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Toro, il (non) mercato di gennaio torna d’attualità: ora i giocatori sono contati

Focus on / Quattro cessioni e nessun acquisto: la rosa corta chiesta da Mazzarri è diventata striminzita

Silvio Luciani

"Sedici giocatori di movimento, 13 partite, 44 giorni e una salvezza tutt'altro che scontata da conquistare. In questa condizione non proprio semplicissima (per utilizzare un eufemismo), chissà che al presidente Urbano Cairo non sia tornato in mente quel mercato di gennaio particolarmente rinunciatario. La strategia di sfoltire il parco giocatori invece di rinforzarlo è tornata più che mai d'attualità dopo che gli infortuni di Baselli e Verdi hanno ridotto all'osso una rosa già molto corta. Pur in presenza di una situazione che a gennaio era impronosticabile (un campionato da concludere in estate con partite ogni tre giorni) il tempo ha dato ragione a chi esprimeva perplessità in quel periodo. Ora sarà il campo a doverle smentire, grazie al lavoro di Longo e al doppio sforzo richiesto ai 'superstiti'.

"A PICCO - Un connubio di malasorte ed eventi inaspettati ha trasformato i presupposti su cui quelle scelte si erano basate. Da gennaio in poi la situazione è precipitata con le pesanti sconfitte subite da Sassuolo, Atalanta e Lecce che hanno costretto la società a cambiare allenatore. Le conseguenze principali sono state due: la prima è che il Torino è precipitato nei bassifondi della classifica ritrovandosi in piena lotta salvezza, la seconda è che il divorzio con Mazzarri (che nelle idee della società sarebbe arrivato a fine giugno) è diventato urgente. E aver avallato le scelte di un allenatore sempre più vicino all'esonero a fine gennaio (lo 0-7 in casa con l'Atalanta è datato 25 gennaio) è stata mossa col senno di poi discutibile.

"SOSTA E INFORTUNI - Di certo quello che è successo da marzo ad oggi a causa del coronavirus è stato più che imprevedibile. Resta il fatto che i granata hanno lasciato andare via Falque, Bonifazi, Laxalt e Parigini senza rimpiazzarli. E per quanto Baselli e Verdi siano due giocatori chiave, sono bastati i loro infortuni per rendere - almeno - quantitativamente inadeguata la rosa corta chiesta da Mazzarri e avallata da Cairo. Ora il Toro un po' per sfortuna, un po' per scarsa lungimiranza, si trova a combattere con pochi mezzi in una situazione delicatissima. Longo e i giocatori che sono rimasti a disposizione avranno il compito di salvare il Toro, ma comunque vada, a fine campionato ci si dovrà interrogare sul modus operandi della società in quel mese turbolento.