Torino-Sassuolo, la sfida tra due filosofie diverse: duello sugli esterni

Torino-Sassuolo, la sfida tra due filosofie diverse: duello sugli esterni

Temi tattici / De Zerbi predilige un gioco offensivo, basato su possesso palla e inserimenti, ma molto dipenderà dal sistema di gioco

di Roberto Ugliono, @UglionoRoberto

Il Sassuolo che arriverà a Torino, sarà un avversario quanto mai imprevedibile dal punto di vista tattico. Dal 4-3-3 iniziale, De Zerbi è passato a una difesa a 3 con 3 attaccanti o 2 punte e un trequartista. Ognuno di questi moduli, quindi, andrebbe affrontato in maniera diversa, pur rimanendo invariata la filosofia di gioco alla base.

Sassuolo, la difesa è il punto debole: De Zerbi valuta il cambio modulo

DIFESA A TRE – Nell’ultimo periodo, il tecnico dei neroverdi, per cercare maggior copertura, è passato a una difesa a 3 e l’atteggiamento in campo dunque è cambiato notevolmente. Il primo fattore da tenere a bada è quello degli esterni di centrocampo, che hanno aumentato la loro pericolosità. Le due fasce sono dotate di grande ritmo e si rendono spesso protagoniste con tagli sul secondo palo per sorprendere la retroguardia avversaria. Per questo, se De Zerbi non dovesse tornare al vecchio 4-3-3, sarà fondamentale che gli esterni del Toro facciano particolare attenzione agli inserimenti degli avversari.

FILOSOFIE – A prescindere dal modulo che il tecnico del Sassuolo sceglierà, sarà fondamentale preparare la partita sulle idee alla base dei neroverdi. Se in passato De Zerbi circolavano voci di un De Zerbi visionato dal Barcellona, questo vuol dire molto sul suo stile di gioco, a prescindere che l’ipotesi catalana fosse vera. Il tecnico neroverde fa giocare bene la squadra, essendo riuscito a darle da subito una chiara identità di gioco. Palleggio sulla linea difensiva fino alla metà campo, poi, una volta raggiunta la zona offensiva, accelerazioni e verticalizzazioni per cercare di sorprendere la retroguardia avversaria. Spesso sono Berardi e Sensi a far scattare il meccanismo. I due, infatti, hanno libertà di movimento nello scacchiere del Sassuolo e, soprattutto il primo, è molto bravo a dialogare con la punta e gli esterni per poter trovare il giusto varco. Il punto d’incontro tra le due squadre è la transizione da fase offensiva a quella difensiva. Sia Mazzarri che De Zerbi quest’anno hanno puntato molto sul gegenpressing alla Klopp, ovvero la predisposizione in campo dei giocatori di andare a recuperare palla subito dopo averla persa, per evitare un contropiede e poter riproporsi immediatamente in avanti.

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  1. Granata - 1 anno fa

    Signor Ugliono, ha definito il gegenpressing in modo inesatto. Il gegenpressing è si posizionare i propri giocatori in aree specifiche di campo ma DEVE essere messo in atto attraverso l’indirizzo del pallone agli avversari in modo che respingendolo in una determinata zona presidiata, sia riconquistato agevolmente. Esempio pratico è il lancio lungo del portiere verso De Silvestri che spizza di testa. Il posizionamento dei compagni è in funzione della riconquista immediata del pallone. La filosofia è indirizzare il pallone in aree specifiche, sfruttando la scarsa tecnica avversaria, avantaggiandosi con il posizionamento.

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