Eraldo Pecci: ”Toro, devi continuare a crederci”

Esclusiva TN, il doppio ex di Torino e Napoli: ”Contro i partenopei un’opportunità per riacquistare morale”

di Roberto Maccario

In vista del big match di lunedì sera all’Olimpico tra Torino e Napoli abbiamo intervistato il grande Eraldo Pecci, centrocampista del Toro campione d’Italia nel 1976 e con alle spalle anche una piccola parentesi con la maglia azzurra.

Buongiorno Pecci: per il Torino arriva una partita difficile nel momento forse peggiore, non è così?

I risultati non sono buoni e le ultime prestazioni nemmeno, in particolare quella contro l’Inter in cui il Toro ha perso contro una squadra che, a mio avviso, non gli è superiore quest’anno. In particolare l’elemento negativo delle ultime uscite è stato il non tirare quasi mai in porta. Ora arriva il Napoli, un avversario temibile, ma bisogna giocare: la partita sarebbe difficile in ogni caso e quindi perché non vedere il bicchiere mezzo pieno e considerarla un’opportunità per tornare a fare risultato e per aumentare la fiducia nei propri mezzi?

Se dovesse scegliere chi toglierebbe alla squadra di Benitez?

I numeri dicono Higuain, ma una squadra non è fatta da un solo giocatore, bensì da un collettivo: nel Barcellona spesso è Messi a fare la differenza, ma i mondiali chi li ha vinti? L’Argentina o la Spagna, di cui fa parte tutta l’ossatura dei blaugrana? A contare, quindi, è sempre l’organizzazione del gruppo.

Cosa deve fare il Torino per tornare ai livelli di qualche mese fa?

Continuare a credere in quello che fa e giocare bene, perché prima o poi i risultati arrivano.

Lei è anche un doppio ex di Torino – Napoli, anche se in granata ha vissuto stagioni esaltanti mentre sotto il Vesuvio solo una breve parentesi, giusto?

Sì: a Torino sono arrivato a 20 anni, a Napoli a 30, quando ero completamente diverso come giocatore e come persona. Amo tutte le squadre in cui ho giocato, ma al Toro sono rimasto di più in un momento formativo della mia vita e della mia carriera, per cui è normale che sia più legato a questa piazza.

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