Roma-Torino, Moretti: “Io fondamentale? No, cerco solo di essere utile”

Diretta TN / Il difensore parla in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Torino

di Gianluca Sartori, @gianluca_sarto

In conferenza di presentazione alla vigilia di Roma-Torino ecco Emiliano Moretti, che al fianco di Sinisa Mihajlovic presenta Roma-Torino. Ecco le sue parole:

“Dopo il Pescara, come sempre succede, abbiamo analizzato quanto abbiamo fatto per capire cosa abbiamo fatto bene e cosa meno bene. Le partite le prepariamo sempre nei minimi particolari. Riguardiamo le situazioni di gioco, sia di reparto che di squadra. E poi c’è la settimana di lavoro, in cui tatticamente lavoriamo con attenzione. Sappiamo che a Roma incontreremo una grande squadra, ma andremo lì a giocarci le nostre carte, sapendo che delle tre circostanze di cui parlava il mister, noi possiamo solo concentrarci su una di esse, ossia il fare una grande partita. Ed è questo l’obiettivo di ognuno di noi”.

Come si ferma Dzeko?

“In genere, noi quando prepariamo una partita pensiamo più alle nostre qualità che a quelle degli avversari. Comunque il valore di Dzeko non è in discussione. Credo che i grandi giocatori, comunque, vadano fermati con l’aiuto di tutta la squadra. Non è un solo giocatore che può fare la differenza. A contare sono i meccanismi collettivi“.

Come è stata preparata la gara?

“Partiamo dalla nostra filosofia di gioco e arriviamo a guardare i nostri avversari. Noi guardiamo molto a noi stessi, tenendo sempre in considerazione, però, anche le qualità del nostro avversario di turno”. 

Ti aspettavi di essere fondamentale anche quest’anno, come era successo anche negli altri anni?

“Innanzitutto non trovo corretta la parola “fondamentale”. Il mio obiettivo è sempre quello di essere utile, dentro al campo come fuori dal campo. E dare il 100% ogni volta che sono chiamato in causa, dando una mano alla squadra. Questo è quello che intendo fare finchè me ne sarà data la possibilità”.

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  1. Daniele abbiamo perso l'anima - 4 anni fa

    Grande Moretti!
    Ci vorrebbe una macchina del tempo.
    Sei il capitano morale ed etico della squadra, e non da quet’anno.

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