Contrappasso

di Silvia Lachello

Buongiorno Toro… l’altro giorno si parlava di aldilà e di contrappasso. Un discorsino così, tanto per rinfrescare l’allegria del momento.
Avete presente la legge del contrappasso, no? “È un principio che regola la pena che colpisce i rei mediante il contrario della loro colpa o per analogia ad essa.” (*)
Bene… nell’ambito della…

di Redazione Toro News

di Silvia Lachello

Buongiorno Toro… l’altro giorno si parlava di aldilà e di contrappasso. Un discorsino così, tanto per rinfrescare l’allegria del momento.
Avete presente la legge del contrappasso, no? “È un principio che regola la pena che colpisce i rei mediante il contrario della loro colpa o per analogia ad essa.” (*)
Bene… nell’ambito della seria discussione di cui prima, una persona carissima, sentendomi insultare i gobbi senza motivi contingenti (in realtà un motivo c’è sempre, ma è un altro discorso…), mi ha detto solennemente: “Se esiste un aldilà, il tuo contrappasso è quello di passare l’eternità a vedere i gol di del pippa…” (**)
Passato il primo momento di trasalimento, orrore e nausea, che mi ha paralizzato nei movimenti e nei pensieri, ho preso fiato e… e non ho detto nulla.
Mi sono semplicemente messa a pensare. A pensare. A pensare.
Contrappasso? Io? Noi? Con tutto quello che ci è capitato di vivere e di vedere, anche quando non eravamo ancora nati? Con tutta l’eredità di dolore che ci portiamo dentro solo per il fatto di essere come siamo? Con tutta ‘sta dannata/benedetta fatica che è, incredibilmente, parte della nostra forza motrice?
Il fatto è che noi il nostro contrappasso lo viviamo quotidianamente… e giustamente ce ne lamentiamo, giustamente ne soffriamo, giustamente… giustamente fa parte dl nostro orgoglio.
Sapete… prima della partita di sabato, davanti allo stadio, ho incontrato un Fratello. Era lì con il figlio, la figlia, un amico dei due ragazzi. A parte il piacere di incontrarlo casualmente, come casualmente l’avevo conosciuto mesi fa (in una lavanderia a gettoni!), mi ha colpito la figlia. Mi ha colpito il suo “Sempre!” in risposta al mio “Forza Toro!”. Era un “Sempre!” che le proveniva dal portare dentro, come dicevo prima, qualcosa di precedente alla propria nascita fisica. Glielo si vedeva negli occhi, nell’espressione intera del viso, nella postura della schiena: dritta.
Il contrappasso, quando ci vede, leva le tende per manifesta impotenza.
Così, tanto per condividere con voi un po’ di retorica ed un fiero sorriso.
Buona settimana, Sorelle e Fratelli…

(*) http://it.wikipedia.org/wiki/Contrappasso
(**) In realtà ha detto il cognome vero. Che botta. Continua ad essere una persona carissima perché è un essere speciale (speciale, non perfetto).

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