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La scossa granata

Finalmente il modulo giusto per il Toro. L’augurio per il 2025

Finalmente il modulo giusto per il Toro. L’augurio per il 2025 - immagine 1
Torna l’appuntamento con la rubrica di Michelangelo Suigo
Michelangelo Suigo Columnist 

Ci sono voluti tre mesi di errori, sconfitte e voragini in difesa. Ci sono volute suppliche da parte di esperti, tifosi e anche da queste colonne. Poi, quando stavamo sfiorando il tracollo dopo aver subito il 2-0 a Udine, Vanoli finalmente ha cambiato modulo, schierando i granata con il 4-2-3-1. E abbiamo prima accorciato le distanze e poi pareggiato, anche grazie ai cambi azzeccati. Con la squadra nel nuovo assetto, e il contributo di

Lazaro e Ilic, si è finalmente visto smalto e gioco da parte dei granata che, non a caso, hanno ripreso la partita sul 2-2. Poi, la paura di perdere ha assalito Vanoli, al quale è mancato il coraggio di sostituire Karamoh con Sanabria e di provare a vincerla. Proprio quando i granata stavano esprimendo il miglior calcio, galvanizzati dal pareggio acciuffato con i gol di Adams e Ricci, invece di inserire risorse fresche per proseguire e completare la rimonta, Vanoli ha fatto due cambi difensivi, tornando al 3-5-2 con Dembele e Linetty per Sosa e Vlasic. Peccato, perché il modulo è quello giusto (lo sarebbe anche il 4-3-1-2 con Vlasic dietro le punte) e la qualità di certi giocatori fa la differenza.

Intendiamoci, un punto con l'Udinese è preziosissimo, soprattutto dopo i disastri del Toro degli ultimi match. Peccato, però, perché con più coraggio si poteva vincere, ma capisco la paura di perdere la nona partita: avere lucidità e coraggio è sempre complicato in questi frangenti. Rimane il rammarico, ma se Vanoli si decide a cambiare il modulo con la difesa a quattro e Valsic trequartista, la strada è quella giusta. Lo scriviamo dall'inizio del campionato: i difensori a disposizione non sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelli dello scorso campionato. Però hanno sempre giocato in difesa a quattro. Allora perché non schierarli cosi? E, ancora, dall'infortunio di Zapata davanti siamo a dir poco sterili: perché non mettere Vlasic nel suo ruolo naturale e offrire così più giocate alle punte? Il Toro del secondo tempo è stata quantomeno una squadra viva. Limitata, ma viva. Per come si era messa la partita, e per quello che si era visto fino al 2-0, non avremmo scommesso nulla sulla capacità di riprenderla. Lo stesso Vanoli, nel post Udinese Torino, ha detto: "Abbandonare il 3-5-2? Ci sto riflettendo da tempo, giustamente bisogna valutare tutto. Vlasic da trequartista ha fatto molto meglio, era più all'interno del gioco e con meno compiti di posizionamento". Qualcosa sta cambiando, quindi. Vedremo se il mister contro il Parma

schiererà il Toro con il 4-2-3-1, con Ricci play e Adams davanti. Un gol con 0.22 xG (5 totali in campionato con 3.02 xG), un assist e due passaggi chiavi per Chè Adams contro l'Udinese. Anche se non sempre continuo, di Adams a oggi non si può fare assolutamente a meno. Lo scozzese, in 19 partite ha segnato 6 gol e fatto 3 assist. Molto per una squadra che da oltre due mesi praticamente non gioca a calcio. E gli assist sarebbero 5, se Coco col Napoli e Vojvoda col Genoa l'avessero buttata dentro a porta vuota. Chissà cosa avrebbe potuto fare lo scozzese senza l'infortunio di Zapata. Ora bisogna prendere un sostituto di Duvan per rinforzarci davanti. Vanoli, poi, dovrebbe far giocare Ilic al posto di Gineitis e Lazaro di Pedersen. Il serbo con l'Udinese è entrato bene, portando qualità e liberando Ricci in costruzione da play, come fa (benissimo) in Nazionale.

Si chiude, intanto, il 2024 anche per il nostro malandato Toro. Un bilancio mediocre, fatto di 40 partite, 13 vittorie,13 pareggi e 14 sconfitte, ben 8 delle quali in questo campionato. Solo 43 i gol fatti e ben 44 gol subìti. Tutto molto anonimo. Non degno della storia granata, del nostro blasone e dell'amore per questa meraviglia maglia da parte dei tifosi granata. Allora facciamoci un augurio: che il 2025 possa essere l'anno della Scossa Granata.

SFT

Manager, docente Luiss, esperto di comunicazione e Public Affairs, giornalista pubblicista col cuore granata. Michelangelo Suigo è un autore che per chi è avvezzo al mondo della comunicazione, specialmente se legata all’imprenditoria, non ha bisogno di presentazioni. Chi volesse approfondire il suo sterminato curriculum può farlo sul sito di Inwit, azienda di cui ricopre attualmente il ruolo di EVP External Relations, Communication & Sustainability Director. Ma soprattutto, per quel che attiene a questa rubrica, Michelangelo è un orgoglioso e genuino tifoso granata.

Disclaimer: gli opinionisti ospitati da Toro News esprimono il loro pensiero indipendentemente dalla linea editoriale seguita dalla Redazione del giornale online, il quale da sempre fa del pluralismo e della libera condivisione delle opinioni un proprio tratto distintivo.

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