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4-2-3-1. Ecco il calcio moderno

Franco Lerda è arrivato al Torino dopo alcune stagioni ricche di soddisfazioni dal punto di vista professionale. Crotone e Pro Patria sono stati gli incarichi più recenti, ma anche le avventure al Pescara, Casale e Saluzzo sono...

Edoardo Blandino

Franco Lerda è arrivato al Torino dopo alcune stagioni ricche di soddisfazioni dal punto di vista professionale. Crotone e Pro Patria sono stati gli incarichi più recenti, ma anche le avventure al Pescara, Casale e Saluzzo sono state decisamente formative. Lerda ha sempre tenuto un basso profilo, mai dichiarazioni roboanti, sempre grande umiltà, ma tanta fermezza. È sempre stato convinto di voler fare l’allenatore di prima squadra: quando qualche anno fa Cairo gli propose la guida della Primavera lui ringraziò e rifiutò. Eppure la panchina di una giovanile così prestigiosa non è un’offerta che si riceve tutti i giorni. Ma il ragazzo del Fila sapeva e voleva giocarsi le sue chance. Così, piano piano, ha scalato le categorie. L’anno scorso era stato accostato al Torino, come giovane tecnico emergente, ma evidentemente i tempi non erano ancora maturi. A distanza di 12 mesi, dopo un’esperienza in più sulle spalle ed una conoscenza maggiore del campionato di B, ecco che finalmente si è celebrato il matrimonio tra Lerda ed il Torino.

Adesso, insieme a Petrachi, stanno costruendo la nuova squadra. Il modulo sarà il 4-2-3-1, cioè quello sempre utilizzato negli anni passati dal tecnico nato a Fossano. Quello di Lerda è un calcio frizzante votato all’attacco. Il mister dovrà lavorare molto, perché non è mai facile far comprendere ad un nuovo gruppo uno stile di gioco completamente diverso da quanto applicato nella stagione precedente. Colantuono aveva iniziato con quattro difensori, tre centrocampisti, un trequartista e due punte, salvo poi ricredersi al suo ritorno e lavorare sul classico 4-4-2.

Il metodo adottato da Lerda è tra i più in voga al momento ed è quello utilizzato dalla maggior parte delle squadre vincenti: Inter, Bayer Monaco (finaliste di Champions League) e Germania e Olanda (in semifinale al Mondiale) sono solo alcuni dei club che utilizzato questo impianto di gioco. Ovviamente, gli allenatori non possono decidere i risultati delle partite se non dispongono di giocatori di qualità. Ma, almeno sulla carta, il Toro parte già con un’idea di gioco ben precisa. Presto vedremo se arriveranno anche i risultati.

(Foto: M. Dreosti)