2006: un anno difficile per il calcio

Finisce l’anno di Calciopoli ma, nonostante le promesse, lo sport più amato dalla nostra penisola non è riuscito a togliersi le scorie pesanti del recente passato. Per il Toro, l’anno che sta per concludersi, è stato eccellente, persino mistico: nel momento in cui ha riacquistato la Serie A la nemica storica, vale a dire la Juve, ha vissuto la sua prima retrocessione in B, d’ufficio dopo le intercettazioni…

di Redazione Toro News

Finisce l’anno di Calciopoli ma, nonostante le promesse, lo sport più amato dalla nostra penisola non è riuscito a togliersi le scorie pesanti del recente passato. Per il Toro, l’anno che sta per concludersi, è stato eccellente, persino mistico: nel momento in cui ha riacquistato la Serie A la nemica storica, vale a dire la Juve, ha vissuto la sua prima retrocessione in B, d’ufficio dopo le intercettazioni telefoniche che l’hanno accusata di frode sportiva. Il Toro dell’uomo della provvidenza, Urbano Cairo, ha vissuto il suo primo Centenario come unica squadra torinese nella massima serie e, dopo un avvio stentato, è riuscito anche ad ottenere una dignitosa posizione di classifica. Tornando all’amarezza dello scandalo di questa estate, reso più dolce dalla vittoria azzurra ai Mondiali di Germania, molte cose ancora non tornano. La Juventus ha pagato per le malefatte di Moggi e Giraudo, unica squadra retrocessa in B, la Fiorentina ha avuto una forte penalizzazione di 19 punti, poi ridotta a 15, mentre Milan e Lazio hanno subito pene più leggere. Restano però tanti dubbi, perché tutte le squadre, o meglio i loro dirigenti, telefonavano al designatore arbitrale per chiedere magari non proprio favori, ma garanzie, per cui è possibile che non tutte le intercettazioni telefoniche siano state registrate, ma qualcuna occultata.

Si aspettano le modifiche delle regole da parte del nuovo commissario straordinario della Figc Luca Pancalli, che ha sostituito Guido Rossi, passato in estate come il Torquemada del calcio italico, ma finito stranamente a fare il presidente Telecom, proprio da dove sono partite le intercettazioni per scovare i megalomani truffaldini.

L’Italia di Lippi si è presa la rivincita battendo la Francia nella notte magica di Berlino, Cannavaro ha fatto incetta di premi, anche se non era del tutto meritevole del Pallone d’Oro. Un difensore che nel passato recente avrebbe dovuto conquistare l’ambito trofeo era Paolo Maldini, campione completo e soprattutto più corretto. Ma per vincere, ahimè, non conta solo la bravura, ma gli sponsor giusti!

Il campionato si dice sia tornato più credibile, gli arbitri continuano a sbagliare, ma senza Moggi, al momento nascosto, ma sempre in agguato, nessuno sembra più credere a complotti e congiure contro chi osava osteggiare la Juventus nella sua corsa solitaria al titolo italiano. I bianconeri non hanno mai vissuto un anno così drammatico, da Toro oseremmo dire, ma è giusto, per chiudere, ricordare Alessio e Riccardo, i due giovani della Beretti juventina annegati nel laghetto del centro sportivo di Vinovo. Loro cullavano un sogno ancora privo delle scaltrezze e furbizie dei grandi, il calcio per Alessio e Riccardo restava un gioco e un divertimento, prima di crescere qualcuno ha preferito renderli puri. Buon anno calcio, buon anno Toro.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy