Giampaolo, quando la dignità non ha prezzo: le storie di Cagliari e Brescia

Giampaolo, quando la dignità non ha prezzo: le storie di Cagliari e Brescia

Toro News / Due precedenti iconici della carriera del nuovo allenatore del Torino, che molto fanno capire dell’uomo Marco Giampaolo

di Nicolò Muggianu

L’uomo prima del professionista. Ci sono almeno due episodi della storia professionale di Marco Giampaolo che dicono molto sui valori morali del nuovo tecnico del Torino, che in più di un’occasione ha dimostrato di anteporre la propria dignità personale a qualunque altro valore (denaro compreso).

CAGLIARI – È il dicembre 2007, quando l’allora presidente del Cagliari Massimo Cellino richiama Giampaolo – già esonerato il 13 novembre precedente – in seguito alle dimissioni di Sonetti. “No, grazie” è la risposta dell’attuale tecnico del Torino, che fa sapere al Cagliari come “la sua dignità non abbia prezzo”. Un prezzo che il patron Cellino era disposto a pagare lautamente, con un ricco contratto valido per altre tre stagioni (fino al 2010). Un’offerta allettante, che però Giampaolo rifiutò senza troppi dubbi. Il legale del tecnico, a qualche giorno di distanza, commenta così l’accaduto: “Non mi era mai successo di vedere un allenatore rinunciare ad un contratto cospicuo. Giampaolo non aveva intenzione di tornare per poi farsi trattare in un certo modo, anche memore di quanto successo l’anno scorso“. Già perché l’anno prima (2006/2007), dopo averlo cacciato, Cellino rincarò la dose dichiarando: “Giampaolo? Lo richiamerò solo se saremo retrocessi“. Poi però Giampaolo era tornato a guidare il Casteddu, ottenendo la salvezza e la riconferma per l’anno successivo

BRESCIA – Il secondo episodio è datato invece settembre 2013. Dopo un Brescia-Crotone, i tifosi lombardi contestano la squadra e Marco Giampaolo è chiamato da un uomo della Digos per un confronto con alcuni ultras delle Rondinelle. Il mister, seppur titubante, accetta. Il risultato è un faccia a faccia che il tecnico a distanza di tempo definirà “avvilente” e che fa scattare qualcosa nella testa del mister. La conseguenza è un silenzio assoluto lungo tre giorni, che vedrà addirittura il coinvolgimento del programma televisivo ‘Chi l’ha visto?’. Giampaolo riappare poi con un messaggio fatto recapitare dal fratello, con il quale il mister rassicurava tutti dicendo che il Brescia era al corrente della sua decisione di abbandonare l’incarico. La diatriba finisce con le sue dimissioni ed il rammarico del patron Corioni, che ammette le proprie colpe: “C’è stato un errore da parte della società. Se fossi stato lì in quel momento non avrei mandato l’allenatore a parlare con i tifosi“. Insomma, Giampaolo ha dimostrato nell’arco della sua carriera di essere persona con la schiena dritta e con valori morali. Doti che possono sposarsi bene con quel che richiede una società gloriosa come il Torino.

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  1. ToroNelCuore - 2 mesi fa

    Dissento dall’elogio per il fatto. Uno con la schiena dritta si sarebbe rifiutato di andare a parlare con gli ultras, anche se sollecitato dalla Digos, che è un’altra bella accozzaglia di teste matte e calde.

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  2. FORZA TORO - 2 mesi fa

    e ti credo che si sia sentito umigliato nel dover “discutere” con quattro esagitati comandati con molta probabilita da mezzi ,quando non interi delinquenti

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  3. barrieradimilano - 2 mesi fa

    Non conoscevo questi precedenti che mi fanno apprezzare una persona che già a pelle stimavo ora, per il bene della realtà sportiva che più amo, non resta che augurargli ogni bene. Pur non essendo credente i miracoli o botte di culo se preferite, a volte accadono. Per una volta il lupo potrebbe non sbranare l’agnello, oltre 15 anni di devastazione morale e sportiva spero che l’abbiano “appagato” ma appunto quando si ha a che fare con certi personaggi bisogna sperare in un miracolo…forza Marco e in bocca al lupo Salvatore

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    1. barrieradimilano - 2 mesi fa

      preciso…in bocca al lupo nel miglior senso del termine, Sirigu oltre che tra i 3/4 migliori portieri della storia granata ed autentico artefice della nostra salvezza ha valori umani non comuni che lo rendono incompatibile, ad esempio, con chi si rallegra per i contratti commerciali che stà concludendo grazie ad una pandemia che stà facendo soffrire e morire migliaia di persone…

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      1. barrieradimilano - 2 mesi fa

        Oltre che mettere – (per carità liberissimi) mi piacerebbe che ogni tanto qualcuno argomentasse il proprio dissenso, capisco che costa un pò più di fatica ma uno scambio di opinioni civile forse può arricchire, un semplice tasto pigiato sicuramente no…

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      2. TOROPERDUTO - 2 mesi fa

        Io non ho messo i meno, ma permettimi di dissentire completamente, sirigu è stato colui che ha avuto il coraggio di dire che ogni tanto guardava il terreno di gioco e si chiedeva chi glielo faceva fare di andare avanti…. Che suona più o meno come una bestemmia, Oltre a mandare a fare in culo tutto e tutti, per cui o lo si conosce molto ma molto bene personalmente oppure sospenderei quanto meno i giudizi

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