Radiocronache

 

di Giacomo Serafinelli

 

 

 

Buongiorno Toro…come va? Ho approfittato delle feste per riflettere un po’ sui tempi andati.

Le cose cambiano, a volte con una velocità tale da non riuscire a star loro dietro, e forse è proprio perché sono un inguaribile nostalgico che guardo con  malinconia alle cose ed ai fatti della mia infanzia e gioventù.

A…

di Redazione Toro News

 

di Giacomo Serafinelli

 

 

 

Buongiorno Toro…come va? Ho approfittato delle feste per riflettere un po’ sui tempi andati.

Le cose cambiano, a volte con una velocità tale da non riuscire a star loro dietro, e forse è proprio perché sono un inguaribile nostalgico che guardo con  malinconia alle cose ed ai fatti della mia infanzia e gioventù.

A quei tempi, Toro, le vespe erano a marce, si mettevano in moto con pedate decise e, quando non si accelerava, il clacson e le luci calavano sensibilmente di intensità.

Per la strada si incontravano di frequente degli strani manufatti: si trattava di scatole di plastica con il pavimento in metallo dentro le quali era possibile entrare in una, due, tre o anche più persone: dipendeva da quanta voglia si avesse di fare gli stupidi. Si chiamavano “cabine telefoniche” e, udite udite, servivano per telefonare, semplicemente inserendo dei gettoni….a volte erano perfino munite di elenco telefonico, sempre più esile man mano che passava il tempo, dato che i fogli venivano strappati per appuntare numeri o fare aeroplanini.

La domenica, poi, chi non poteva andare allo stadio girava per le città con delle gracchianti radioline incollate all’orecchio. Ed era facile incontrare qualche disperato in astinenza da risultati che si avvicinava e chiedeva:

“Che fa il Toro?” 

Ho parlato di domenica non a caso: a quei tempi, infatti, il sabato giocavano solo i ragazzi, gli amatori e i dopolavoristi. Tutti gli altri, i professionisti, a qualunque serie appartenessero, scendevano in campo la domenica. E le voci che ne naravano le gesta erano quelle indimenticate ed indimenticabili di Sandro Ciotti ed Enrico Ameri.

Appena partiva la tromba di “Tutto il calcio minuto per minuto” saliva la tensione e le farfalle cominciavano a volare nello stomaco. Quando una squadra aveva segnato lo capivi dalle urla dei tifosi, prima ancora che il radiocronista cominciasse a parlare.

E chi si scorderà mai l’intervento di un concitato Ameri al gol del 3-2 nel mitico derby del 1983?

“Attenzione, Torino in vantaggio! Terza rete del Torino! Torrisi, al volo, ha agganciato un pallone

che gli è pervenuto dal settore di destra e l’ha scaraventato in rete!”

Altri uomini, altri tempi; ricordiamoceli con affetto, ma tenendo i piedi ben saldi nel presente.

 

 

Buona giornata, Toro e ricorda: nel dubbio, tira in porta.

 

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy