Ruggiero Rizzitelli: “Toro, il ko in Finlandia deve essere una lezione”

Ruggiero Rizzitelli: “Toro, il ko in Finlandia deve essere una lezione”

Esclusiva TN, il doppio ex di Roma – Torino / “Per i giallorossi è fisiologico un momento di appannamento nell’arco di un’intera stagione”

di Roberto Maccario

 Roma – Torino è una di quelle partite che ti portano subito alla mente un doppio ex di quelli indimenticabili: Ruggiero Rizzitelli, in arte Rizzi – gol. Bomber granata dal 1994 al 1996, arrivò sotto la Mole proprio provenendo dalla Roma, squadra nella quale militò per sei lunghi anni.

Pensi a Rizzitelli, pensi a Roma – Torino, non è vero?
Esatto, non si tratta certo di due squadre qualsiasi per me. Sono state due bellissime avventure: a Roma sono rimasto per sei stagioni, non da bomber vero, perché da me si aspettavano molti più gol, ma da seconda punta, ovvero da attaccante moderno, di movimento. Dovevo sacrificarmi per la squadra e correre molto ma non mi lamento, perché anche questo è un ruolo che mi piace fare. Al Toro invece, con Sonetti, ho fatto la prima punta, e di conseguenza le reti sono aumentate: segnavo praticamente un gol ogni due partite.

Andasti a segno all’Olimpico, con la maglia dei giallorossi, anche in quella leggendaria finale di Coppa Italia 1993, giusto?
E’ vero, segnai un gol in quella che fu senza dubbio una partita incredibile, da non consigliare a chi ha problemi di cuore. All’andata, al Delle Alpi, finì 3-0 per il Torino, poi noi riuscimmo a riaprirla, ci portammo sul 5-2 a quasi venti minuti dalla fine avendo anche delle occasioni da gol importanti, ma non centrammo l’impresa.

Venendo al Torino odierno, in Finlandia giovedì sera, contro l’HJK Helsinki, formazione non certo irresistibile, è arrivato un brutto e inatteso ko: come lo valuti?
Il Torino non è sceso in campo con la cattiveria giusta: se cominci la partita con l’approccio sbagliato poi ti trovi ad inseguire e non è mai facile farlo. Questa gara potrà essere un’utile lezione per il Toro, perché dimostra come oggi non esistano più squadre materasso e come si rischi sempre di fare fatica, da qualsiasi parte.

Alla luce degli ultimi due ko, arrivati, va detto, contro squadre molto forti come il Napoli e il Bayern Monaco, pensi che la Roma possa davvero lottare con la Juventus fino alla fine del campionato oppure che cederà pian piano terreno come avvenuto nel corso della passata stagione?
Non credo che la Roma mollerà, perché Garcia è un ottimo allenatore e la rosa è più ampia rispetto all’anno scorso. Un momento di appannamento, in una stagione così lunga, ci può stare, e credo che tutto nasca da quel pesante 1-7 casalingo contro il Bayern. Non è mai facile ripartire dopo sconfitte del genere e il rischio è quello di far cadere l’autostima: a Monaco mercoledì ho visto troppa paura in campo da parte dei giallorossi, che non rischiavano il dribbling per timore di perdere palla e che sembravano aver smarrito la sicurezza delle settimane precedenti ma, ripeto, Totti e compagni hanno tutte le carte in regola per rialzarsi.

E il Toro invece? Che campionato faranno i granata? Riusciranno a ripetere i risultati dell’anno scorso o lotteranno fino alla fine per salvarsi?
L’Europa League, non lo nascondo, potrebbe diventare un problema. Facendo tutti gli scongiuri del caso ricordo come la Sampdoria, alcuni anni fa, dopo aver disputato i preliminari di Champions finì poi in serie B. Le competizioni europee, anche se hai una rosa adeguata, costituiscono senza dubbio una distrazione, per cui bisogna stare attenti, gestire bene le forze e, a mio parere, dare la precedenza al campionato. Sono però certo che un tecnico esperto come Ventura queste cose le sa meglio di me e che riuscirà certamente ad ottenere il meglio dai suoi ragazzi.

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