Torino e Cairo, l’intento è concludere l’annata con Mazzarri. Ma il futuro è da decifrare

Torino e Cairo, l’intento è concludere l’annata con Mazzarri. Ma il futuro è da decifrare

Focus on / Il presidente granata ha ribadito di non aver messo in dubbio il tecnico toscano: non sono solo parole di circostanza

di Andrea Calderoni

«Mazzarri non è mai stato a rischio». La frase utilizzata da Urbano Cairo a margine dell’evento organizzato dalla rivista Bell’Italia non ha bisogno di troppi commenti. Difficile dire qualcosa di diverso in questo momento, ma non sono state, però, solo parole di circostanza. L’intento di fondo presidenziale è sempre stato quello di proseguire con Mazzarri nonostante la profonda crisi vissuta dalla squadra ad ottobre. È lecito chiedersi le ragioni per cui il tecnico toscano non sia mai stato messo nei fatti sulla graticola dal presidente granata nonostante un avvio di stagione ben al di sotto delle attese della vigilia. In primo luogo Walter Mazzarri gode di un importante credito acquisito l’anno scorso. Il suo Torino, infatti, ha condotto un girone di ritorno di ottimo livello, conquistando i preliminari di Europa League a seguito dell’estromissione del Milan. Inoltre, Cairo non ha preso davvero in considerazione l’esonero anche perché non ci sono allenatori disponibili che lo allettano più di Mazzarri, che come ha ribadito ieri sera lo stesso Cairo, «è stato inseguito per molti anni».

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FIDUCIA – Ora l’atteggiamento convincente nel Derby della Mole e la vittoria a Brescia hanno fatto tirare un sospiro di sollievo al numero uno granata, che, infatti, ha aggiunto: «La squadra si è ricompattata e ha ottenuto un ottimo risultato a Brescia. Quando non fai punti, è sempre una brutta cosa e devi cominciare a farne». È naturale, però, che non bastano questi due segnali per sancire la guarigione del Torino di Mazzarri. Il prosieguo della stagione  servirà per comprendere la tenuta del progetto tecnico-tattico dell’allenatore toscano. Al momento la fine anticipata del rapporto con il tecnico ex Napoli ed Inter appare davvero l’ultima spiaggia, ma ovviamente saranno i risultati a determinare le decisioni del patron.

RINNOVO – Diretta conseguenza dei risultati e dell’andamento della stagione del Torino da qui alla prossima primavera sarà il rinnovo di Mazzarri. Ieri Cairo è stato prudente sull’argomento. «Soltanto un mese e mezzo, due mesi fa parlavamo di rinnovo. Cosa di cui evidentemente torneremo a parlare appena lo decideremo insieme, ma è una cosa che andrà fatta nel prossimo futuro» le parole utilizzate dal presidente del Torino. Parole interpretabili nella seguente direzione: Cairo non ha intenzione di parlare oggi di rinnovo di Mazzarri. La crisi granata, infatti, non è ancora pienamente rientrata, quindi il ragionamento è il seguente: dapprima si ritrova la serenità (e con essa si aggiusta la classifica), poi ci si siederà al tavolo con Mazzarri per discutere dell’avvenire, in primis le eventuali mosse di mercato a gennaio. Il contratto in scadenza 2020 impone di prendere delle decisioni: ma visti i recenti risultati, il futuro a lunga gittata è tutto da decifrare.

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  1. Paul67 - 11 mesi fa

    É um mondo difficile
    È vita intensa
    Felicità a momenti e futuro incerto…….

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  2. prawn - 11 mesi fa

    E’ ora di smettere di investire in allenatori e cominciare in investire in stadio di proprieta, settori giovanili, magliette decenti, robaldo.

    E’ forse anche ora di vendere

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  3. christian85 - 11 mesi fa

    @barrieradimilano

    Tutto corretto quello che dici, ma vorrei farti una domanda al contrario.
    E’ vero che Giulini in 5 anni sta dando tante soddisfazioni ai tifosi del Cagliari ( anche con poco ), mentre in 15 Urbano ancora non ha fatto nulla.
    Ma secondo te, se Giulini fosse a oggi il presidente del Toro, sarebbe diverso ?
    E se Cairo fosse il presidente del Cagliari, dici sarebbe uguale o peggio ?

    Non credo proprio.
    E sapete perchè ?

    Perchè dimenticate tutti una cosa molto importante, anzi la più importante. Quale ?
    Che a Torino c’è una squadra ( o meglio, società ) alla quale andrà sempre stretta la presenza della sponda granata, in tutti i contesti.

    Ci hanno provato molti presidenti a fare qualcosa, ma la verità è che da 100 anni, la sponda bianconera non ha mai potuto sopportare la nostra presenza.

    Da Rossi, a Borsano, Goveani, Calleri, Vidulich e Cimminelli ( che per appunto lasciamo proprio stare visto che siamo falliti nel 2005 perchè la Juventus aveva imposto questo, con la questione stadio nuovo di merda della Juve ); tutti presidenti che nel loro piccolo ( ma ovviamente anche nei loro puri interessi ) hanno veramente tentato di fare qualcosa di buono.. ma inutilmente.

    E’ pur vero che i problemi del Toro nacquero dai tempi di Borsano e soprattutto per questioni politiche… ma la pura verità è una sola; che se dal 1990 ( dico 1990 per dare un punto di inizio, ma in realtà se dovessimo essere onesti dovremmo parlare dall’ultimo scudetto vinto), a oggi che sono passati 30 anni e abbiamo visto alzare solo una coppa Italia, francamente mi fà pensare.

    E aggiungo una cosa, su presidenti non ricchi che magari hanno voglia di fare e proporre idee vincenti come appunto lo stesso Giulini; lo fu anche Vidulich, che tutti contestarono per la pessima gestione durante i suoi 3 anni.
    Vidulich era un ottimo manager, all’epoca aveva solo 37 anni ed era a capo di una piccola azienda ( che ancora non so come abbia potuto convincere Calleri a vendere ), che però aveva come punto di riferimento Roberto Regis Milano, il quale era il vero padrone del Toro ma non si fece mai vedere. Avevano ambizioni e progetti seri.. ma non riuscirono perchè la situazione finanziaria del Toro era talmente disastrosa che nemmeno un califfo poteva salvarlo.
    Decisero di vendere a Cimminelli, uomo della Fiat e della Juventus… il resto lo sapete.

    Vi ripeto, può venire anche uno più forte e ricco di Cairo, ma saremo sempre lì con gli stessi problemi. Non è una questione di soldi, ma di politica e protagonismo. La sfortuna del Toro è di essere la squadra del Piemonte, dove la dinastia Agnelli ha fondato il lavoro dal 1800 e questo lo sarà per sempre.

    Che poi Cairo sia uno spilorcio e un taccagno non discuto, è palese che a lui interessa fare solo più plusvalenze possibili e niente altro, ma laddove si deve arrivare a certi livelli, comportano anche grossi esborsi e grosse spese, quindi anche grossi rischi… e lui mica è scemo.

    Giulini sarà anche bravissimo, ma non si può paragonare un presidente di una squadra e città piccola come Cagliari a un presidente che deve rappresentare una squadra come il Toro dove c’è già una delle migliori di Europa… brutto dirlo ma è pura realtà.

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    1. leggendagranata - 11 mesi fa

      “Rossi, Borsano, Goveani, Calleri, Vidulich e Cimminelli”: tolto Rossi (grande presidente fatto scappare da noi tifosi granata) gli altri sono una galleria degli orrori. Ammetto, mio ero entusiasmato per il Toro di Borsano, poi venimmo a scoprire che vendeva i giocatori in nero (cioè si metteva in tasca i soldi che avrebbero dovuto finire nelle casse del Toro), che non aveva il becco di un quattrino “vero” e finimmo davanti al giudice fallimentare. Non parliamo neppure del resto. E poi parlare bene dei genovesi capeggiati da Vidulich (fra l’ altro,il suo mestiere era avere con gli altri soci una piccola società di pubbliche relazioni a Genova), ma per favore! Alle spalle avevano Regis Milano, il cui padre era scappato in Indonesia inseguito dai creditori. La presenza della Juventus è ingombrante, soffocante, irritante, ma noi ci abbiamo messo del nostro per affossarci. Oggi Cairo potrebbe fare meglio e di più. Non ha complessi di inferiorità nei confronti degli Agnelli, li ha sfidati aprendo il Corriere di Torino. Ma ha un difetto: di calcio capisce poco o nulla. Quindi il fatto che sia un accentratore, che si circondi al Toro di mezze calzette è la nostra più grande debolezza. Arrivo a rimpiangere Petrachi, che ci ha riempiti di diboni (c’ è una sfilza di nomi interminabile, basta andare a verdersi le campagne acquisti e cessioni del Toro su Wikipedia), ma dopo le prime stagioni disastrose un po’ si era fatto e qualche “colpo” lo aveva centrato. Via lui, encefalogramma piatto. E allora Cairo la smetta di giocare con le figurine e a,meno faccia quello che hanno fatto Cagliari e Atalanta. Non credo che la Juve si sarebbe messa in mezzo se avesse acquistato Rog e Nianggolan, due giocatori che stanno facendco molto bene e che ricoprivano proprio quei ruoli dove siamo più deboli. Piantiamola di pianucolare e cercare comodi alibi, incalziamo la nostra società perchè si attrezzi per fare di più e meglio.

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      1. barrieradimilano - 11 mesi fa

        @leggendagranata
        stavo rispondendo a christian85 ma il tuo commento mi ha anticipato.
        Bravo non avrei saputo scrivere miglior risposta della tua.

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      2. christian85 - 11 mesi fa

        @legendagranata
        Attenzion, io non stavo parlando bene di Vidulich sia chiaro; stavo soltanto confrontando Giulini quale presidente “piccolo” ma con grandi idee vincenti per dare soddisfazioni a una squadra media come il Cagliari, con Vidulich che allora era l’identikit di un giovane presidente che sicuramente aveva delle idee costruttive, ma non ha fatto i conti che se la doveva vedere con una città che su sponda granata ha un bacino d’utenza di 60 mila tifosi e i conti con la sponda bianconera onnipresente in ogni contesto.

        Sul fatto che Cairo potesse acquistare Rog e Nainggolan non discuto, certo che li poteva comprare e certo che la Juve mica si sarebbe messa di mezzo; ma non è questo il punto.. vai tranquillo che uno come Nainggolan a Torino non avrebbe fatto quello che sta facendo ora nella sua Cagliari, e fidati che è cosi.

        Hai ragionissima a dire che pure noi ci abbiamo messo del nostro per rovinarci ( ma l’ho anche detto quando specificavo che quei presidenti citati sopra, avevano i loro puri interessi, ma nemmeno poi cosi tanto perchè lo stesso Vidulich che aveva comprato da Calleri, ha venduto a Cimminelli per 1 o 2 miliardi di vecchie lire in più… non è che abbia fatto poi tutto sto grande affare), ma non si può non dire che la Juventus è sempre stata dietro il sipario in ogni cosa che succedeva a noi. Sempre e sempre.

        Perchè hanno aspettato proprio il fallimento del Toro nel 2005 per fare il loro stadio di merda e l’operazione Continassa ? Spiegatemelo voi.
        E’ il club più ricco e forte d’Italia da 100 anni, e sicuramente una delle prime 10 in Europa e aspettano il nostro fallimento ? Ma per piacere dai.

        Adesso, c’è Cairo, che con Fiat e Juventus non ha nulla in comune; ma voi pensate veramente che la Juve non ci controlla ?
        Aprite gli occhi…. e l’ultimo derby finito 1-0 per loro ne è la prova e la controprova che niente è cambiato. Vi ripeto per la centesima volta, avremmno perso ugualmente anche avessimo avuto Abramovich, l’emiro del Manchester City e Florentino Perez insieme.
        Non è una questione di soldi, ma di protagonismo e politica, una questione di potere monarchico e supremo che deve essere portato avanti sempre e solo da una società.

        PUNTO.

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        1. barrieradimilano - 11 mesi fa

          Il paradosso è che il vittimista impiega la sua posizione di vittima per difendersi da dolori e disturbi psichici verso i quali non riesce a porre rimedio. A tal fine può dunque non solo esaltare la sua posizione di vittima, ma anche fare in modo da poterla perpetuare, rinnovare, al punto di provocare situazioni dalle quali può in vari modi essere ‘vittimizzato’.
          dal sito “il vittimista patologico”

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          1. christian85 - 11 mesi fa

            ??????????????? non ho capito il senso di questa “lezione” di psicologia

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  4. Mimmo75 - 11 mesi fa

    Giusto che parli il campo, giusto attendere per capire se è solo un momento no o se il mister non riesce ad andare e spingere la squadra oltre un certo limite. La scorsa stagione ha confermato che le squadre di Mazzarri vengon fuori sulla distanza. Il temo è galantuomo, nel bene e nel male. Al momento conta solo che la squadra abbia mostrato di essere dalla parte del mister. Il campo, a maggio, darà il verdetto finale e la conferma di Mazzarri o l’interruzione del rapporto saranno la naturale conseguenza.

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    1. Il_Principe_della_Zolla - 11 mesi fa

      Il campo non ha “parlato” a sufficienza? Forse c’è un principio di sordità che non si vuole ammettere.

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      1. Mimmo75 - 11 mesi fa

        Nella stagione ci sono 38 partite. Lo scorso anno di questi tempi c’erano le stesse perplessità, poi sappiamo com’è andata. A fine stagione si tirano le somme, a meno che non si ha evidenza del fatto che il mister non ha più la squadra in pugno. E così non è, chiaramente. Gli esoneri hanno senso solo quando la rosa non segue l’allenatore, in tutti gli altri casi sono palliativi che spesso sortiscono l’effetto contrario con il risultato che dopo qualche giornata vien richiamato l’allenatore esonerato…

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  5. barrieradimilano - 11 mesi fa

    Tommaso Giulini nato nel ’77 a Milano, dal 2014 è presidente del Cagliari dopo la prima retrocessione vince il campionato di B, a fine stagione 2018 dopo neanche 24 ore dall’ addio del DS Giovanni Rossi viene presentato Marcello Carli ex dell’ Empoli…dopo 5 anni e alcune traversie costui che non è sardo e neanche un emiro ha creato i presupposti per la sua squadra per fare un grande campionato e comunque per togliersi delle gran belle soddisfazioni, è chiedere troppo da tifoso del Toro la stessa serietà e competenza dimostrate dal Sig, Giulini ad uno dei più grandi editori italiani padrone di RCS e la7 nostro presidente da oltre 15 anni? Non voglio pensare a malafede o scarso interesse ma a questo punto l’incompetenza calcistica è palese… o ne conviene e si cambia registro altrimenti caro Cairo rientra di quello che hai investito e arrivederci, ma alla svelta.

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  6. tapiro granata - 11 mesi fa

    Cairo è soggiogato dal potere degli Agnelli punto.finché c’è lui il Toro non crescerà mai mai e poi mai. MA quanti anni di calci e prese per il culo ci dobbiamo sorbire?.. molti tifosi sono assuefatti ma sperano sempre è normale ma siamo condannati dagli Agnelli.. e Cairo per loro è perfetto.. ci guadagnano in due… ormai la penso così.. FVCG

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  7. Héctor Belascoarán - 11 mesi fa

    @Mauri
    Sei un grande. Punto!
    😉

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  8. dattero - 11 mesi fa

    Sforzatevi..sorry

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  9. dattero - 11 mesi fa

    Certo che il futuro è da decifrare,è pure molto,e pure con varianti. Poi,scusate se m’intrometto,i miei complimenti a coloro i quali null’altro San dire che”vuoi mica fallire?”,oppure vuoi i genovesi o calleri e cimmi? Su forza,un po’ di più,scordatevi,almeno provateci

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  10. Fede Granata - 11 mesi fa

    A noi manca un grande Direttore Sportivo . Cairo non può fare tutto lui e fare malamente.

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    1. suoladicane - 11 mesi fa

      anche uno piccolo andrebbe bene

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  11. Mauri - 11 mesi fa

    Il futuro è facilmente decifrabile invece: metà classifica, approssimazione, Fila incompleto, cercare le carte del Robaldo, fare e disfare, cambiare tutto perché tutto resti uguale, da 15 anni. Ragazzi, capisco il primo, il secondo, anche il quinto anno, ma siamo al quindicesimo. 3 lustri. Il tempo per prolificare e crescere un figlio fino all’adolescenza. Boh, fate voi.

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    1. fabrizio - 11 mesi fa

      e se ritornano Calleri e i genovesi?

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      1. Mauri - 11 mesi fa

        Da allora il calcio è cambiato e il Torino forse adesso è più appetibile. Poi c’è tutto il discorso dei mafiosi di Villar perosa.. È un dubbio legittimo, però dopo 15 anni io sono francamente stufo e anche un po incazzato del personaggio e di questa pantomima. Perché di pantomima si tratta. Alla fine ho scritto boh fate voi, proprio perché siamo divisi in due fazioni. Entrambe perdenti. L’unico che ha vinto è il presidente

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    2. Mauri - 11 mesi fa

      Dimenticavo: perdere i derby, ma di poco, ed essere contenti

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    3. user-14003131 - 11 mesi fa

      Non resta che confidare nell’emiratino.

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  12. fabrizio - 11 mesi fa

    E’ inutile parlare di mille allenatori. se non hai giocatori di classe nei punti chiave non vai da nessuna parte. Portiere e attaccante li abbiamo (ma rimarranno in caso di scialbo 8-10 posto?). Il centrocampo assolutamente no e da piu’ di 5-6 anni. Urbanuccio non e’ mai stato in grado di sistemarlo, figuriamoci se ci riesce nel prossimo mercato. In cui ci saranno solo cessioni…

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  13. suoladicane - 11 mesi fa

    @MV, guarda non è che sia solo in questa fase che giochiamo male, è proprio da quando è arrivato il testadighisa; e poi basta con sta storia del 4^ posto del girone di ritorno dello scorso anno, anche lo scorso anno gli appuntamenti li abbiamo clamorosamente falliti.
    La partenza poi quest’anno è pietosa, sogni svaniti ai primi di novembre……….chiedetevi perchè i tifosi non si abbonano o non vanno allo stadio……..
    MAZZARRI VATTENE

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    1. MV - 11 mesi fa

      Non rispondi alla questione che pongo io. Chi prenderesti che ti garantisca gioco e punti?
      Prego astenersi da risposte -asilo tipo “Qualunque utente di questo sito”

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      1. suoladicane - 11 mesi fa

        io l’ho scritto in tanti post, secondo me Nicola farebbe bene; a Crotone ha fatto benissimo e si è salvato, con una rosa imbarazzante per la categoria (con tutto il rispetto per tutti); qui credo potrebbe dare entusiasmo e gioco, cose che mancano come l’aria

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  14. MV - 11 mesi fa

    In quesra fase giochiamo male, ok: ci manca l intensità del girone di ritorno dell’anno scorso. Però vorrei capire chi sono gli allenatori che garantiscono gioco e punti. Di Francesco e Giampaolo, i nuovi guru del calcio spettacolo, hanno fallito miseramente in due squadre del nostro livello. Montella, per carità. De Zerbi vedremo, ma è stato a forte rischio esonero. Tolto Gasperini, che continua per me a rimanere un’eccezione, chi sono gli allenatori sulla cresta dell’onda? Maran? Uno che è stato insultato su questi sito fino a 2 mesi fa come rappresentante del gioco più difensivista e tradizionalista? Con Gattuso il Milan giocava bene? Mah
    Non è che per caso l erba del vicino è sempre più verde?

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    1. Luke69 - 11 mesi fa

      infatti tieniti Tavernello, il Ferguson dei poveri

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    2. Maver - 11 mesi fa

      Perdonami, anche per me Gattuso non è un fenomeno ma la stagione scorsa è arrivato ad un soffio dalla Champions con una squadra mediocre (l’estromissione dalle Coppe non è stata colpa sua ma di una dirigenza di “furbetti del quartierino”; quando ha rimediato figuracce si è preso la responsabilità (non ha mai attribuito colpe ad arbitri, Var, sosta per impegni della Nazionale, condizioni meteo o altre minchiate come invece Mister AGONIA è solito fare); a fine stagione, in disaccordo con i programmi societari se ne è andato (AGONIA, come la maggior parte dei suoi colleghi è incatenato alla panchina come un parlamentare italiano è avvinghiato alla poltrona)… Mi rendo anche conto che i top non sono alla portata delle casse societarie, soprattutto nell’ottica Cairesca ma per vedere il nulla spumeggiante che lo stratega AGONIA ci regala ogni settimana in partita ed ascoltare le sue perle nella conferenza che segue, pre

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      1. Maver - 11 mesi fa

        ..scusate, partito incompleto.. dicevo che preferirei un giovane con idee nuove, con un po’ di coraggio, senza un alibi pronto per ogni occasione, insomma un tecnico più vicino alla nostra storia, che almeno mi faccia emozionare mentre seguo la mia squadra, che mi consenta di dire ad un ragazzino che cosa vuol dire essere GRANATA, spiegargli il perché i giocatori escono dal campo, magari battuti ma con i fili d’erba nei denti e con il portiere avversario con dipinto sul volto l’incubo che ha vissuto per novanta minuti nello stadio del TORO, che qualunque avversario venga a Torino sia consapevole che non sarà una “passeggiata di salute”.. Ah, scusate, sognavo, devo essermi addormentato.. sono stato travolto dalle trame innovative, dinamiche e spumeggianti che AGONIA ci offre ad ogni incontro…

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  15. Luke69 - 11 mesi fa

    ..forse qualcuno in redazione pensa che aver vinto con il Real Brescia in superiorità numerica, dopo aver tirato al 70 esimo la prima volta e che San Sirigu ci ha salvato almeno tre volte, dopo due rigori regalati, abbiamo risolto i nostri problemi, la realtà è una sola che Mazzarri è un incapace e che Caino non lo esonera solo per due motivi, ci garantirà il 12mo posto , sicuri che nn andremo in Europa per la gioia del Presiniente, e che avere due allenatori sul libro paga sarebbe da ulcera per Cairo. Tanto il campionato per noi è già finito a patto che le prossime due sconfitte con Inter e Genoa , non ci ributti nella mischia per la lotta alla retrocessione

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    1. Luke69 - 11 mesi fa

      i troll cairoti iniziano a mettere i pollicini giù

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    2. Jalo - 11 mesi fa

      Primo tiro al 70°? Due rigori regalati? Ahahahah, certo

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    3. maxx72 - 11 mesi fa

      Posa il pintone please.

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