Cies e giocatori schierati: Torino terzultimo? Confermare tutti è un limite

Commento / Nell’ultimo quinquennio il Torino ha schierato 73 giocatori diversi. Emergono i limiti delle scelte societarie: c’era bisogno di qualche novità

di Redazione Toro News

Il Torino è la terzultima squadra di Serie A per giocatori diversi mandati in campo negli ultimi cinque anni. Uno studio portato a termine dal Cies (Football Observatory), infatti, ha fatto emergere che il Torino ha schierato “soltanto” 73 giocatori dal 2015 ad oggi; una media di circa 14 nuovi giocatori all’anno. Meno dei granata hanno fatto soltanto Juventus (72) e Napoli (58). A guidare la graduatoria ci sono invece Genoa (111), Lecce (110) e Verona (109). Come si può interpretare questo dato?

Serie A, chi ha schierato più calciatori dal 2015 ad oggi? Torino terzultimo

LIMITI STAGIONALI – È un dato che soprattutto in questa stagione sta dimostrando tutti i suoi limiti. La continuità nello sport può essere utile, ma non bisogna abusarne, altrimenti rischiano di venire meno le motivazioni. Siamo per l’appunto giunti a questo punto della recente storia del Torino. Dopo anni più o meno positivi e a maggior ragione dopo lo splendido girone di ritorno dello scorso torneo di Serie A, era giusto dare una riverniciata all’ambiente, soprattutto per prepararlo con maggior vigore alle nuove sfide: dai preliminari di Europa League ad un miglioramento del piazzamento in campionato. Inserire nell’ultimo giorno utile del calciomercato estivo Diego Laxalt e soprattutto Simone Verdi non è bastato. La strategia del “tutti confermati” ha scricchiolato fin da subito e la situazione è presto precipitata (il caso limite di Nicolas Nkoulou insegna).

ENTUSIASMO CANCELLATO – Nemmeno le evidenti difficoltà della prima metà della stagione hanno innescato nella società una volontà di cambiamento nella rosa granata. Le uniche novità di gennaio sono arrivate sul fronte cessioni, mentre la voce in entrata è rimasta vuota. A gennaio, ancor più che a fine agosto/inizio settembre, il Torino avrebbe avuto bisogno di un po’ di entusiasmo. Siccome non si era riusciti a generarlo sul campo, si sarebbe dovuto provare a percorrere un’altra via: quella del calciomercato. La continuità paga finché le motivazioni non si svuotano. Ad insegnarlo non è soltanto il Torino, ma l’altro caso emblematico della stagione in corso è quello del Napoli. Era, perciò, utile proporre qualche restauro in più per non correre il rischio di dover rivoluzionare la rosa dopo un’annata al di sotto delle attese.

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