Il Borsino della B

di Enrico Matteoni

 

Nella giornata in cui tutte le grandi rallentano (ad eccezione di Siena, Livorno e Atalanta) sono le “piccole” a gioire in questo turno di campionato, con le importanti vittorie messe a segno da Triestina e Modena. Da segnalare inoltre il ritorno all’attività agonistica, con gol (e che gol!) dell’attaccante…

di Redazione Toro News

di Enrico Matteoni

 

Nella giornata in cui tutte le grandi rallentano (ad eccezione di Siena, Livorno e Atalanta) sono le “piccole” a gioire in questo turno di campionato, con le importanti vittorie messe a segno da Triestina e Modena. Da segnalare inoltre il ritorno all’attività agonistica, con gol (e che gol!) dell’attaccante del Torino Rolando Bianchi.

 

CHI SALE:

TRIESTINA il cambio in corsa di allenatore sembra aver giovato ai giuliani che riescono così a riacciuffare quella vittoria che mancava loro in campionato dagli inizi di novembre (1-3 a Livorno). La squadra alabardata è sembrata trasformata nel gioco e, soprattutto, nel carattere oltre che nell’approccio alla gara, molto meno guardingo e un po’ più smaliziato di quanto non fosse nelle ultime giornate. La Triestina in versione “tutti dietro a difendere e ripartire timidamente” sembra essere rimasta congelata nel gelido dicembre del 2010 e quella nuova ammirata nell’ultimo turno di campionato darà sicuramente un po’ di quiete ai tifosi che già si stavano preparando al peggio. Se poi l’ultima vittoria si rivelerà essere solo un fuoco di paglia, un ultimo impulso nervoso di una squadra che sembrava avere l’encefalogramma piatto o un’illusoria scarica di adrenalina lo saprà dire solo il tempo. Quello che è certo per adesso è che l’ultima posizione è stata abbandonata, e che, almeno per questa settimana, si può guardare al futuro con più serenità.

MODENA gli emiliani entrano d’ufficio in un circolo molto esclusivo, un club che annovera tutte le squadre riuscite nella non facile impresa di abbattere la corazzata Novara (tanto per dare un’idea, in questa stagione solo il Torino ci era riuscito). Gli ospiti ci mettono sicuramente del loro risultando assai meno incisivi e brillanti del solito, anche complice qualche voce di mercato che potrebbe aver disturbato l’ambiente (si veda la voce Gonzales), ma iniziare a trovare attenuanti per il Novara equivarrebbe in automatico a sminuire, a torto, la superba prestazione dei padroni di casa. Il Modena è stato semplicemente perfetto, colpendo l’avversario al momento giusto, mantenendo alta la concentrazione in difesa (tranne in occasione del gol di Rubino, unica sbavatura) e risultando ficcanti e pericolosi nelle ripartenze. Gli uomini di Apolloni conquistano quindi una vittoria che vale ben più dei canonici tre punti in termini di convinzione e fiducia nei propri mezzi che li rilancia alla grande in campionato dopo un periodo di appannamento.

PIACENZA altra squadra giustiziera di una squadra che aveva salutato il 2010 armata di buoni propositi e con la speranza che il 2011 recasse con sé quella promozione in cui tutti speravano ma che nessuno osava nominare. Il risveglio dal sogno è invece stato tanto immediato quanto doloroso per gli uomini di Sannino, trovatisi in balia di un Piacenza in versione deluxe che, seppur in modo rocambolesco nel finale, è riuscito nell’impresa di portare a casa il prestigioso scalpo degli avversari. La tattica adottata dagli emiliani, ovverosia quella di aspettare il Varese per poi ripartire velocemente, ha pagato in pieno e, grazie ad un Cacia in grande spolvero, sono riusciti a piegare le resistenze ospiti e a conquistare un successo molto importante che allontana parzialmente la squadra dalla parte calda della classifica (che rimane in ogni caso molto pericolante).

TAVANO della serie “a volte ritornano”, Francesco Tavano appartiene a quella categoria di giocatori che, anche quando le primavere sulle spalle iniziano a diventare diverse, con si dimentica come si gioca a calcio, e risulta ancora uno dei pochi in grado di dare del “tu” al pallone. Nella gara di Frosinone che vede gli amaranto ricominciare nel migliore dei modi il nuovo anno, lui disputa una grandissima gara, ricca di tocchi di fino che fanno ammattire i giocatori avversari e di giocate che spaccano in due la difesa ciociara. E come ciliegina sulla torta arriva il gol del 2-0, bellissimo, frutto di una serpentina in area e di uno shot al fulmicotone che va ad insaccarsi nella porta dei laziali. Una gemma che va ad incastonarsi nella corona di una partita giocata da re.

PASQUATO dopo gli exploit in settimana di Palladino e Giovinco, anche un altro ragazzo del vivaio bianconero si sente in dovere di disputare una partita assolutamente sopra le righe, e così è. Prima batte il calcio d’angolo con il pallone che va a depositarsi docile docile sulla testa di Mazzarani che deve solo appoggiarlo in rete e poi realizza personalmente il 2-0 con un fantastico gol su punizione che lascia di sasso il portiere del Novara andandosi ad infilare proprio all’angolino. Non segnava dal mese di settembre: si è rifatto, e con gli interessi.

ROLANDO BIANCHI oramai le parole di lode per descrivere il capitano granata sono state usate tutte, eppure nessun nobile appellativo risulta mai inflazionato se rivolto all’attaccante del Toro. Bianchi mancava dal rettangolo verde dalla partita contro la Reggina, un secolo fa per un giocatore dai tempi di recupero lenti come i suoi a causa della sua statura imponente e in campo si è visto che qualcosa non andava, che il motore risultava un po’ ingolfato. Ma è caratteristica comune a tutti i grandi, grandissimi giocatori quella di riuscire a nascondersi, mimetizzarsi nel grigiore di una gara noiosa per poi balzare fuori come una fiera e assestare la decisiva zampata al match. Quando poi ai tifosi si è palesata la prodezza (l’ennesima) che il bomber ha tirato fuori dal suo, apparentemente, inesauribile cilindro, saranno sicuramente brillati loro gli occhi per l’emozione e la memoria avrà di certo fatto un lungo viaggio nel tempo, quando a realizzare gol di siffatta pregevole fattura in Italia erano fenomeni del calibro di Baggio, Maradona o Ronaldo. Paragoni senz’altro impegnativi ma che rendono onore al gran lavoro compiuto da Bianchi in questi anni e ai suoi incredibili progressi.

ATALANTA E COLANTUONO Grazie al successo ottenuto ieri sera ai danni del Grosseto, i bergamaschi agguantano in vetta alla classifica il Novara, aggiudicandosi il titolo di campioni d’inverno. Come non avevamo risparmiato le critiche a suo tempo nei confronti dell’Atalanta e dell’ex tecnico del Toro, oggi è giusto complimentarsi con loro. Non era facile mantenere il passo di un Novara da sogno in questo girone d’andata.

 

STABILI

EMPOLI finalmente la squadra di Aglietti ha posto fine a quella estenuante emorragie di vittorie che l’aveva vista sconfitta per ben cinque gare consecutive con un pareggio che serve a poco ai fini della classifica ma a molto sotto l’aspetto mentale, con i toscani che forse ha riacquistato fiducia nei propri mezzi. Adesso non rimane che riprendere la strada interrotta bruscamente in quel di Livorno nel 2010 quando finì l’invidiabile striscia di 15 risultati utili consecutivi per poter dare finalmente tregua alle coronarie dei propri sostenitori e potersi togliere anche qualche soddisfazione personale. L’obiettivo dichiarato dalla società è quello della salvezza, ma è certo che se la squadra dovesse riprendere un rullino di marcia notevole i piani potrebbero anche essere rivisti e il bersaglio grosso non sarebbe più pura e semplice utopia.

PESCARA una prodezza di Sansovini (bel tiro di esterno collo da fuori area a girare) è sufficiente per liquidare allo stadio “Adriatico” un Cittadella che nelle ultime giornate sembrava essersi ritrovato e che risultava essere quindi un avversario molto temibile. Ma grazie alla superba condizione del bomber Sansovini e di Bucchi la i ragazzi di Di Francesco sono riusciti a portare a casa i tre punti al termine di una gara vissuta su ritmi sempre altissimi. Il Pescara rimane quindi lì a ridosso della zona play off e deve iniziare a chiedersi se vuole finalmente diventare grande e cercare di dare un senso all’intera stagione o se preferisce continuare a rivestire i panni della squadra che avrebbe le potenzialità per il grande balzo ma non riesce a compierlo, alfine di liberarsi da  l’atteggiamento che da tempo l’avvinghia del “vorrei ma non riesco”.

TORINO i granata portano a casa il decimo risultato utile consecutivo, dimostrando una continuità di risultati alla quale si riesce a trovare una compagna solamente dopo aver a lungo spulciato gli almanacchi di statistiche. La squadra ha disputato una buona gara, mostrando una buona solidità difensiva (subendo gol solo in occasione di una palla sporca che non si sa bene come abbia fatto a rimanere là in mezzo), correndo pochissimi rischi seri, mettendo in mostra un ottimo collettivo nel quale sono spiccate alcune individualità (Bianchi, Ogbonna e Rivalta su tutti) oltre che un’idea abbastanza chiara di gioco e mettendo alle corde un avversario che in casa era particolarmente temibile. Il rovescio della medaglia è però la scarsa incisività in attacco, dal momento che, a parte in molteplici tentativi di Bianchi e la fiammata nel primo tempo di Sgrigna, i granata hanno costruito un po’ poco là davanti, contro una squadra che non ha di certo eretto le barricate. Quando riusciranno a tramutare parte dei suoi pareggi in vittorie i ragazzi di Lerda  potranno senz’altro puntare con maggior tranquillità alla A.

CACIA l’attaccante del Piacenza continua a sfornare prestazioni di alto livello, per la gioia dei suoi tifosi e la disperazione dei suoi avversari. Nella gara contro l’ottimo Varese di Sannino si prende lui l’onore di mettere a segno l’1-0 con un perentorio stacco di testa e confeziona anche l’assist dalla bandierina per il gol del definitivo sorpasso segnato da Anaclerio. La classifica continua a togliere il sonno ai giocatori e al tecnico, visto che le posizioni calde non sono poi così lontane, ma la certezza di avere un attaccante così decisivo in rosa è senz’altro un palliativo notevole per tutto l’ambiente piacentino.

GINESTRA se l’ex granata Eugenio Corini può finalmente festeggiare la sua prima vittoria da allenatore, gran parte del merito può tranquillamente accollarselo il suo centravanti Ginestra, che con Cutolo e Russotto forma un invidiabile tandem che fa letteralmente impazzire i difensori del Portogruaro. Ma dei tre è proprio Ginestra il più decisivo, in quanto prima segna  dell’1-0 (gran colpo di testa su azione da corner) e poi si incarica di dare a Tedeschi in più semplice dei palloni, solamente da spingere in rete.

ABBRUSCATO gira che ti rigira, nel tabellino dei marcatori lui ci finisce sempre. Con il gol che raffredda gli entusiasmi degli empolesi e permette ai suoi compagni di uscire imbattuti dal “Castellani”, sono tredici le reti messe a segno dall’attaccante in questo campionato. L’ex granata ha dimostrato di essere in grado di segnare in qualsiasi modo, e la rete messa a segno contro l’Empoli è un perfetto connubio di freddezza e opportunismo, oltre a dimostrare che come il lupo non perde il vizio, Elvis Abbruscato non perde il fiuto per il gol. E forse qualcuno in riva al Po lo sta già rimpiangendo…

 

CHI SCENDE

FROSINONE la disfatta casalinga contro il Livorno, ultimo atto di un campionato che aveva visto i ciociari stentare non poco sin dalle prime battute, con alcuni successi sporadici che però non sono risultati bastevoli a salvare la panchina di Iaconi che lascia il posto a Campilongo. La squadra, penultima in classifica, appare svuotata, senza identità e senza gioco, impaurita e timorosa, con alcune ottime individualità (Lodi su tutti) ma con un collettivo che ancora fatica a trovarsi e a carburare. Al nuovo tecnico tocca un compito tutt’altro che facile, ridare autostima ad un ambiente che sembra essersi persino dimenticato cosa significhi…

REGGINA c’è poco da girarci intorno, una squadra che punta a riscattare una stagione opaca come quella appena trascorsa e punta dritta dritta alla serie A non può permettersi il lusso di pareggiare per 0-0 contro un Sassuolo ridotto in 9 dalle espulsioni, per quanto i neroverdi si siano dimostrarsi tutt’altro che inclini a rivestire il ruolo di vittima sacrificale sull’altare dei calabresi. Quel che però è certo è che una squadra che aspira al ruolo di mattatrice della cadetteria come vorrebbe essere la Reggina non può evidenziare dei passaggi a vuoto così marchiani.

PORTOGRUARO stavolta i battaglieri veneti sono stati costretti a chinare il capo, proprio dinanzi a quell’Eugenio Corini dal quale si erano bruscamente separati in estate per diversità di vedute circa il mercato. In genere i ragazzi di Agostinelli riuscivano a sopperire agli evidenti limiti tecnici con la rabbia agonistica e il furor tipico dei combattenti instancabili, ma questa volta sono dovuti soccombere sotto i colpi dei tre assi del Crotone, i già citati Cutolo, Russotto e Ginestra. Anche se il tempo per risistemare le cose c’è ancora, la classifica sta iniziando a scottare e la società non può più starsene a guardare.

BERTANI uno che in genere finiva agli onori delle cronache, in questo turno di campionato finisce dietro la lavagna. E’ infatti anche per la mancanza del suo bomber che il Novara cade in quel di Modena, assenza causata da un’imperdonabile leggerezza dello stesso Bertani che stende un avversario con una gomitata da bollino rosso, stesso colore del cartellino che l’arbitro gli sventola in faccia. Sarà stanco quanto si vuole a causa del girone d’andata vissuto su altissimi livelli e magari adesso che la squadra sta attraversando un momento non proprio brillantissimo la tensione potrebbe essere un po’ alta, ma ad un giocatore della sua esperienza un gesto del genere non è mai perdonabile.

 

(foto M.Dreosti)

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