Mihajlovic torna a Firenze: risollevare il Toro contro un passato amaro

Verso Fiorentina-Torino / Il serbo torna dove ha vissuto una stagione e mezza deludenti, culminate con l’esonero

di Redazione Toro News
FLORENCE, ITALY - SEPTEMBER 26: Sinisa Mihajlovic (R) the coach of ACF Fiorentina celebrates his player Adem Ljajic during the Serie A match between Fiorentina and Parma at Stadio Artemio Franchi on September 26, 2010 in Florence, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Nel posticipo di lunedì sera, Sinisa Mihajlovic torna a Firenze con un Toro ferito in cerca di sicurezze e riscatto. Lo stadio Artemio Franchi e gli spalti viola sono ben conosciuti dal tecnico serbo che allenò i Toscani dal 3 giugno 2010 al 7 novembre 2011.

DIFFICOLTA’ – In quel di Firenze, il nome di Mihajlovic come tecnico, non è molto spesso associato a sorrisi ed espressioni di stima. La sua unica stagione completa sulla panchina della Fiorentina, infatti, non fu per niente un successo. Arrivato in sostituzione di Cesare Prandelli, nella stagione successiva alla grandiosa cavalcata Champions bruscamente interrotta dal doppio scontro con il Bayern Monaco (decisivo l’apporto dell’arbitro norvegese Ovrebo), Mihajlovic ha addosso aspettative molto alte. Il gruppo è compatto e la rosa è di discreta qualità: un Montolivo degli anni migliori, alcune giovani promesse come Cerci, Ljaic e Babacar, uno Jovetic all’apice della carriera e molti altri del calibro di Gilardino, Vargas e De Silvestri. Il tecnico giunto da Catania però non riesce a far girare la squadra e il campionato prende una brutta piega. Il girone d’andata si conclude con una media punti da lotta salvezza: 23 punti in 19 partite. Il girone di ritorno registra uno rullino di marcia leggermente migliore (solamente 5 punti in più) e soprattutto non abbastanza deciso per andare in Europa. I Viola terminano al 9° posto a cinque lunghezze dal Palermo, rimanendo dunque fuori dalle competizioni europee.

UNA RIVINCITA DA PRENDERSI – Nonostante la stagione deludente, Sinisa viene confermato dai Della Valle, almeno fino al 7 novembre, quando, dopo la sconfitta a Verona contro il Chievo, viene esonerato per lasciare il posto a Delio Rossi. I suoi 13 punti in 11 partite (di cui molte abbordabili) hanno allarmato troppo la dirigenza toscana che intravedeva lo spettro della scorsa stagione. Con questi ricordi non piacevoli, Mihajlovic arriverà ancora più motivato a trovare la svolta per il suo Toro proprio nello stadio dal quale fu allontanato senza troppi ringraziamenti. Il mix tra motivazioni personali e quelle di gruppo può essere il giusto cocktail per far riprendere al suo Toro la retta via e concludere il campionato in modo dignitoso, confermando di volere e poter ambire a lidi sempre più prestigiosi, per sé e per la squadra.

Benedetto Bonfatti

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  1. digeppe - 4 anni fa

    Non dobbiamo illuderci, il Toro è finito!!! Presidente all’altezza del peggior Calleri; allenatore incapace di gestire calciatori e gioco; calciatori senza dignità professionale o semplici mercenari, perlopiù demotivati dal Sig. Mihailovic

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  2. Torogranata - 4 anni fa

    Se lo teniamo faremo gli stessi risultati,meglio mandarlo via subito per mettere in condizione il nuovo allenatore di conoscere i giocatori e valutarli per la prossima stagione.

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