Il paradosso granata: sbagliare gli esami di maturità contro le squadre più in crisi

Focus on / E il Sassuolo non aveva mai vinto in casa contro il Toro, vittoria storica

di Silvio Luciani, @Silvio_Luciani

È un copione visto e rivisto quello che il Torino ha messo in scena a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Ogni qualvolta c’è stato da fare il salto di qualità, i granata hanno fallito contro squadre in netta difficoltà. Prima il Lecce, poi la Samp, l’Udinese e la SPAL, ora il Sassuolo: il Torino è riuscito a farsi del male contro squadre in crisi di risultati. I neroverdi, contro il Toro, hanno ritrovato la vittoria dopo sette partite e tre sconfitte consecutive. Sono solo gli ultimi di una lunga serie.

In principio fu il Lecce, nel posticipo che poteva portare i granata al primo posto dopo le vittorie con Sassuolo ed Atalanta. I giallorossi venivano dalle brutte sconfitte con Inter e Verona e trovarono i primi tre punti proprio al Grande Torino. Poi fu il turno della Sampdoria, ultima con zero punti dopo tre giornate. Quelli con i granata sono rimasti gli unici tre punti della gestione Di Francesco. L’Udinese invece, arrivò alla sfida contro i granata con 7 punti in 7 giornate. Incontrava un Torino in ripresa grazie alla vittoria contro il Milan e al pareggio contro il Napoli: l’epilogo, purtroppo, è noto.

Le partite con SPAL e Sassuolo chiudevano due periodi positivi in termini di risultati. La SPAL aveva toccato il fondo della classifica e non aveva mai vinto in trasferta, il Sassuolo, come già detto, veniva da 7 partite senza vittoria e 3 sconfitte consecutive. Ironia della sorte, i granata di Mazzarri hanno sempre fallito l’esame di maturità contro le squadre che sulla carta erano più alla portata. Un paradosso che rispecchia la follia di questa prima metà di stagione del Torino.

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  1. rogozin - 1 anno fa

    Tony D’Amico direttore sportivo e Juric allenatore. Il secondo è un allievo di Gasperini e sta facendo giocare molto bene il Verona. Il primo con un budget modesto ha costruito un’ottima squadra.

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  2. eurotoro - 1 anno fa

    gli indizi sono tanti..con le medio piccole nei secondi tempi la concentrazione cala..con le grandi di colpo la concentrazione è alta fino al 95°!…si chiama vetrina ed opportunità di mettersi in mostra!…quindi x me non hanno una comunione di intenti x questa stagione…ciclo da rifondare..via dal Toro chi non lo considera un punto di arrivo!..e via l’allenatore che non ha saputo dare questo input fondamentale x raggiungere gli obiettivi!..ed io sono uno di quelli che reputa Mazzarri un buon allenatore…

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  3. GranaSiempre - 1 anno fa

    E’ vero: ormai il Toro è diventato desolatamente simbolo di autolesonismo.
    Tifosi che contestano anche dopo le vittorie, giocare in casa è diventato un incubo, società che fa solo cose controproducenti, giocatori che vanno in campo per sbagliare e allenatore che prepara la squadra volutamente per perdere.
    Non fa una piega: che tristezza!

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  4. at78 - 1 anno fa

    Ormai siamo al punto che pare che mazzarri alleni e prepari le squadre per giocare (e perdere) cosi’, e’ talmente ripetitivo.

    una manna per quelli che giocano la schedina, veramente prevedibile

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    1. prawn - 1 anno fa

      Difficile capire i non mi piace, perche’ l’andamento non e’ casuale , come a volte Mazzarri vuol farci credere (parla di episodi) ma costantemente ci salviamo con:

      – grandi prestazioni di gallo, ansaldi, sirigu

      e perdiamo

      – con le piccole
      – perdendo palla con meite, aina, lollo lento, verdi inutile

      questo succede da una trentina di partite

      errare e’ umano, perseverare e’ diabolico

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  5. Policano - 1 anno fa

    È un grande. Punto.

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  6. Fabry - 1 anno fa

    Cinque indizi fanno una prova,perdere con squadre di bassa classifica e in crisi non è un caso,e poi altre volte ci è andata bene grazie a San Salvatore,è una costante che nei secondi tempi tutti ci mettono sotto,preparazione sbagliata ancora colpa a Gennaio dell’ Europa, o forse un allenatore che non incide nei cambi a parte il non gioco.Vedo giocare Bologna Verona e Udinese di ieri con il Milan sono superiori a noi,ci stanno dietro solo grazie a Sirigu e Bellotti,penso che anche Cairo non sia contento 9 sconfitte e con squadre di bassa levatura ma che giocano meglio di noi fanno male,si arriverà a fine campionato poi cambio.

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  7. Ciccio Graziani - 1 anno fa

    Longo, ma chi scrive queste cavolate!! Oppure Nicola che sta trainanddo il Genoa in B

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    1. Policano - 1 anno fa

      Mazzarri al Cervia

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  8. Toro71 - 1 anno fa

    VIA MAZZARRI SUBITO MORENO LONGO, ALMENO CI RIAPPROPRIAMO DEL NOSTRO FILADELFIA

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  9. suoladicane - 1 anno fa

    è il risultato scontato del non gioco del pavido in panca; il peggior presiniente ed il peggior allenatore della storia del TORO;
    9 SCONFITTE e tutte con squadre alla portata
    valore della rosa in calo
    giovani a scaldare la panchina
    tifosi in subbuglio
    ….direi bene
    MAZZARRI VATTENE

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  10. iard68 - 1 anno fa

    Non è un paradosso. Il Toro di Mazzarri vince solo in contropiede quando gli avversari ci attaccano (normalmente sono quelli tecnicamente più forti…) e, scoprendosi, rischiano e sbagliano (perché provano a vincere, non perché son stupidi!!!) In più, mettiamoci anche i numeri di quell’attacante fenomeno che il cielo ha regalato e le parate di San Salvatore! Quando invece c’è da costruire, è una pena indicibile che il più delle volte finisce male (già 9 volte, 9, quest’anno!!). Il Toro di Mazzarri è, insieme a Genoa e Sampdoria, la più brutta squadra (da vedere) della nostra serie A. Lecce, Brescia e Spal, pur essendo molto più deboli, giocano di gran lunga meglio di noi! Non entro nella “questione presidenziale” che ha diverse sfaccettature e, comunque la si veda, è tristissima. Il Torino, questo Torino, ha la necessità assoluta di cambiare allenatore prima che i pochi giocatori forti rimasti non puntino i piedi per andarsene, così come i giovani, stanchi di non avere opportunità finanche in una squadra che ottiene risultati così mediocri.

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    1. suoladicane - 1 anno fa

      sul contropiede poi, nemmeno quello sanno fare bene e quando segnano in ripartenza è abbastanza casuale, perchè se riconquisti palla centrocampo e riparti in 3 se segni è merito dell’attaccante o del centrocampista che è ripartito, ma se notate (ed è successo anche sabato più volte) la squadra è statica anche nelle ripartenze, difficilmente vedi un movimento corale di tutti che accompagna il contropiede
      MAZZARRI VATTENE

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  11. Giancarlo - 1 anno fa

    Queste squadre, semplicemente, avevano più voglia, più determinazione. Contro le “grandi”, alcune, abbiamo fatto meglio perchè non dovevamo giocare, ma attendere e sfruttare loro eventuali errori, e ci siamo riusciti. Morale: non abbiamo un gioco, ma solo opportunismo e quando il gioco dobbiamo farlo non ne siamo capaci e subiamo la veemenza e l’organizzazione di chi i punti li deve fare. Purtroppo è un copione che quest’anno si ripeterà, è un ciclo finito e non ci resta che chiudere una stagione che poteva darci tanto chiudere gli occhi e aspettare (cosa? quando? perchè?). Un copione che si ripete, ma al quale non voglio abituarmi.

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