La meteora Augustine Simo: una scommessa persa in un’annata disgraziata

La storia / Il 10 aprile di ventiquattro anni fa il centrocampista camerunese faceva il suo esordio in granata

di Alberto Giulini, @albigiulini

Sembrava avesse tutte le carte in regola per diventare un ottimo centrocampista, Augustine Simo. Doti fisiche fuori dal comune e buona tecnica per il camerunese classe 1978, arrivato al Toro nel 1995, ad appena diciassette anni. Le premesse erano infatti delle migliori e la partecipazione da capitano della sua nazionale al Mondiale Under 20 in Qatar sembrava una delle tante conferme di un talento fuori dal comune.

Una formazione del Torino 1995-1996

ANNATA DISGRAZIATA – Tanto da convincere il Toro a portarlo in Italia per 300 mila dollari, facendo firmare a Simo un quadriennale da 200 milioni di lire a stagione. Ma se Augustine in Nazionale continuava a convincere, guadagnandosi la maglia della nazionale maggiore, in granata le cose non andarono allo stesso modo. L’esordio fu solo verso fine stagione, il 10 aprile del 1996, esattamente 24 anni fa, al “San Paolo” di Napoli. A dargli fiducia dal primo minuto fu Lido Vieri, in squadra c’era anche un certo Moreno Longo. Simo giocò tutta la partita (terminata 1-0 per i campani) ma a quella fecero seguito appena altre cinque presenze stagionali, in un Toro che a fine campionato non riuscì ad evitare la retrocessione.

SCOMMESSA PERSA – Con la retrocessione, Simo abbandonò Torino, rifugiandosi in Svizzera tra le fila del Lugano. Nel paese rossocrociato il centrocampista camerunese è rimasto fino al 2006, senza infamia e senza lode, facendo capire di non essere adatto ad un palcoscenico superiore. La sua storia serve a far capire che dietro annate maledette, nel calcio, ci sono anche scommesse finite male. Come quella di Augustine Simo.

 

 

 

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