Toro e Atalanta: fatturato simile, risultati diversi. Per Cairo la società di Percassi è un modello

Toro e Atalanta: fatturato simile, risultati diversi. Per Cairo la società di Percassi è un modello

Focus on / Per ammissione dello stesso presidente granata, i bergamaschi sono un modello

di Silvio Luciani, @silvioluciani_

MODELLO ATALANTA?

MILAN, ITALY – OCTOBER 01: Duvan Zapata of Atalanta BC celebrates with his team-mates after scoring the opening goal during the UEFA Champions League group C match between Atalanta and Shakhtar Donetsk at Stadio Giuseppe Meazza on October 1, 2019 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Raggiungere risultati sportivi importanti nonostante un fatturato nettamente inferiore a quello delle big? Si può e l’Atalanta di Antonio Percassi lo ha dimostrato negli ultimi anni. Con Gasperini in panchina e una gestione societaria quasi impeccabile è iniziato un ciclo che ha portato la Dea dalla lotta salvezza agli ottavi di finale di Champions League. Anche il presidente del Torino Urbano Cairo ha confermato implicitamente che l’Atalanta può essere un modello da seguire perché con un fatturato simile a quello dei granata è arrivata al terzo posto in classifica. In questa sede, quindi, cercheremo di analizzare le differenze tra i due club per cercare i presupposti che hanno determinato il gap tra Toro e Atalanta negli ultimi anni.

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  1. FVCG sempre - 4 settimane fa

    Non mi sembra che si parli dell’ allenatore che evidentemente, a differenza dei nostri due ultimi, ha saputo valorizzare dei giocatori semisconosciuti o in fase calante. E non è poco……

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  2. leggendagranata - 4 settimane fa

    Finalmente! Il parallelo fra Toro e Atalanta conferma tante cose ed è inutile ironizzare come fa qualcuno. Innanzi tutto è la conferma che non basta gettare tanti soldi a casaccio nel calderone del calcio per vincere e la riprova viene anche da Inter e Milan. E’ vero, i grandi fatturati servono per fare le grandi squadre, ma non bastano. L’ Atalanta non è l’ unico esempio in Italia: si potrebbe citare anche il caso della Lazio di Lotito. Squadretta per blasone, pubblico, appleal commerciale visto che gioca in una città in cui il 70% dei tifosi è della Roma. Il suo bacino di tifosi è da provinciale. Non molto di più vale il Napoli: la tifoseria è territoriale, alle spalle ha una città e una regione di modeste se non scarse potenzialità economiche. Non pare che attiri nemmeno investitori stranieri. Davanti a noi poi dobbiamo mettere anche la Fiorentina, il cui bacino di tifosi è striminzito (Firenze città). Si parla tanto dello strapotere economico che oggi avrebbero i grandi club (ed è la carta che Cairo si gioca sempre per difendersi dalle critiche), ma la situazione era molto peggiore prima dell’ avvento dei diritti tv. Quando mai un piccolo club avrebbe potuto contare come base di partenza su 20-30 milioni di euro? E il Toro su 60 milioni di euro? La Juventus, che è quella che ne prende di più, si attesta intorno ai 120 milioni, a fronte di un fatturato complessivo di oltre 621 milioni che deriva da una gestione sicuramente molto manageriale del club. Ed è il secondo punto di riflessione da affrontare. Quando mai il Toro dell ‘era Cairo si è dotato di un una struttura manageriale di alto livello? Nei primi anni ci fu una gestione schizofrenica di direttori sportivi e allenatori. Poi arrivò Petrachi che aveva poca esperienza e nessuna conoscenza del calcio internazionale. Pian piano migliorò un po’, rimanendo però, a mio giudizio, un mediocre ds. Non l’ aver riscattato Immobile per una manciata di soldi (Lotito l’ ha comprato per 8 milioni di euro), l’ aver ceduto Quagliarella per 3,5 e Ljajic per 8 (e che dire della scommessa su Sadiq?) sono solo alcuni recenti esempi delle sue carenze. Colpa di Cairo? Non è una scusante per chi ricopre il ruolo di ds e che quindi diventa corresponsabile. Gli anni passato e il Toro rimane sempre un’ incompiuta, una società gestita in modo personalistico, senza strutture di proprietà, con programmi di corto respiro, anche a causa di un settore giovanile che non sa rifornire la prima squadra. E non serve correre dietro ad allenatori di vecchia gloria e dal costo spropositato. Se si continua così il fatturato potrà essere accresciuto solo dalle plusvalenze, ma anche queste, come si vede, alla lunga, in una situazione di scarsa professionalità generale, si inaridiscono. Sarebbe ora di cambiare registro.

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    1. ElettoreReazionario - 4 settimane fa

      Molti passaggi di questo ragionamento sono condivisibili, ma non paragoniamo il discorso di territorialità di Napoli e Fiorentina al nostro. Loro hanno seguito un pò in tutta la penisola, oltre che nelle rispettive città.
      Che poi Napoli non possa essere attrattiva per capitali stranieri, la motivazione già dovresti sapere qual’è….

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      1. ddavide69 - 4 settimane fa

        Ma chi , la fiorentina???

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      2. leggendagranata - 4 settimane fa

        Ci sono varie statistiche sui tifosi italiani Ne ho presa in considerazione una, pubblicata circa un anno fa da Calcio&Finanza (un’ altra l’ ho scartata perchè considerava solo i tifosi fra i 14 e i 64 anni, e si sa che l’ età media dei tifosi granata è piuttosto alta, compreso il sottoscritto). Il Toro è al sesto posto come numero di tifosi (4% del totale) a pari merito con Lazio, Fiorentina e Cagliari. Ma il numero dei tifosi è solo un parametro. Per quanto riguarda il Napoli, ribadisco che alle spalle non ha un territorio robusto economicamente come il Piemonte e che la città è più povera di Torino e ha molto meno appeal per chi volesse farvi un investimento. In Piemonte ci sono decine di imprenditori (lasciamo perdere i Ferrero, l’ attuale gestore dell’ azienda di famiglia è un appassionato juventino) che potrebbero investire in un club calcistico come il Toro, o da soli o in una cordata. Cimminelli era uno dei quelli, poi è stato travolto dalla crisi dell’ auto e spolpato dai pescecani che ci sono nel mondo del calcio (chi gli fece fare, ad esempio, l’ acquisto di Franco Ramallo per 14 miliardi, la stessa cifra pagata dal Milan per Kakà?). Ad oggi il passaggio di proprietà lo vedo abbastanza problematico, perchè Cairo potrebbe chiedere circa 300 milioni di euro, secondo una valutazione fatta da esperti di calcio e finanza.

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  3. Dan - 4 settimane fa

    Stesse vose, più o meno, che si leggevano quando l’Udinese azzecco due o tre buone stagioni. Grandi paragoni col modello da seguire. Da quando poi l’Udinese è tornata ad avere come obiettivo massimo una salvezza più o meno tranquilla i paragoni sono misteriosamente finiti.

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  4. Gallochecanta - 4 settimane fa

    – Percassi chi?
    – Come Percassi chi, il Presidente dell’Atalanta!
    – Ah, si chiama come quello che aveva acquistato un pezzo di Alitalia e in cambio le entrature governative gli avevano favorito il rifinanziamento del suo Gruppo che stava andando del culo.
    – eh no, ma guarda che è proprio lui.
    – Ah, allora ho capito.

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  5. Bischero - 4 settimane fa

    Leggo con piacere commenti interessanti…opinioni competenti e condivisibili. Riguardo al settore giovanile ho le mie idee. Non lo ritengo più essenziale. O meglio, non vorrei essere frainteso, lo ritengo un modo un po’ vecchio di pensare calcio. Credo che ai giorni nostri con la tecnologia di cui si dispone si possono fare ottimi affari visionando filmati e video di giovani giocatori da ogni parte del mondo a cifre più che abbordabili.non parlo di comprare a scatola chiusa, logicamente dopo una prima scrematura va visto dal vivo. Oltretutto oramai molti vengono monitorati anche statisticamente su dati oggettivi come corsa, passaggi corretti, recuperi palla, contrasti vinti e via dicendo. Ritengo che oggi giorno si possa pensare ad un evoluzione del calcio dal punto di vista anche scientifico utente Granata cmq nel suo post ha ragione. I giocatori nei settori giovanili spesso non lavorano abbastanza sulla tecnica e questo é un peccato.forse però bisogna anche dire che rispetto ad anni addietro l approccio dei giovani é cambiato. Fame cattiveria e voglia di emergere stanno sparendo pian piano. Alcuni primavera già di un certo livello tecnico si atteggiano da prime donne e l aspetto umano non va trascurato tanto quanto quello tecnico. Negli stranieri mi pare ci sia più predisposizione al sacrificio… Ma tornando al tema principale ci va uno staff che sappia scovare il nuovo belotti che sta giocando in qualche campetto di periferia chissà dove. Ma se dopo 15 anni siamo una società a partita Iva…

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    1. Granata - 4 settimane fa

      Ciao @Bischero. Si i giovani italiani, essendo troppo coccolati sviluppano caratteristiche deleterie quali la pretesa che i desideri diventino diritti inalienabili. Quando trovano le prime difficoltà molti si perdono. Dal punto di vista tecnico, se uno è bravo, dove lo metti gioca. Qui molti dirigenti pretendevano giocatori di fisico rispetto ad estro e tecnica convinti di farli migliorare dopo ed i risultati nazionali si vedono. Il Toro deve invertire la tendenza e crescere più Cravero, Lentini etc etc. I Millico sono eccezioni e devono diventare la norma.

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  6. FuriaGRANATA - 4 settimane fa

    Urbano cairo vattene

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  7. giacki - 4 settimane fa

    Ma una volta raggiunta la CL…Percassi ha migliorato la rosa oppure ha detto…Non migliorabile?

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  8. lucabenzoni7_8317634 - 4 settimane fa

    Mi sembra di ricordare che dal 1971 ad oggi solo noi Verona e blucerchiati abbiano vinto lo scudetto assieme a Napoli Roma Lazio 1/2 volte indebitandosi fino ad averne centinaia di milioni … il resto solo la gobba Inter e Milan. Dal 2001 ad oggi solo le ultime tre hanno vinto : saranno mica cambiate regole per introiti ? o anche hanno più soldi …… speriamo nel salvatore : FT

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  9. ostello.abbadi_11654182 - 4 settimane fa

    Atalanta a parte le altre arrivate prima fatturano 2,3,4,5 volte di più… Fiorentina a parte, le altre arrivate dopo fatturano 5,6,7,8,9 volte meno di noi..
    Quindi caro Presidente guarda anche il rovescio della medaglia…

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  10. NEss - 4 settimane fa

    Volete provare a fare una ricerca seria, anche se capisco che costa piu’ fatica delle banalita’ spicciole che spesso si tirano fuori?

    Costruite una tabella con il fatturato/monteingaggi di tutte le squadre di serie A dagli anni 80 ad oggi e paragonatela con la classifica finale.
    Se i soldi contano cosi’ poco come si legge qui, sicuramente non ci sara’ alcuna correlazione tra bilanci e classifica finale.
    Del resto se una volta la classifica era meno prevedibile sara’ sicuramente perche’ oggi sono tutti incapaci come Cairo, non perche’ in passato le differenze economiche erano meno significative.

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    1. suoladicane - 4 settimane fa

      in proporzione, tra il lanerossi vicenza che saliva in A e vendeva Paolo Rossi alle MXXXE, ed il Lecce di oggi sta messo meglio il Lecce di oggi, che prende le briciole dei diritti TV, ai tempi nemmeno quelli; nonostante ciò negli anni ’70 ed ’80 potevano vincere lo scudetto il cagliari, la lazio, il torino, il verona, oggi?
      in proporzione secondo me il divario non è aumentato, è aumentata la capacità di pressione di alcune società, mxxxe strisciate in primis, ed è nel contempo diminuita la professionalità di altri grandi club che buttano i soldi a cazzo, milanesi su tutte.
      sft

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      1. NEss - 4 settimane fa

        L’unico modo per sapere se davvero “in proporzione il divario non e’ aumentato” e’ andare a cercare i numeri.
        I giornalisti dovrebbero fare queste cose, no?

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  11. ddavide69 - 4 settimane fa

    Si dimenticano alcune cose :

    dagli anni 80 a metà deglia anni 90 siamo arrivati :

    quinti 2 volte
    quarti 2 volte
    terzi 1 volta
    secondi 1 volta

    Varrebbe a dire : 2 volte in champions , 2 volte ai preliminari e 2 volte in EL direttamente

    in 15 anni non sarà molto , ma ad oggi siamo lontani anni luce.

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    1. suoladicane - 4 settimane fa

      i meno arrivano dai cairo boys multinick cacciatori di commenti, che non sanno nemmeno leggere

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    2. suoladicane - 4 settimane fa

      e dimentichi che abbiamo pure vinto una coppa italia, così per dire, qui invece ti decantano i risultati sportivi di cairo come i migliori degli ultimi 40 anni…ripeto manco sanno leggere

      SFT

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    3. lucabenzoni7_8317634 - 4 settimane fa

      Mi sembra che gli anni 80 e 90 non possano essere paragonati agli anni 2000, con tutti i cambiamenti e le regole introdotte (diritti TV in primis) ……… e la coppa italia l’abbiamo vinta con un gruppo di ragazzi di un altra era, mentre la società in pratica era fallita ………. FT

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  12. Valceresio granata - 4 settimane fa

    Elettorereazionario non ti conosco ma a naso non capisci un c.zo di calcio

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    1. ElettoreReazionario - 4 settimane fa

      Bravo.
      Ti abbatto le mani e ti metto anche il mi piace.
      Sei contento?

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  13. verarob_701 - 4 settimane fa

    dattero….come sai sono cambiati anche i regolamenti,e i tempi e giusto per fare un paio di esempi riporto….
    Riccardo Sottil(nella foto festeggiato dai compagni dopo un gol) ritrova il “suo” Toro. Prima da ex per la punta della Fiorentina con un passato in granata dal 2013 a 2016. L’attaccante classe 1999, ha fatto la trafila del Settore Giovanile, dai Giovanissimi fino all’Under 17. A febbraio 2016, probabilmente per disparità di vedute con la società, le strade si sono divise e la punta si è trasferita a Firenze

    e potrei anche citare:

    Nato a Vercelli da genitori di origini ivoriane viene notato per primo dal Toro. Kean comincia proprio con la maglia granata addosso. Ma è già subito derby e la Juve lo strappa ai cugini grazie al tesseramento annuale

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  14. Valceresio granata - 4 settimane fa

    Mimmo 75 hai pienamente ragione, sono d’accordissimo con te.
    E cmq ricordate che Cairo aveva contattato Gasperini,ma chi non lo ha voluto?

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  15. ElettoreReazionario - 4 settimane fa

    Signori qua abbiamo sundayseventyfive, un altro benpensante dalla retorica dilagante.
    Ma che cazzo perdiamo tempo a fare i tifosi del Toro???
    Tutti zitti, lavorare e ingoiare merda per il resto della vita dai.

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  16. ElettoreReazionario - 4 settimane fa

    Ragazzi qua abbiamo mimmo75, un altro benpensante dalla retorica dilagante.

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  17. dattero - 4 settimane fa

    mimmo,come al solito tiri acquaal tuo mulino.
    mai detto che siam superiori o speciali,se tu che ci fai passare quasi x cretini. non ci conosci,punto.
    Ragazzi è stato oggi davvero un piacere,mo si lavora,a presto

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  18. dattero - 4 settimane fa

    vera rob,hai ragione,ma ponevo l’accento sull’organizzazione.
    per il resto,assolutamente allineato.
    ritengo che,anche ai ns tempiattuali,un sistema Cozzolino,avrebbe il suo perchè,malgrado tutto

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  19. user-14554814 - 4 settimane fa

    Beati quelli che pensano che noi siamo una cosa totalmente diversa e migliore. Peccato che però che ogni anno è poi l’anno dopo per qualche “elevazione” sportiva . Già ma noi siamo diversi ….

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  20. verarob_701 - 4 settimane fa

    dattero, per essere però onesti intellettualmente, devi anche ricordare che, le big, a quei tempi praticamente non si interessavano al calcio giovanile…dal 70 al 2000 la juve ha vinto 2 campionati primavera, l’inter 1 il Milan 0…noi 6, certamente lavorando bene ma hanno vinto 2 campionati Cesena e Perugia, e 1 Brescia Udinese e Bari…cose oggi impensabili…oggi il Milan per citarne una ha academy in Corea del sud, vietnam, russia algeria kuwait…direi che le cose sono cambiate.

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    1. suoladicane - 4 settimane fa

      verissimo, ma proprio per questo è ancora più importante “investire” sul settore giovanile, perchè se tutti gli anni tiri fuori un millico ed un
      barreca, in 5 anni per dire sei al livello dell’atalanta di oggi e dell’udinese di ieri;
      ma c’è anche un’altra considerazione che nessuno fa, soprattutto in società; avere tante belle academy e scuole calcio in giro per l’italia è il migliore strumento di marketing dopo il gallo belotti, significa fare nascere i nuovi tifosi (cosa che per chi non fa risultati in serie A è difficilissima fuori dal contesto dell’appartenzenza), certo che se si preferisce investire nei sanchez mino e nei barreto (ho fatto due nomi a caso) poi i risultati sono difficili da portare a casa
      SFT

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    2. Granata - 4 settimane fa

      A dirla tutta ,oggi, rispetto agli anni 70 è cambiato non tanto l’interesse delle big nei confronti dei settori giovanili ma altro. Una volta le big potevano comprare giocatori affermati offrendo soldi, visibilità prestigio etc etc. Oggi la forte concorrenza ha fatto sì che per spendere meno si abbassi l’età del calciatore acquistato ed abbassando l’età ( 16,17,18 anni )per anticipare gli altri, i ragazzi acquistati vengono piazzati nelle proprie giovanili. Oppure in società amiche. In subordine utilizzati come pedine di scambio. L’Atalanta li cresce bene, infatti vince molto nei campionati minori e, quando hanno età da primavera vende molto. A livello primavera ha vinto pochissimo in proporzione. Il Toro non si può permettere di acquistare giocatori di 17 anni a 3 mln€ , deve crescerli.

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      1. suoladicane - 4 settimane fa

        bravissimo, se devi crescerli devi strutturarti ed investire ad esempio in:
        a. tante scuole calcio in giro per l’italia, che lavorino in esclusiva sui talenti migliori, e magari su qualche squadra in serie D o C
        b. osservatori, diretti, sempre con contatti privilegiati, non puoi permetterti che se va via il ds di turno la tua rete si squagli
        c. la foresteria
        d. magari un centro sportivo
        e. magari un sistema moderno di accoglienza tipo college per i più giovani
        parliamo di robe tipo blade runner, “ho visto cose che voi umani non potete immaginare al torino fc”
        poi magari queste cose il torino fc le fa tutte e non è solo capace di comunicarle, ma dato il riscato budget di cui parlavi non credo il problema sia la comunicazione
        SFT

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      2. Granata - 4 settimane fa

        @suola, il budget è a bilancio. I numeri sono 4 scarsi/anno intero settore giovanile. Non conteggio l’intervento di Beretta che comunque non sposta molto l’ago. La volontà ci sarebbe di crescere, quello che manca è un leader che faccia ordine sapendo di cosa si parla. Visti i pochi soldi, prima la formazione, prima i risultati sportivi o prima le infrastrutture ? Sulle infrastrutture si investe sul Ronaldo. Sulla formazione, per me, non ci siamo. Troppi giovani, non sanno stoppare un pallone. Troppi non sanno colpire bene il pallone. Manca abc però conoscono il 352 ed il 433.

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        1. Granata - 4 settimane fa

          Robaldo, correttore malefico

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        2. suoladicane - 4 settimane fa

          torniamo a quello che dicevi e dicevo nell’altro post: qui la società deve tornare ai fondamentali; io dico partendo dalle giovanili, ed investendo tutto il possibile;
          dobbiamo ridurre il monte ingaggi? cominciamo a prendere un mister che costi meno e vendiamo i giocatori che prendono di più, anche il Gallo? con tutto il bene che voglio al Gallo, si anche il Gallo;
          e torniamo a fare quello che hanno fatto Pianelli e Cozzolino tra il 1965 e di 1980 solo così si può pensare di poter vincere qualcosa;
          io dico APPC: Appartenenza, Passione, Professionalità, Competenza, queste le parole chiave del master-plan a 5-7 anni, di cui dovrebbe dotarsi una moderna squadra di calcio di serie A che non dispone di risorse infinite.
          si faccia il robaldo, si completi il FILA e non si abbia paura di aprirlo perchè se ho personalità non ho paura del confronto con la tifoseria; si sfrutti a livello di comunicazione e di immagine la sinergia potenziale tra museo e centro sportivo, siamo la leggenda del calcio!
          nel medio periodo i risultati arriveranno, magari non la CL, ma magari qualche coppetta si e chissà, magari di nuovo uno scudetto; ricordatevi solo chi non investe nel futuro non ha i risultati.
          SFT

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        3. suoladicane - 4 settimane fa

          “quello che manca è un leader che faccia ordine sapendo di cosa si parla” però fino a oggi tutti dipingono l’attuale Ds come il genio della lampada del settore giovanile, che lo ha fatto risorgere….
          mi sono perso qualcosa? o forse la tua visione è distorta perchè magari sei un addetto ai lavori?

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          1. suoladicane - 4 settimane fa

            è una domanda non una provocazione

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          2. Granata - 4 settimane fa

            Sono un addetto ai lavori e dico che l’attuale ds è bravo ma al Toro serve altro. Serve il Todt della Ferrari vincente per farmi capire.

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  21. dattero - 4 settimane fa

    un giorno a mimmo ,fan di mazzarri doc,dissi che non conosceva il ns mondo e s’inalbero’,si offese.
    ribadisco,parla di cose che non conosce,come sta ridicola filippica sui tifosi difficili.
    vedi,caro mimmo,il tifoso del Toro,sa benissimo che la socieya’ deve vendere x vivere,da dopo gl’Invincibili è sempre stato cosi.
    Da Rosato a Lentini è sempre stato cosi.
    Peccato che pma ci fosse una competenza enorme,peccato che l’Ajax stessa s’incuriosi ai ns metodi,avevamo capacita’ di vendere ed acume nel comprare. I tifosi si arrabbiavano qdo si ciccava di brutto,es eclatante,dai via Crippa e arriva Edu.
    poi,pure con borsano via fuser e dino baggio,ma una finale uefa e una coppa italia.
    per cui,tutte ste robe su tifoseria che conosci x sentito dire,lasciala perdere.
    non attaccarti alla bomba carta e a queste boiate farlocche.
    Chairo che la confusione organizzata di questo faccendiere proprietario,crea delle iperboli a cui non eravamo abituati.
    ripeto,non sai chi siamo,offenditi pure

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    1. Mimmo75 - 4 settimane fa

      L’offeso sei tu, non io. Già di per se sentirsi i migliori non è mai cosa positiva. Il tifoso medio del Toro è convintissimo di essere unico e speciale. Forse proprio il fatto di non vivere a Torino mi consente di guardare le dinamiche dei tifosi locali con più distacco e di accorgermi di quanta presunzione ci sia. Questo a prescindere da Cairo e da Mazzarri o da chiunque altro. Voi siete convinti di essere speciali ma non lo siete affatto. L’unica cosa speciale è la storia del Grande Torino, per il resto siamo una società che da sempre ha frequentato molto più la serie A della serie B e che pochissime volte è riuscita ad eccellere conquistando titoli sportivi o partecipando a competizioni internazionali da vero protagonista. Dall’ultimo scudetto sono trascorsi quasi 44 anni durante i quali abbiamo vinto solo una Coppa Italia (17 anni dopo)e una Mitropa Cup (olè!). Nel mezzo stagioni ondivaghe con qualche torneo di medio-alta classifica, molti anonimi da centro classifica, tanta serie B (grazie Cairo), una finale di coppa Uefa e altre poche partecipazioni a tornei internazionali senza infamia e senza lode. E’ un curriculum da grande squadra? Quindi, rendiamoci innanzitutto conto della nostra reale dimensione storica e cerchiamo di non rompere troppo se non arrivano risultati d’alta classifica o se i nostri giovani non giocano o se viene ceduto tizio piuttosto che Caio. Stiamo addosso a Cairo per altri motivi, non per quelli prettamente sportivi che da quando siamo tornati in A sono in linea di massima in media con quella che è la dimensione storica del Toro degli ultimi 40 anni. Giusto ambire al meglio, giusto fare da pungolo in modo costruttivo ma assolutamente sbagliato comportarsi in modo distruttivo come fate voi (generalizzo, qualcuno si salva di certo e me ne scuso) che tifate Toro da vicino. Tu sei tra i primi: mai un post positivo, sempre illazioni poi rivelatesi farlocche (offenditi pure, è storia scritta da te). E chiedetevi come mai l’ambiente granata è famigerato così come è gloriosa la sua storia. Sembrate come il tizio che guidando contromano in autostrada sente alla radio la notizia che parla di lui e pensa: uno contromano? Qui son tutti contromano. Sveglia.

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      1. suoladicane - 4 settimane fa

        ti ricordo che peggio di Cairo solo a livello sportivo, neanche Cimminelli, il che è tutto dire; non parlare di cose che non sai, oppure analizza meglio i dati che hai perchè li dentro c’è scritto propiro così il peggior 15 ennio nella stora del toro, che nemmeno dopo Superga

        sft

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        1. sigfabry - 4 settimane fa

          Ma possibile che per avere ragione dovete dire delle cose assurde, distorcere qualsiasi cosa pur di poter dire ho ragione io
          Cimminelli, ma porca puttana , ma di che Toro parlate, 5 anni di cui 3 in serie B e nei due in serie una retrocessione, quasi ci cancellavano come società, praticamente analfabeta , mise come presidente Attilio Romero , un uomo veramente inquietante che fra parentesi prese parte all’incidente dove perse la vita un certo Meroni.
          Talmente inetti che riuscirono a farci fallire per un ritardo di fideiussioni, meno di 20 miliardi, la Lazio ha mutuo a copertura dello scoperto , mi pare 20 o trentennale che è più di 10 volte il nstro scoperto, come cazzo puoi bestemmiare sul Toro , parlando di Cimminelli, ma non ti vergogni ???

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          1. suoladicane - 4 settimane fa

            ho parlato di risultati sportivi, poi se vuoi per forza dire che cairo ha fatto meglio, dillo;
            ti ripeto guarda 15 anni e vedrai che ho ragione, solo con cairo 3 anni di fila in B di cui in uno a momenti si va in C;
            poi quello che dici su cimminelli è vero, ma io non ho parlato di quello, delle fidejussioni, di roxxxxa ecc, sei tu che ne parli; e non ho niente di cui vergognarmi, tanto meno delle mie opinioni, forse se tu che devi vergognarti per avermi messo in bocca parole che non ho pronunciato, rifletti

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  22. ElettoreReazionario - 4 settimane fa

    In principio fu quello friulano il modello…ora quello bergamasco.
    Della serie…va bene qualunque modello, basta seguire qualcuno e non fare mai da capofila (se non nello specifico settore del bilancio perfetto costruito sulle plusvalenze).
    Non si capisce, poi, chi pretenda che i ragazzi del vivaio giochino per diritto divino…
    Contrariamente, si pretende che chi ha qualità come non se ne vedeva da decenni debba avere la possibilità di essere schierato in campo e dimostrare il suo valore.
    La gestione sportiva di una squadra si deve orientare al miglioramento, ed il miglioramento passa necessariamente dal fare giocare chi ha maggiore qualità, non chi devi evitare che perda il valore sul mercato.

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  23. GlennGould - 4 settimane fa

    Il bello di toronews è che a volte gli interventi dei lettori superano per interesse l’articolo stesso.
    Il post di verarob, che ringrazio, ne è un esempio.

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  24. Toro Forever - 4 settimane fa

    Cairo è bravissimo nel riconoscere i modelli. Ma non a seguirli.

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  25. Mimmo75 - 4 settimane fa

    Percassi ha sicuramente pescato il jolly con Gasperini e questo ha fatto fare il vero salto di qualità all’Atalanta. I bergamaschi sono comunque un modello virtuoso da seguire ma con la tifoseria che si ritrova il Toro durerebbe pochissimo. Noi siamo quelli che ci stracciamo le vesti perchè e critichiamo aspramente già solo il fatto che i nostri giovani non vengano fatti scendere in campo (è storia di questi giorni), cosa diremmo se Millico fosse stato prestato ad agosto (senza neanche transitare per la prima squadra) e poi venduto a gennaio? E’ quel che è successo con Kulusevsky, storia recentissima. Noi siamo quelli che pretendono che la società ci ascolti e già solo questo basterebbe per rendere impossibile una gestione come quella bergamasca che sforna talenti per far soldi. Dunque, questa parte del modello da noi è impossibile da replicare senza causare sommosse popolari. A Bergamo, negli anni, sono retrocessi serenamente e altrettanto serenamente si sono risollevati, noi siamo quelli che contestiamo con le bombe carta una squadra di ritorno da una trasferta vittoriosa e un mister che sta ottenendo i migliori risultati dell’era Cairo. Ciò che va sicuramente replicato è la gestione della rete osservatori, perchè come diceva il mai troppo compianto Ventura “non è importante chi parte ma chi arriva”. E qui casca l’asino perchè Ventura era quasi infallibile nel riconoscere non tanto il talento (non è difficile riconoscerlo) quanto la prospettiva di un giovane. E poi sapeva lavorarci su alla grandissima. Cairo, perso Ventura, è passato prima ad un allenatore tutto fumo e niente arrosto come Sinisa, poi a un maniaco della tattica (e non è un pregio) come Mazzarri che è sicuramente preparatissimo ma ha la cattiva abitudine di far calcio con quel che passa il convento. Il Toro attuale non è male, chiariamoci, ma Ventura incideva molto di più nella scelta dei nuovi giovani e tagliava fuori senza troppi complimenti chi non gli andava a genio (ricordate Perez, Mino, Nocerino, Maxi, Prcic?), anche relegandoli fuori squadra. E soprattutto incideva sui tempi del mercato pretendendo di avere a disposizione i nuovi per inizio ritiro, salvo rare eccezioni di contorno per il completamento della rosa). Ventura e Petrachi avevano dotato un senso alla gestione sportiva del Toro e questa si è persa, Cairo non ha saputo preservarla. Io credo molto nelle capacità di Bava e spero che dopo un fisiologico periodo di ricostruzione (Petrachi ha fatto tabula rasa, come sappiamo) inizi una nuova gestione sportiva, con o senza il mio stimatissimo Mazzarri poco importa. Resta il problema tifosi, quello più grande: finchè non avremo l’intelligenza di capire che senza plusvalenze non vai da nessuna parte e fin quando non la pianteremo di pretendere che i giovani del vivaio giochino per diritto divino, non andremo da nessuna parte. Torino non è Bergamo, il Toro non è l’Atalanta, la nostra storia rispetto alla loro è qualcosa di neanche lontanamente paragonabile e non è pertanto facile accettare determinate logiche di gestione del club. A Bergamo funzionano, qui non ci sono le condizioni ambientali per farle funzionare. Ed ecco perchè mi affido a Bava: assodato che cedere i nostri migliori giovani del vivaio (quelli buoni davvero) causerebbe una rivolta popolare come accadde con Lentini, non resta che andare a prendersi altrove i talenti sconosciuti per poi valorizzarli e goderne delle prestazioni ma soprattutto avere la capacità di sostituirli adeguatamente in caso di cessione. E infine lasciar andar via chi non vuol restare, sempre in omaggio al detto venturiano “non è importante chi parte ma chi arriva”.

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    1. Mimmo75 - 4 settimane fa

      Ho letto solo ora verabob e mi spiace aver praticamente riscritto diverse sue considerazioni (più puntuali delle mie), inutile dire che condivido in pieno.

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      1. Mimmo75 - 4 settimane fa

        verarob, pardon

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    2. ElettoreReazionario - 4 settimane fa

      In principio fu quello friulano il modello…ora quello bergamasco.
      Della serie…va bene qualunque modello, basta seguire qualcuno e non fare mai da capofila (se non nello specifico settore del bilancio perfetto costruito sulle plusvalenze).
      Non si capisce, poi, chi pretenda che i ragazzi del vivaio giochino per diritto divino…
      Contrariamente, si pretende che chi ha qualità come non se ne vedeva da decenni debba avere la possibilità di essere schierato in campo e dimostrare il suo valore.
      La gestione sportiva di una squadra si deve orientare al miglioramento, ed il miglioramento passa necessariamente dal fare giocare chi ha migliori capacità, non chi devi evitare che perda il valore sul mercato.

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  26. dattero - 4 settimane fa

    verarob,intervento interessante,è anche vero che,buona parte dei giocatori venduti dai bergamaschi,poi in altre squadre non rendono come prima o scompaiono dai radar,vedi caldara,rientrato,o spinazzola sempre ai box.
    pero’,ribadisco il fatto che in fondo looro lavorano come lavorava l’Avv. Cozzolino,stesso modo di ragionare in tempi diversi.
    Anche noi non prendavamo mai prime scelte,spesso eran seconde o terze,pero’ c’era competenza ed occhio lungo,ora occhi bassi e tanta lingua

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  27. lucabenzoni7_8317634 - 4 settimane fa

    Hanno avuto fortuna i bergamaschi ad averne uno migliore …… ci può stare nella vita essere peggiori di qualcun altro o qua ci sono solo Top ? …….. speriamo in un upgrade o altro ….. FT

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  28. verarob_701 - 4 settimane fa

    Articolo che se non fosse scritto perchè strumentale, sarebbe ridicolo per quanto sorvoli su una serie di dati di fatto..

    I primi anni della gestione Percassi sono negli anni novanta con posizioni di centro classifica e si chiudono con una retrocessione.
    Riprende la società nel 2010 e ottiene nell’ordine 2010-2011 – 1ª in Serie B- 12ª in Serie A – 15ª in Serie A.- 11ª in Serie A.- 17ª in Serie A.- 13ª in Serie A. GASPERINI – 4ª in Serie A.- 7ª in Serie A.- 3ª in Serie A.

    Quindi direi che più che la gestione Percassi a Bergamo si può parlare della gestione Gasperini/Percassi, e pare inutile ricordare le reazioni dei tifosi le volte che il suo nome è stato accostato al Toro di Cairo.
    Se poi uno va a vedere il mercato dell’Atalanta vede che l’Atalanta ha praticamente sempre venduto tutti i suoi giocatori migliori 2010 Guarente Valdes e preso Marilungo Ardemagni Carmona, 2011 Barreto (Centrocampista) Padoin/ presi Masiello Moralez 2012 Schelotto Gabbiadini/ presi Brivio Livaja Denis 2013 Peluso/ Cigarini Nica 2014 Bonaventura Consigli / Papu D’Alessandro (10 milioni in attivo) 2015 Zappacosta Moralez Baselli Grassi / Toloi Kurtic De Roon Freuler Kessie ( 14 milioni in attivo /2016 Caldara De Roon Cigarini / Paloschi Cabezas Hateboer (27 milioni attivo) 2017 Gagliardini Conti Bastoni della primavera a 31 milioni ??????? SETTIMO ACQUISTO PER VALORE IN SERIE A QUELL’ANNO / Ilicic Berisha Castagne Cornelius Gosens Palomino Eguelfi guarda caso dall’Inter per 6 milioni???? ( Attivo 31 mil) e negli ultimi 2 anni con squadra più ricca ceduti Kessie Cristante Petagna Kulusevski/ Zapata Bettella per 7 milioni Carraro per 5 milioni….ecc…con in questi anni cessioni come il grande Varano che nel 2015 andò al Cesena in serie B per 2,5 milioni…e attualmente gioca nel Chieri a 24 anni.
    Oltre ad andare a vedere tante strane operazioni di mercato, mi sarebbe piaciuto vedere 10 anni di mercato del Torino calcio dove TUTTI i migliori vengono ceduti e sostituiti al 90 per cento con scommesse, perchè oggi la gente pensa a cosa stanno facendo, ma citando Sartori, Quando sono arrivati non se li filava nessuno? Hateboer l’abbiamo preso dal Groningen, Gosens giocava nell’Heracles Almelo, De Roon stava all’Heerenven. In Olanda mi fermavano e mi dicevano: ma chi avete preso? Ma lo stesso vale per Djimsiti: in Svizzera non lo voleva nessuno. E prima ancora Kessie. Me lo ricordo qui a gennaio, con un freddo cane, aveva le infradito, sembrava uno capitato qui per caso. Lo tenemmo in prova dieci giorni, capimmo che era un gran calciatore.

    Quindi l’Atalanta è arrivata lì, lavorando molto bene con un allenatore che al Toro i tifosi non volevano assolutamente facendo un mercato esasperando un concetto ,la plusvalenza ,che è sempre stato contestato alla attuale dirigenza, che lo ha utilizzato in maniera molto meno spinta, con strane operazioni con Juve e Inter, in una città dove le istituzioni sono ovviamente vicine alla società e hanno favorito giustamente la parte legata alle infrastrutture…..mi pare che il paragone con il Torino sia SICURAMENTE calzante….
    Detto ciò credo che se si prende l’esempio dell’Atalanta di oggi, siano certamente altre società più ricche della nostra a doversi interrogare sul loro operato

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    1. Granata - 4 settimane fa

      Bravo. Come non essere d’accordo.

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    2. Bischero - 4 settimane fa

      Non sono d’accordo. La scelta Dell allenatore incide fino ad un certo punto. Sono gli interpreti che vengono scelti che fanno la differenza e gli interpreti li sceglie un buon Ds che lavora in autonomia. Se il tuo datore di lavoro accentra tutto e non si può tirare un petto senza che lui dia l ok non si fa strada. Percassi é un uomo intelligente. Cairo no. La prima dichiarazione di bava é stata dopo l arrivo di verdi:Cairo é stato bravissimo a chiudere l operazione. Penso che non ci sia altro da aggiungere. Sono passati 3 allenatori dalla serie a conquistata 9 anni fa. 2 simili e uno opposto. Medesimo risultato. Un po’ meglio gli esperti. Ma non cambia la sostanza. Non c è programmazione sportiva tecnica e strutturale nel toro. Solo la salvaguardia dei conti. Cosa giusta ma limita il progetto sportivo che non guarda al futuro ma all immediato. Il toro é una bella casa costruita sulle sabbie mobili. Senza una dirigenza all avanguardia strutturata ed indipendente si galleggerà sempre.

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      1. Il_Principe_della_Zolla - 4 settimane fa

        D’accordissimo su tutto. Percassi 2 è in carica dal 2010, cinque anni dopo Cairo. Limitare i risultati attuali al solo fatto di avere azzeccato l’allenatore giusto è quanto meno riduttivo. Personalmente, propongo non tanto di guardare cos’ha fatto Percassi e cos’ha ottenuto, ma cosa non fa e non ha fatto Cairo. Sono tutte qui le differenze. Di fronte al nulla cosmico come risultati sportivi, allo zero alla casella infrastrutture, alla distruzione del rapporto con i tifosi, che cosa si obietta? Fa sorridere la volontà di mostrare che “il metodo plusvalenze” non è scandaloso. Non lo è se dopo dieci anni sei agli ottavi di CL, e lotti per il podio in campionato. In caso contrario non è propriamente di calcio che si deve parlare.

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  29. dattero - 4 settimane fa

    sigfabry,mi ricorda esopo,lei.
    a bergamo son brutti,sporchi e cattivi e vendono sempre.
    peccato che ha omesso di dire che comprano bene,hanno un buon direttore sportivo,han fatto uno stadio e poi,raggiungono il risultato.
    avranno anche loro momenti storti ne avranno,ma il modus operandi è sano con anticorpi.
    qua,checche se ne dica la realta’ è drasticamente diversa,non vi è nulla di organizzato,un consolidato navigare a vista ed una costante pesca a strascico.
    lasciamo stare il creare lo scouting,li ci vuole competenza e giusti soldi,ma qui manca la volonta’ in tal senso

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  30. sigfabry - 4 settimane fa

    Un paragone che non si può fare assolutamente,
    due piazze completamente diverse, Percassi vende non investe , e vende i giovani , quindi i risultati di una squadra di valore come l’Atalanta attuale , mascherano le vendite continue, Kulusevski l’hanno venduto senza nemmeno farlo giocare da loro –
    Il prato del vicino non è sempre più verde , Percassi al Toro sarebbe linciato dopo 6 mesi, Cairo in confronte è un principe e ho detto tutto.
    Sono cicli .
    Vedi Udinese , Chievo e compagnia bella
    il nostro modello è l’atalanta ????Terzi in classifica una volta nella loro storia , ma vi siete impazziti tutti quanti.
    Come non si qualifica per le coppe e buca la stagione , cerchera’ di farla retrocedere ci scommetto quello che volete , lo conosco
    ma per carità.
    Noi siamo il Toro,abbiamo bisogno di altre cose ,
    Stadio nostro, Filadelfia nostro, e un centro sportivo nostro, niente Verdi e 20 milioni per la primavera e centro allenamenti.
    Ma con tutto ciò . e lo dico per i nostalgici , sognatori , se hai un fuoriclasse tipo Kulusevski in squadra il difficile è competere sugli stipendi , ma almeno qualche anno ce lo potremmo godere.

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    1. sigfabry - 4 settimane fa

      Dimenticavo ,per non parlare dei tifosi della dea, sono una banda di ignoranti,
      bergamo con Torino, ma nemmeno per scherzo
      Ma pussa via , sono veramente brutti .
      Possono vincere tutte le partite che volete, ma rimangono dell’atalanta il prob è a monte !!heheheheeh
      Daje Toro

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  31. prawn - 4 settimane fa

    Percassi fattura dieci volte meno di Cairo ma era stato un giocatore dell’Atalanta e un dirigente sportivo.
    la differenza è tutta li ne capisce di calcio e tifa Atalanta.
    Chi dice che servono tanti soldi per il calcio in Italia non capisce un cazzo, serve passione.
    paradossalmente Spal e Sassuolo fanno meglio di noi, senza storia dietro e con meno tifosi.
    Cairo vattene vendi

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    1. suoladicane - 4 settimane fa

      oltre alla passione, la professionalità!
      ……direi bene
      SFT

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  32. Madama_granata - 4 settimane fa

    Percassi ha scelto l’allenatore giusto, Cairo quello sbagliato!

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    1. Granata - 4 settimane fa

      Su quale base si distingue il giusto da quello sbagliato ? Il parametro ? Per capire. Grazie

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      1. prawn - 4 settimane fa

        Quelli che ti mandano jn champions league?

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        1. Granata - 4 settimane fa

          Ma no ma cosa scrivi

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    2. Marchese del Grillo - 4 settimane fa

      All’ Atalanta è arrivato il presidente giusto, al Toro quello sbagliato.

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  33. Granata - 4 settimane fa

    Al Toro, servirebbero 2 cose. Degli osservatori che si possano definire tali e degli insegnanti di tecnica e non di tattica. La rete osservatori si sta cercando di ricrearla ma nell’immediato non credo possa esserci una svolta. Dal punto di vista tecnico , per me, non ci siamo. Dopo aver visto ,di persona, centri di allenamento in Spagna,Olanda, Portogallo, Inghilterra e Germania dico che siamo fuori strada. Ha ragione chi scrive che nei giovani si investe e non si spende. Negli stati visitati, se un giovane non rispetta tabelle personalizzate dove si prevede crescita in base risultati nei tempi, via. Non ci si perde ne tempo ne risorse. Qui sembra di avere dei piccoli Maradona. Guai privarsene. L’Atalanta ha fatto circa 300mln€ di plusvalenze in tre anni privandosi di giovani del vivaio. Adesso hanno venduto kulusevski e Barrow e chi hanno preso ? È come se il Toro avesse venduto Millico e Rauti. Cairo deve cambiare radicalmente il proprio operato demandando le scelte a chi capisce di cosa parla. Ci sono persone valide che verrebbero al Toro di corsa ma queste non vivono di prestigio. Vivono di soldi. Il Toro spende circa 3,5mln€ anno per tutto il settore giovanile. Gli strisciati circa 12 mln€ per la primavera !!! La dea spende almeno 3-4 volte tanto il Toro. Per concludere, consiglierei, sommessamente Cairo, di cambiare il suo consigliere, non responsabile, ripeto , consigliere in materia di marketing. Quello attuale è troppo ignorante.

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    1. suoladicane - 4 settimane fa

      non solo, quello che dici sui giovani è valido pure per la prima squadra; al torino fc si fa troppa tattica e non si lavora abbastanza sulla tecnica e sui fondamentali; questo deriva dal fatto che il testadighisa crede di avere in mano dei giocatori duttili e che grazie ai suoi insegnamenti dove li metti giocano; questo purtroppo è assolutamente sbagliato! l’unico che ha dimostrato una certa duttilità perchè dotato di tecnica ed intelligenza calcistica superiore alla media è Ansaldi; gli altri, Berenguer, Baselli, Meitè, Jago, Verdi, Laxalt se li metti a giocare fuori dal loro ruolo naturale fanno il compitino e basta ed infatti secondo me non si fa il salto di qualità per questo motivo……………direi bene
      SFT

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      1. Granata - 4 settimane fa

        Non mi piace contraddire tanto per farlo o per essere un più. Ti chiedo di rispondere onestamente. Belotti, da quando è arrivato Mazzarri, hai notato come porta palla in modo nettamente migliore ? Prima cercava subito lo scontro o il passaggio. Ora conduce. Questa è tecnica migliorata e non è merito personale esclusivo del Gallo. No ?

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        1. suoladicane - 4 settimane fa

          Su Belotti hai ragione, effettivamente è molto migliorato,(peccato che segni molto di meno perchè molto male utilizzato) ma se vedi la rosa nel suo complesso, e fai la stessa analisi su tutti, secondo me Belotti forse rappresenta una eccezione.
          Poi, in tono un po’ polemico, io ti dico che mi piacerebbe potere assistere agli allenamenti ed essere smentito e vedere che lavorano tanto sulla tecnica individuale
          SFT

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        2. Granata - 4 settimane fa

          @suola, sono migliorati tutti. Chi in modo più evidente ,chi in misura minore. Altri sono migliorati tatticamente e se parli con loro , giocatori, ti diranno che, rispetto a Mihajilovic, tutti sanno cosa fare. Che lo facciano o siano in grado è altra materia.

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          1. suoladicane - 4 settimane fa

            guarda non ti voglio contraddire, perchè è evidente che ne sai di più di me;
            però da tifoso che vede le partite scusa, “se non lo fanno o non sono in grado” è una constatazione gravissima rispetto a quanto asserisci precedentemente; quindi “se non sono in grado”, non sono migliorati ne tatticamente nè tecnicamente (colpa dello staff tecnico) “se non lo fanno per altri motivi” è ancora peggio perchè vuol dire che il mister non ha in mano la squadra
            ………direi bene
            SFT

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        3. Granata - 4 settimane fa

          @suola, un allenatore può avere ottime idee e metodi poi i calciatori possono partire da un livello e migliorarsi senza ,magari, raggiungere il livello sperato dal mister. Nulla di scandaloso. Escluso Sirigu, chi ha mentalità vincente ? Chi ha vinto ? Il mister ha la squadra in mano ma non è quella che vorrebbe. A parte qualcuno, troppi sarebbero da cambiare.

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          1. suoladicane - 4 settimane fa

            sulla mentalità sono d’accordo, forse solo sirigu; però la mentalità in primis la costruisce la società; prendi ad esempio il tanto criticato e vituperato Borsano, chi era il DS? sul fatto che la squadra non è quella che vorrebbe il mister non so, chi avalla le operazioni di mercato?
            SFT

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  34. FVCG69 - 4 settimane fa

    Una vergogna questa gestione sta togliendo a tutti la passione per questa squadra meravigliosa
    Serve una protesta forte come nel 2003 , il 04 Maggio è vicino organizziamoci

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  35. marco1967 - 4 settimane fa

    Non è un mistero e che Cairo, come chiunque altro, prendendo il toro in automatico essendo nella città della juve-agnelli il toro non andrà mai su più di tanto.purtroppo è la solita solfa

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    1. BogaBoga - 4 settimane fa

      Questo è l’alibi perfetto per difendere la cairese.
      Guarda cosa succede in Spagna con l’Atletico Madrid, che fino a 10 anni fa era nell’oblio schiacciato dal Real.
      Il problema è che noi (presidente, dirigenza, allenatore e squadra) non lottiamo neanche.
      Se qualcuno la vede diversamente si riguardi gli ultimi 10 anni di derby

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  36. Nero77 - 4 settimane fa

    Qualcuno pensa a risparmiare e qualcun altro ad investire,i risultati si vedono..

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  37. LeoJunior - 4 settimane fa

    Le squadre di calcio, come ogni azienda, sono fatte da uomini prima che dai soldi. L’equazione più soldi = più successo aziendale non è sempre valida. E non lo è mai se comunque non ci si aggiungono gli uomini. I soldi sono uno strumento necessario, ma non sufficiente. Spesso nel calcio si pensa viceversa che l’equazione valga a prescindere. E quindi spesso l’aspetto manageriale viene quasi lasciato al caso. Il ns Toro è un caso emblematico, con una struttura societaria e con uomini (non me ne vogliano, nulla di personale) totalmente sottostimati rispetto alla necessità. Ma non vale solo per il Toro. E’ il calcio italiano in generale che spesso ha agito in questo modo e il gap con altri campionati è evidente. Non dimentichiamo che il calcio italiano era nettamente quello più forte, ricco e potente. Ma è stato gestito dai soliti personaggi dotati di scarso spessore e molto pelo sullo stomaco. Andate ad analizzare gli organici del “top management” delle società italiane degli anni 90. E poi capirete perchè il calcio italiano è finito dov’è.
    Non voglio farla facile ma credo che sia più facile di quanto sembra. Sono convinto che se una squadra si desse programmi a medio lungo termine e si affidasse ad una struttura formata da manager capaci e con un CV decente, otterrebbe risultati.
    Il perchè imprenditori (come Cairo) che conoscono le aziende e come vadano gestite si accontentino di farlo in modo dilettantesco quando si affacciano al calcio, è un mistero

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    1. Steu - 4 settimane fa

      Pienamente d’accordo. Aggiungerei anche che ormai i “top club” sembra che giochino con i soldi del Monopoli, si nascondono dietro fondi pseudo sconosciuti e la fanno in barba ai bilanci, cosa che non può ovviamente permettersi un imprenditore che i soldi li mette di tasca propria. Scondo me la differenza tra i 2 sta nel fatto che Percassi sia competente, ambizioso, tifoso e la società di calcio sia un po’ il suo giocattolo a cui tiene molto e non solo per far quadrare il bilancio, un po’ come la Juve era per l’avvocato. Cairo è solo un ottimo imprenditore, il Toro per lui è solo fonte di eventuale fatturato e notorietà e non c’è alcuna ambizione sportiva.

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    2. suoladicane - 4 settimane fa

      perchè gestiscono il calcio in modo dilettantesco? semplice, non sono interessati al calcio dal punto di vista sportivo, nè dal punto di vista del businness; l’unico interesse vero che hanno molti, e le vicende di cairo lo dimostrano, è il ritorno di immagine enorme paragonato all’investimento, e la possibilità di accedere a determinati ambienti dell’economia e della politica che per la maggior parte dei cairo, cellino, preziosi, lotito percassi stesso sarebbero irrangiungibili.
      L’atalanta funziona così bene perchè percassi è, in primis, un tifoso e ci tiene a fare bene, in più ci vuole guadagnare, ed allora si è circondato da professionisti seri e preparati;
      al torino fc questo non capita perchè al presiniente non interessa fare bene, ma esclusivamente il ritorno mediatico, ed in società si è sempre circondato di mezze figura (Foschi a parte);
      ma è normale che in una società di serie A vada via il DS e si porti via la rete di scouting? ma può una società seria essere organizzata in questo modo? ….direi bene
      SFT

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