Ma a me…

di Silvia Lachello

Buongiorno Toro… superata la botta di sabato scorso, vedo avvicinarsi il sabato pomeriggio e son contenta, trulla e trullallero trullallà.
Mi è accaduto di ricevere telefonate e mail da confratelli e consorelle che chiedevano consolazione, sapete?
Io ho provato, con malcelata ritrosia e manifesta rabbia, a dire: “ Ma a me… chi mi consola?”
Ecco parte…

di Redazione Toro News

di Silvia Lachello

Buongiorno Toro… superata la botta di sabato scorso, vedo avvicinarsi il sabato pomeriggio e son contenta, trulla e trullallero trullallà.
Mi è accaduto di ricevere telefonate e mail da confratelli e consorelle che chiedevano consolazione, sapete?
Io ho provato, con malcelata ritrosia e manifesta rabbia, a dire: “ Ma a me… chi mi consola?”
Ecco parte del vasto repertorio di risposte ricevute:
– Tu non hai bisogno di essere consolata…
– Ma sei così brava a consolare gli altri!
– Eeee… boh!
– Che ne so… torniamo al punto: consolami.
Interessante. Dev’essere una specie di ‘moda’ quella di decidere che le persone siano come si pensa che siano, senza approfondire, senza indagare, senza farsi domande.
Sia chiaro: è lusinghiero essere ritenuto essere senziente in grado di formulare ‘magie consolatorie’, ma… per fare un albero ci vuole un fiore e per far le magie ci vuole energia.
Tendenzialmente ne ho scorte per due o tre vite, a volte no: succede.
E quando succede… be’, mi metto alla finestra a guardare il mondo, mentre la mia solitudine di essere Granata mi avvolge con tutto il gelo di cui è capace.
La solitudine di essere Granata non è solo mia: tutti NOI la conosciamo, tutti NOI ci cozziamo contro con violenza, di quando in quando, e poi… e poi, guardando dalla finestra, vedo passare un’altra solitudine di essere Granata, poi un’altra ed un’altra ancora.
Sono solitudini che talvolta non comunicano, altre – più spesso – sì. E torna prepotente e potente l’orgoglio.
“Ma di che cosa puoi essere orgogliosa, con tutto ‘sto schifo?”, mi è anche stato detto.
Ho risposto con una parola di quattro lettere e che inizia con la T.
Toro? No, TELA.
Madre Natura mi ha donato sufficiente espressività nei modi, nei gesti e nella voce, e chi mi sente dire “Tela.” nel modo in cui lo dico io, sa che deve smammare presto, subito, immediatamente.
Bene, ho ritrovato il mio orgoglio, che in realtà non avevo mai perso, e mi dirigo verso la partita di domani coi riccioli al vento.
Che poi… è proprio necessario cercare consolazione, quando si ha la possibilità di vivere una vita che, in virtù della sua colorazione, non è mai noiosa? Io dico di no, ma non tutti la pensano allo stesso modo, figuriamoci in questa milionata di solitudini Granata…
Che sia un buon… cambiamo, va’: che il vostro post partita sia carico di sorrisi.
Io sto sorridendo già ora, indipendentemente da come andrà, e vi dico la verità: sono felice. Anche di essere del Toro.

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