carriera, anche perchè Trapattoni me lo aveva promesso“. Purtroppo le promesse non passano alla storia e al Mondiale di Corea e Giappone non ci fu spazio per Asta. “Su quello in Brasile – prosegue, senza lasciare troppo spazio ai sentimentalismi – non ci sono dubbi: Cerci, Immobile e aggiungo anche Darmian sono giocatori che stanno facendo la differenza non solo al Toro ma anche in serie A“. La benedizione dell’ex granata è totale: “Oltretutto sono nel loro momento migliore sia come età, sia come stato fisico e sono convinto che se Prandelli punterà sui tre granata sicuramente non si sbaglierà“.

TRA MONZA, ALESSANDRIA E TORINO – Il campionato si sta chiudendo e gli ottimi risultati ottenuti dall’Asta allenatore non sono passati inosservati. Tra le pretendenti al tecnico dal cuore granata ci sarebbe anche una piazza piemontese, Alessandria, che per storia, blasone, bacino di utenza e progetto sarebbe molto appetibile per chiunque, soprattutto dalla prossima stagione con la Lega Pro a girone unico. “I rumors dicono così, ma non c’è ancora nulla di concreto – minimizza – manca una partita alla fine del campionato e devo pensare solo a finire bene qui, col mio Toro.. ehmm… col mio Monza“. Proprio quel lapsus che una volta in più ricorda di quali colori è tinto il cuore di Tonino Asta. Come se ce fosse stato il bisogno.

 

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