Bari-Torino e quella voglia di rivalsa

Bari-Torino e quella voglia di rivalsa

di Valentino Della Casa – Com’è lontana Torino-Reggina. Sembra passato tempo immemore da quando Rolando Bianchi ed Emiliano Bonazzoli, insieme con l’arbitro Velotto, calcavano il terreno allagato dell’Olimpico prepasquale per testare che non potevano sussistere le condizioni per poter disputare la seconda frazione della gara che il Toro stava vincendo per 1-0. Tanto è successo in queste settimane, su tutto il tragico…

di Redazione Toro News

di Valentino Della Casa – Com’è lontana Torino-Reggina. Sembra passato tempo immemore da quando Rolando Bianchi ed Emiliano Bonazzoli, insieme con l’arbitro Velotto, calcavano il terreno allagato dell’Olimpico prepasquale per testare che non potevano sussistere le condizioni per poter disputare la seconda frazione della gara che il Toro stava vincendo per 1-0. Tanto è successo in queste settimane, su tutto il tragico evento da non dimenticare ma, al contempo, ora da superare.

Adesso, dopo questa lunga, forzata, pausa che ha visto la squadra di Ventura perdere giocatori importanti (vedi Surraco, o l’acciaccato Ogbonna che però ci sarà) anziché recuperare quelli la cui condizione era precaria, i granata scenderanno in campo a Bari, per una gara che, ci aspettiamo, sarà densa di emozioni. Quella contro i galletti sarà infatti la partita della rivalsa. Rivalsa rispetto al girone d’andata, quando un’indisponente gestione arbitrale favorì non poco la formazione allenata da Torrente, soprattutto permettendo ad un ancor più indisponente Martino Borghese (oggi squalificato) di fare il bello e il cattivo tempo in difesa, portando Rolando Bianchi (non certo un giocatore rissoso) a perdere le staffe, stufo come era di ricevere colpi non certo leggeri dal rude avversario (in foto M. Dreosti un’azione della gara d’andata).

Sarà rivalsa, per il Bari -o meglio, per i suoi tifosi-, nei confronti di quei giocatori che aveva sostenuto ma i cui nomi sono finiti nel registro degli indagati per lo scandalo scommesse. Sentenze non ce ne sono, anzi, in alcuni casi (per esempio Parisi, ieri accolto non bene all’aeroporto così come l’allenatore da alcuni supporter baresi), sembra proprio che si sia preso un granchio. Ma il tribunale popolare non perdona, è sordo (talvolta a ragione, talvolta a torto): se viene fatto un nome per un reato, diventa difficile poi cancellare la macchia. Anche per qualcosa che non è stata commessa. Ma questo è un altro discorso.

Quello che più interessa è che Bari-Torino dà il via ad un filotto di cinque partite in due settimane in cui, con ogni probabilità, la squadra granata si giocherà concretamente la promozione diretta in Serie A. Un obiettivo alla portata, che il Toro ha saputo costruire passo dopo passo, giornata dopo giornata. La crescita, rispetto a Luglio, è stata di proporzioni enormi, e di questo diamo atto a mister Ventura, condottiero di questa armata che, ora, dovrà -ci scusiamo per l’espressione- “tirare fuori le palle” e dimostrare di avere quelle qualità mentali che, in definitiva, la porteranno a vincere le partite più importanti e chiudere definitivamente questo campionato. I presupposti ci sono tutti. Il tour de force sta per avere ufficialmente inizio.

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