Primavera, Crespo post Torino-Parma: “Bravo il Toro, non è primo per caso”

Primavera, Crespo post Torino-Parma: “Bravo il Toro, non è primo per caso”

Primavera, Torino – Parma 3-2 / La stella argentina, prima bomber poi allenatore: “La Primavera? Per me è solo il primo step. Sanchez Mino? Tutti gli argentini faticano nei primi sei mesi…”

di Gianluca Sartori, @gianluca_sarto

Si è presentato dai cronisti anche Hernan Crespo, grande stella del calcio europeo ora allenatore della Primavera dei ducali. Nonostante la sconfitta bruciante, Hernan è tranquillo: “La partita non l’abbiamo persa noi ma l’ha vinta il Torino.Per me l’importante è far crescere questi ragazzi, do precedenza a questo più che al risultato. Oggi abbiamo rischiato di fare risultato sul campo della prima in classifica. Stiamo crescendo a vista d’occhio nonostante abbiamo una classifica che ci penalizza, perché non è lo specchio di quanto abbiamo fatto in campo. Sono contento dei miei e di quello che hanno fatto oggi. Poi è chiaro che non mi piace perder: voglio rivedere le azioni dei gol del Toro, per vedere dove abbiamo sbagliato e se l’arbitro ha sbagliato qualcosa”.

Hai iniziato da poco la carriera di allenatore. Come la stai vivendo? In cosa sei cambiato rispetto al Crespo giocatore? “Per me è chiaro che questo è il primo step, voglio arrivare al calcio dei grandi. Però mi sto godendo questa avventura, è fantastico lavorare con dei ragazzi giovani. Io sono sempre lo stesso, pacato e tranquillo ma molto ambizioso”

Come hai visto il Torino? “Sono forti, hanno forza fisica e bel gioco. Non sono primi in classifica per caso. Negli ultimi minuti hanno fatto vedere le loro qualità, non abbiamo perso per nostri demeriti ma per meriti loro.”

Conosci bene Sanchez Mino: cosa pensi di lui? Nel primo periodo sta un po’ faticando…”Fidatevi, è un ottimo giocatore, altrimenti non sarebbe al Torino. Tutti gli argentini i primi sei mesi in Italia stentano parecchio ma credo che alla distanza uscirà fuori: le qualità ci sono, eccome, ma non è facile abituarsi a una dimensione così diversa come quella del calcio italiano”.

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