Un anno di Toro – 1

Da domani si ricomincerà a lavorare davvero per il futuro del Toro. Quello a breve termine, con tutto ciò che riguarda la partita di sabato a Padova (che TN andrà a seguire allo stadio) e la relativa marcia di avvicinamento; quello a medio termine, con il tourbillon di mercato nel quale si cercherà di fare ordine a vantaggio dei lettori; quello a lungo termine, ossia la promozione in Serie A.

Ma oggi, secondo…

di Redazione Toro News

Da domani si ricomincerà a lavorare davvero per il futuro del Toro. Quello a breve termine, con tutto ciò che riguarda la partita di sabato a Padova (che TN andrà a seguire allo stadio) e la relativa marcia di avvicinamento; quello a medio termine, con il tourbillon di mercato nel quale si cercherà di fare ordine a vantaggio dei lettori; quello a lungo termine, ossia la promozione in Serie A.

Ma oggi, secondo giorno del 2011, domenica, è ancora ora di riposare, riflettere, fare buoni propositi e poi domani ripartire. Quello che si è concluso l’altroieri è stato un anno vissuto pericolosamente, per il Toro; partito con il terrore della retrocessione in Lega Pro, proseguito con un epilogo di campionato glorioso e drammatico, quindi con un nuovo progetto nato in estate e partorito con mille difficoltà, ma che è cresciuto e ha vissuto un Natale sereno. Guardiamoci le spalle, per imparare dagli errori.

2 Gennaio. 365 giorni fa, arrivava già il primo acquisto del calciomercato invernale del Toro, che aveva bisogno estremo di una seconda punta; sbarcava così in riva al Po, da Napoli, Inacio Pià. Non proprio l’elemento di valore di cui c’era necessità, deluderà. E’ l’ultima mossa di Rino Foschi

5 Gennaio. Il Torino pareggia in casa con il Mantova (gol di Loria) al termine di una nuova partita bruttissima, il pubblico fischia ma soprattutto è esasperato

6 Gennaio. Rino Foschi si dimette, dopo un anno dal suo approdo in granata

6 Gennaio. E’ tarda sera quando esplode il caso della presunta indagine sul calcio-scommesse che riguarderebbe la partita Torino-Crotone, ultima del Colantuono-1, coinvolgendo -si dice- sei calciatori granata. Alcuni indizi parrebbero confermare l’ipotesi, ma in realtà l’indagine non verrà mai aperta

6 Gennaio. E’ quanto basta per far deflagrare la rabbia di popolo. Alcuni ultrà raggiungono in serata il ristorante dove veniva festeggiato il compleanno di David Di Michele. Aggressione verbale (tranne che per Riccardo Colombo, colpito) e paura

7 Gennaio. Gianluca Petrachi, arrivato dieci giorni prima e rimasto ds in solitaria dopo l’addio di Foschi, tiene una conferenza-stampa in Sisport dove prende atto del clima che si è creato in squadra e attorno ad essa, dichiarando: “Il Torino rischia la retrocessione

7 Gennaio. Nel tardo pomeriggio dello stesso giorno, Di Michele legge, a nome della squadra, un comunicato in cui viene “stigmatizzata” l’aggressione della sera precedente. Tante facce basse, però, tra i giocatori schierati in piedi alle sue spalle

10 Gennaio. Cittadella-Torino deve essere la risposta della squadra all’inferno che sta vivendo. Non sarà così: altro ko, nonostante il “cerchio” rugbistico prima del fischio d’inizio, ed è il punto più basso della storia granata. In serata, Mario Beretta viene esonerato

11 Gennaio. Stefano Colantuono viene richiamato alla guida della squadra

11 Gennaio. Beretta, l’allenatore dei 40 giorni: “Ero finito in una gabbia di matti

11 Gennaio. E’ TN ad anticipare che Giacomo Ferri si sta recando a Torino per firmare un contratto con la società: ne sarà il team manager. L’organigramma si arricchisce così con un ruolo fondamentale, pur se ne mancano ancora altri. Ed è -novità- un cuore granata

13 Gennaio. Arrivano i primi acquisti firmati Petrachi. Ma…chi sono? I due giovani difensori Rocco D’Aiello e Danilo D’Ambrosio arrivano dalla Lega Pro e sono misconosciuti; deserta la conferenza-stampa di presentazione. Ma sarà l’inizio di una nuova filosofia di lavoro, verso la quale l’atteggiamento dell’opinione pubblica è destinato a cambiare radicalmente

16 Gennaio. Torino-Grosseto è la gara del ritorno di Colantuono. Come annunciato, la gran parte del tifo organizzato diserta lo stadio, lasciando deserte gran parte delle curve, e marciando all’esterno verso il Filadelfia. Ma all’interno, la squadra corroborata dal nuovo arrivo Manolo Pestrin schianta gli avversari con 4 gol: è un nuovo inizio

20 Gennaio. Vengono finalmente recuperate le storiche lapidi che arrichivano il Fila, restituite da Diego Novelli in condizioni orribili, ed oltretutto mancanti di due delle sei originali. Saranno restaurate (gratis, da un professionista cuore Toro) ed ospitate presso il Museo dell’Amsg

1 Febbraio. Di Michele viene ceduto al Lecce, in compagnia di Loviso. Si chiude il mercato con la “rivoluzione petrachiana”: oltre 20 operazioni, squadra completamente rivoltata, spogliatoio ripulito tranne che per la presenza di alcuni elementi che rimangono in organico ma vengono messi fuori squadra

9 Febbraio. Intanto, la giovane Primavera stupisce al “Viareggio”, eliminando anche il Milan per poi perdere a sorpresa in semifinale contro la Rappresentativa Serie D

14 Febbraio. AlbinoLeffe-Torino, la rivoluzione è completa: in campo, tra gli 11 granata non ce n’è neppure uno reduce dalla retrocessione dell’anno precedente

18 Febbraio. Sergiu Suciu, richiamato da Legnano tre settimane prima per aiutare il centrocampo granata, si rompe il crociato: starà fuori diversi mesi

20 Febbraio. Torino-Salernitana rompe il nuovo cammino dei granata. La sconfitta interna contro una squadra che in campionato mai ha vinto né vincerà altre partite in trasferta, derelitta e praticamente retrocessa, è una mazzata che potrà influire sulla classifica finale

25 Febbraio. In tanti firmano l’appello “E le rovine del Fila sono sempre lì…”, attendendo intanto sviluppi su due fronti: abbattimento dei pennoni, e pronunciamento sulle ipoteche

4 Marzo. Piange di delusione il Torino FD: dopo aver parlato per mesi con il Torino FC aspettando l’ufficializzazione dell’”ok” al progetto, gli ideatori si sentono dire un “no” miope, burocrate e inatteso. Toro News dà sfogo a tale amarezza, e poche ore dopo viene raggiunto telefonicamente da Urbano Cairo che dice: “Me ne occupo io, ci tengo particolarmente, si farà tutto”

6 Marzo. Derby Primavera con un arbitraggio degno di quello tra le prime squadre. Sul punteggio di 1-1, al minuto 93 viene negato a Miello un rigore incredibile per doppio fallo quasi ostentato di difensore e portiere avversari, quindi sul ribaltamento di fronte vanno a segno i bianconeri. Rabbia di Asta: “Come faccio a insegnare l’onestà ai miei ragazzi?”   

7 Marzo. Il Toro, che ha ripreso la sua bella e sorprendente marcia, batte anche il Frosinone. A fine gara, un astioso Moriero (allenatore ciociaro), parlando con TN, definisce i giocatori granata “niente più che alcuni ragazzetti intraprendenti”. Involontariamente, creerà una denominazione che verrà riutilizzata con orgoglio dai tifosi fino a fine campionato

9 Marzo. In molti, tra i tifosi granata, avevano firmato nei mesi iniziali della stagione, un modulo di raccolta “per la ricostruzione del Filadelfia” presso banchetti approntati fuori dallo stadio. In realtà, su queste pagine viene svelato come in realtà non ci fosse alcuna raccolta firme per lo storico stadio, ma solo una truffa per compilare liste elettorali a nome del politico locale, Rabellino, che purtroppo per lui finisce però indagato in merito

15 Marzo. Si rifà viva la Meleam, azienda pugliese che opera nel ramo della sicurezza sul lavoro, e che si dichiara interessata al Toro. TN indaga, scopre la poca affidabilità di tali intenti, pubblicando interviste ai dirigenti che fanno poi sfiorire le vaghe speranze accese

20 Marzo. A Modena, i granata vincono una partita difficile, giocando per più di metà gara in dieci uomini, con reti di Barusso e D’Ambrosio. E’ la prima di diversi match “eroici” che vedranno protagonisti gli uomini di Colantuono

24 Marzo. Si fanno vivi, pressando la stampa locale ed un quotidiano sportivo in particolare, i Tesoro, padre e figlio proprietari della Pro Patria, che dicono di voler acquistare la società da Cairo. La faccenda verrà portata avanti per mesi, a dispetto dell’evidente pochezza dell’idea, finchè emergerà come i soggetti in questione siano poco più che banditi del calcio come -purtroppo- tanti altri (1- continua)

 

(foto M.Dreosti)

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