Ljajic, Belotti e le palle inattive: un asse vincente, ma poco utilizzato

Ljajic, Belotti e le palle inattive: un asse vincente, ma poco utilizzato

Torino-Palermo 3-1 / Due dei tre gol di Palermo provengono dal binomio numero 10-Gallo, e anche contro Genoa ed Empoli…

di Redazione Toro News

E’ stato – e per certi versi lo è ancora – il vero tallone d’Achille di questo Toro: le palle inattive. Soprattutto ad inizio anno, i granata hanno preso moltissimi gol – alcuni anche decisivi – sugli sviluppi di corner e punizioni: esempio lampante la sfida di Udine contro i ragazzi di Del Neri, con ben due reti ravvicinate subite da Benassi e compagni da calcio d’angolo, che avevano permesso all’Udinese di ribaltare momentaneamente la gara. La partita contro il Palermo è stata “il rovescio”, con i granata vittoriosi proprio grazie tre calci piazzati, finalizzati da un grandissimo Belotti.

Ma era già successo nel passato recente, di portare a casa punti grazie agli sviluppi di una punizione o di un corner? Sì, anche se solamente negli ultimi mesi. Il primo gol davvero decisivo arriva contro il Genoa, con la grande battuta di Ljajic per la zampata vincente di Belotti; una settimana prima, infatti, anche Rossettini aveva battuto Reina nel rocambolesco 5-3 del San Paolo, ma il gol del difensore contro il Napoli si era rivelato oltremodo vano ai fini del risultato finale. I primi 3 punti conquistati con una deviazione diretta da calcio piazzato, dunque, arrivano a fine dicembre contro i ragazzi di Juric,  Praticamente identico, poi, per modalità e conclusione, il gol del provvisorio 0-1 granata ad Empoli, nuovamente sull’asse Ljajic-Belotti e nuovamente – come successo contro il Genoa – con una palla spiovente dalla trequarti del serbo e deviazione al volo di Belotti. Gol sugli sviluppi di palla inattiva (anche se non con deviazione diretta), infine, sono quelli di Ajeti contro il Pescara e Belotti contro la Fiorentina, fino ad arrivare – appunto – alla tripletta del Gallo contro il Palermo.

Due di questi tre gol – come abbiamo visto – provengono dall’asse Ljajic-Belotti (lo stesso di Empoli e Genoa) e pare chiaro come siano loro i giocatori – in questa rosa – in grado di fare maggiore differenza in questo tipo di situazioni. Guardando questi dati, non può che esserci rammarico per non aver sfruttato al meglio (e per tutta la prima parte di stagione) un binomio così devastante: il tocco di Ljajic e la deviazione vincente di Belotti paiono completarsi, e immagine simbolo di questa perfetta armonia è il secondo gol al volo del Gallo domenica, con una palla geniale, assurda, che manda fuori tempo tutti ma non Belotti, che sapeva quale sarebbe stata la traiettoria. Guardano le caratteristiche dei due, non serve sottolineare come quest’arma avrebbe potuto essere vincente anche in molti altri casi, ma così non è successo.

I calci piazzati, dunque, arma a doppio taglio per antonomasia di questo Toro, e potenziale nuova risorsa: tra quelli presi, e quelli fatti, si scopre un’altra volta la doppia-faccia di una squadra che grazie alla tecnica infinita di Ljajic e al senso del gol di Belotti avrebbe potuto mettere in cassaforte ben più dei 7 punti (Genoa, Empoli e Palermo) effettivamente guadagnati su quest’asse. I due gol contro il Palermo, dunque, come punto d’inizio e non di fine, perché è vero che l’Europa pare ormai un’obiettivo troppo lontano, ma c’è un campionato e un tifo da onorare, e una maglia da sudare per cercare di portare questa squadra più in alto possibile.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy