Sauro Tomà, due anni fa l’addio all’ultimo degli “Invincibili”

Sauro Tomà, due anni fa l’addio all’ultimo degli “Invincibili”

Memorie / Due anni fa, il 10 aprile 2018, ci lasciava l’ultimo superstite del Grande Torino: la sua incredibile storia in granata

di Redazione Toro News
Sauro Tomà

Sono passati esattamente due anni da quel 10 aprile 2018. Una data triste per tutto il mondo granata, che in quell’occasione perse per sempre l’ultimo degli “Invincibili”: Sauro Tomà. La storia dell’ex difensore del Grande Torino, sopravvissuto al disastro aereo di Superga che condannò a morte quasi tutti i suoi compagni, è una storia unica nel suo genere. Sauro, infatti, sopravvisse allo schianto aereo del 1949 “grazie” a un infortunio al ginocchio rimediato proprio nel periodo dell’anno in cui era prevista la trasferta di Lisbona.

Nonostante questo Tomà, ottimo difensore negli anni ’40, dopo la tragedia che portò via i suoi amici fraterni non fu più in grado di giocare ai livelli di prima. Un dolore troppo grande da sopportare, che lo legò in maniera indissolubile alla storia del Torino. Sauro provò dapprima a trasferirsi al Brescia, ma il richiamo del Filadelfia e del granata furono troppo forti. Così, una volta appese le scarpette al chiodo, Tomà decise di tornare a vivere a Torino; proprio a due passi da quel tempio che lo aveva reso immortale insieme ai suoi fratelli entrati nella leggenda.

Uomo distinto e perbene, Sauro Tomà scomparve all’affetto dei suoi cari alla veneranda età di 92. Una dolorosa perdita per tutto il Torino che, insieme al Comune, decise di onorare Sauro allo stesso modo con cui erano stati salutati per l’ultima volta gli “Invincibili” nel 1949: con una camera ardente a Palazzo Madama e il saluto ufficiale di tutto il Torino FC. Un omaggio doveroso da parte del club ad un uomo elegante che per così tanti anni ha rappresentato l’ultima testimonianza vivente tra i componenti di quel leggendario Grande Torino.

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  1. carlogranata5_13658761 - 3 mesi fa

    Un gran bel terzino che sostituiva niente meno che Maroso. Io l’ho conosciuto perché gestiva in edicola vicino al mio posto di lavoro ed una volta gli ho scritto un articolo su Ale Toro “Toma’ l’uomo della leggenda”. Quando seppe che glielo aveva scritto uscì dall’edicola, che visitavo un paio di volte alla settimana per il mio voler sapere di quel Toro e mi abbracciò. Un brava persona garbata ed educata legata per sempre ai suoi fratelli granata periti a Superga dove mi diceva, era morto anche lui. RIP

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