Il Toro del non-gol

Il Toro del non-gol

Sotto le Granate / La rubrica della nostra Maria Grazia Nemour: “Un non-gol può raccontare una partita, a volte perfino di più, un modo di essere”

di Maria Grazia Nemour

Domenica ho cercato dappertutto la voglia di andare alla partita, ma poi non l’ho trovata. Due ore e mezza di pullman, il caldo, le vacanze. È alla televisione che ho sentito lo stadio, vuoto per tre quarti, incitare il Toro. Come sempre. Ed è in quel momento che mi è venuta voglia di essere lì.

Allo stesso modo anche a Liverpool, in uno stadio pieno per tre quarti di compassati anglosassoni, l’urlo Toro echeggiava di continuo durante la telecronaca. Ok, forse il microfono era a favore, comunque sia anche il quel momento mi è salita la voglia di essere lì, per unire la voce a quell’urlo. Chissà se lo stadio di Liverpool è l’anticipazione del calcio che vivremo anche noi tra qualche anno: tifosi ordinati e composti, filtrati dal costo proibitivo per l’accesso a una struttura di proprietà privata: il biglietto. Stadio pieno sì, ma solo di persone che hanno buona disponibilità economica. Io auspico certo uno stadio straripante, ma dove si continui a giocare il gioco più popolare al mondo, quello che basta un pallone ed è subito partita. La selezione dovrebbe stare nella correttezza del comportamento di chi vuol partecipare a una festa, non nel peso di un portafoglio.

La selezione nella partita contro il Cosenza invece è stata di motivazione.

Mi piacciono i nuovi acquisti del Toro: un Izzo determinato, un Bremer che ha cancellato con poche giocate tutte le parole spese a vanvera su Verissimo, un Meité che alla base del suo metro e novanta ha due piedi precisi che si intendono bene col pallone.

Certo non abbiamo comprato qualcuno che ogni giorno popola le prime dieci pagine del giornale sportivo della città, dieci pagine di notizie fondamentali che raccontano tutto di lui, dal guardaroba al numero di capsule in bocca. Si ipotizza una carie, ma la notizia non è stata confermata.

Insomma, un po’ più di visibilità il Toro se la meriterebbe, visibilità che incuriosisce e attrae soprattutto i ragazzi. Cairo dovrebbe investire energie su questo fronte, che poi è il suo, quello su cui meglio si sa muovere. Non mera pubblicità, ma conoscibilità di qualcosa che sa affascinare.

Il fascino del gran gol al volo di Baselli, magnificato ulteriormente dall’idea che nasce da uno schema studiato e che, ben applicato, funziona! Non il semplice frutto dall’umore fortunato del momento (anche se…ben vengano pure quelli!).

Ma più ancora il fascino di un epico non-gol. L’armonia di un’azione interpretata insieme, come squadra. Berenguer che allunga per Belotti e Belotti che si butta a perdifiato dietro a un pallone che gli sfugge nel momento in cui scivola e finisce schiena a terra, il pensiero potente di chi non si arrende e si rialza per recuperarlo, quel pallone, bloccandolo nel momento in cui già sembrava rotolato fuori dal campo. Il tiro verso Iago, verso chi si fa sempre trovare al suo posto. La valutazione dell’angolazione migliore e il passaggio per Baselli che tira alto e…fa non-gol.

Quella sensazione di incompiutezza, così tanto familiare.

Provaci ancora Toro, facci un gol.


Mi sono laureata in fantascienze politiche non so più bene quando. In ufficio scrivo avvincenti relazioni a bilanci in dissesto e gozzoviglio nell’associazione “Brigate alimentari”. Collaboro con Shakespeare e ho pubblicato un paio di romanzi. I miei protagonisti sono sempre del Toro, così, tanto per complicargli un po’ la vita.

14 Commenta qui

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  1. Hagakure - 11 mesi fa

    Ci mancava solo la “poetessa” cairota ad “indorere la pillola” per l’ennesima presa per il kiulo targata “mandrognovdi Masio”.

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  2. GRANATAINSIDE - 11 mesi fa

    Infatti anch’io trovo alquanto strano, che il Cairo Comunicatore, non esalti il suo prodotto, lui venditore porta a porta del piccolo schermo.
    Ma a pensarci bene, meglio così, immaginate un Sandro Mayer, con il suo toupet un po spostato, comparirci sorridente e dirci..Vai in Edicola e acquista DIPIU o DIVA e riceverai un biglietto per il Filadefia
    o peggio FOR MEN Magazine…10 modi per allenarsi a Calcio, fai dire ai tuoi avversari Basta

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  3. user-13965830 - 11 mesi fa

    un piacere leggerti altrettanto disgustoso leggere i commenti!!

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  4. user-13758358 - 11 mesi fa

    giankjc da quello che ho capito la poetica è la stessa della finale di Amsterdam, il Toro è caratterizzato da troppi non-gol che, se trasformati, avrebbero cambiato la storia. Ma traspare l’idea che questo sia il ns destino di squadra e di tifosi, oppure è la semplice normalità della maggior parte del mondo fatto di occasioni mancate e dove il tutto facile è riservato a pochi oppure ancora ognuno perde le occasioni al proprio livello..tipo 9 volte….
    articolo che fa pensare
    mimmobg

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  5. bergen - 11 mesi fa

    Vale sempre la pena di leggerti. Perché sai scrivere. Ma devo averlo già detto. Buona fede granata.

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  6. torotorotoro - 11 mesi fa

    grazie maria grazia (auguri oggi, 15 agosto!), d’accordo con te, il calcio è anche poesia e sentimento!

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  7. user-13726000 - 11 mesi fa

    Un po’ di poesia non guasta,per noi del Toro è indispensabile,sennò chi ce lo fa fare… Tanto i Brontolini ci saranno sempre,razza difficile da estirpare.

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    1. rensenbrink granata amen - 11 mesi fa

      Ma la poesia e il tuo Cairo sono cose inavvicinabili. Si vede che sei molto confuso. E la paraola “razza” mettitela in tsta.

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  8. ale_gran79 - 11 mesi fa

    Ho scritto poco fa un commento educato e circostanziato su questo (pessimo) articolo. Avete il coraggio di pubblicare anche i commenti a vostro sfavore oppure avete la stessa tolleranza alle critiche del vostro proprietario?

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  9. Giankjc - 11 mesi fa

    Poetica voglia di Torino FC contro il Cosenza.
    Posso solo immaginare cosa avresti potuto scrivere del Toro di Amsterdam e del palo di Sordo.
    Buonanotte.

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  10. user-13964747 - 11 mesi fa

    Sono d’accordo.
    Basterebbe solo dare continuità alle velate promesse fatte per essere credibili. Tutto qui!

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  11. fabrizio - 11 mesi fa

    articolo da latte alle ginocchia…

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    1. Vanni - 11 mesi fa

      ora la mettiamo sulla poesia, visto che con lo sport abbiamo poco a che fare. Ma almeno avessero la decenza di far poesia sui grandi campioni che abbiamo avuto, non su questi scarsoni.

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  12. Vanni - 11 mesi fa

    Quindi? Bisogna avere un giocatore che la metta dentro? Baselli fa le cose difficili, le facili non gli vengono.

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