Toro, col Parma l’equilibrio prima di tutto

Toro, col Parma l’equilibrio prima di tutto

Verso Torino – Parma , i temi tattici / Essenziale non lasciare praterie a velocisti come Biabiany e Schelotto

di Gianluca Sartori, @gianluca_sarto

 

Non ci sono dubbi: ci vorrà una grande partita del Toro per avere la meglio sul Parma, squadra con grandi qualità e tante armi a disposizione per fare male ai granata. Mister Roberto Donadoni ha costruito una squadra con giocatori giusti ai posti giusti, che garantiscono quantità ma anche tanta, tanta qualità al gioco degli emiliani. Vediamo in breve quali sono i principali punti di forza del Parma di Donadoni.

CENTROCAMPO COMPLETO – Le fortune del Parma di quest’anno hanno le loro fondamenta nella completezza e nell’efficacia del centrocampo di Donadoni, che annovera giocatori di quantità come Gargano e Acquah, un regista intelligente come Marchionni e un incursore di alto livello come Marco Parolo. Sarà basilare non lasciare a Marchionni (la cui collocazione come perno centrale del centrocampo è stata una delle migliori intuizioni di Donadoni) il tempo di ragionare, come impedire a Parolo di tirare da fuori e di inserirsi tra le linee.

TERZINI DI SPINTA – Le fasce del Parma sono presidiate da giocatori esperti come Cassani e Molinaro. Proprio il terzino destro ex Palermo all’andata fu uno dei protagonisti della vittoria ducale: ricordiamo come le sue continue discese in avanti fecero ammattire Pasquale. Il duello tra lui e Matteo Darmian potrebbe essere determinante per l’esito del match: chi dei due sarà più bravo a “tenere basso” il dirimpettaio darà una grande mano alla sua squadra. Anche il terzino sinistro Molinaro ama spingere sulla fascia, per andare al cross o al tiro. Da Nikola Maksimovic ci si aspetta allora una partita di puro contenimento: il serbo dovrà essere bravo a non farsi saltare.

LE FRECCE DI DONADONI – Il 4-3-3 di Donadoni vedrà agire come attaccanti esterni sicuramente Biabiany e poi uno tra Schelotto e Palladino. Il francese è uno che dispone della velocità giusta per saltare l’uomo e fare quei “break” che spezzano la partita, proprio come fatto contro la Sampdoria. Lo stesso si può dire per l’italo-argentino e per l’ex Juventus. Tutti giocatori con qualità tecnica e velocità, che si esprimono al meglio quando trovano spazio davanti a sé. L’atteggiamento giusto per il Toro potrebbe essere allora quella di aspettare gli emiliani nella propria metà campo, mantenendo il baricentro basso e tenendosi pronti a ripartire con la massima velocità.

Sarà una partita colma di difficoltà, allora, decisiva tanto per il Toro quanto per il Parma. Saranno novanta minuti di fuoco e i granata lo sanno: c’è bisogno di mettere in campo tutto e dare il 101%, sia dal punto di vista dell’intensità sia dal punto di vista della concentrazione. In questo, i granata saranno aiutati da un Olimpico che sarà probabilmente tutto esaurito e da una Maratona pronta a trascinare la squadra. Al di là di ogni disquisizione tattica, che possa essere il “dodicesimo uomo” il fattore decisivo?

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