Le mezze notizie che ci fanno ancora parlare di Toro

Il Granata Della Porta Accanto / Buttare un occhio a cosa succede attorno al Toro è un modo per recuperare, o cercare di conservare, qualche frammento di “normalità”…

di Alessandro Costantino

Anno bisesto, anno funesto, si suol dire. Permettetemi un po’ di leggerezza e, tralasciando per un momento tutto ciò che sta accadendo per tornare a parlare un po’ di Toro, fatemi dire che questo 2020 è talmente negativo per i nostri colori granata che riusciamo a perdere anche a Pes! Leggo della sconfitta in amichevole del nostro gamer contro il gamer del Genoa nel preludio di quello che sarà il prossimo campionato di e-sport e sorrido, prendendola con ironia, pensando che quest’anno proprio non ne va una bene…

Ripresa del calcio? Perché sì

In assenza di calcio giocato, ogni mezza notizia sul Toro richiama l’attenzione. Dal campo non arriva più nulla e al di là degli e-sports di cui non sono un fan particolarmente acceso, un paio di considerazioni si possono invece fare prendendo spunto anche qui da altre mezze notizie riguardanti la galassia Toro. Mi ha incuriosito, ad esempio, un articolo sulla difficoltà per Fabbrini e tutti gli altri responsabili del settore giovanile di costruire le squadre delle varie annate per la prossima stagione, uno dei tanti effetti collaterali dell’impatto del corona virus sul mondo dello sport e del calcio. Innanzitutto c’è da considerare che tale difficoltà è comune a tutte le società per cui l’handicap sarà collettivo e metterà un grosso punto interrogativo sulla crescita di tutti i settori giovanili di ogni società italiana. In secondo luogo da un lato si vedrà probabilmente chi ha seminato bene e per una stagione potrà ancora vivere di rendita sul lavoro precedentemente fatto, dall’altro saranno favorite quelle società che hanno budget già di loro modesti e che sono abituate a fare il massimo con ciò che hanno a disposizione. In questo senso credo che il Toro, il cui settore giovanile è di ottimo livello, ma non particolarmente ricco in investimenti, potrebbe patire un po’ meno questa difficoltà strutturale che tutti andranno ad affrontare quest’estate. Gli staff delle giovanili sono abituati a lavorare con lo stretto necessario e sapranno fare, anche in questo caso, di necessità virtù. È chiaro che ad esempio l’Under 18, categoria nata solo quest’anno e che rappresenta la base per la futura Primavera, ha palesato grossi limiti e pertanto non penso che sia possibile evitare di investire almeno in quell’ambito se non si vuole rischiare di avere una Primavera non all’altezza del campionato (e già quella di quest’anno ha faticato di più rispetto alle formazioni degli ultimi anni…). Poi, certo, il valore di un settore giovanile non si misura con i risultati, ma attraverso la crescita dei singoli e attraverso il numero di coloro che arrivano ad entrare tra i professionisti o, nel migliore dei casi, in Prima Squadra, però esiste sempre una certa correlazione tra la qualità generale dei gruppi e i risultati che ottengono coi pari età.

Il calcio cicala ora si lamenta e chiede aiuto

Un’altra mezza notizia che mi ha colpito riguarda la “data room” creata dal Torino con le relazioni inviate dagli osservatori su centinaia di profili di calciatori potenzialmente interessanti: in un momento in cui si parla di ridimensionamento dei fatturati di molte società, il cui primo effetto sarà quello di un mercato trasferimenti più dimesso in quanto a cifre spese, sono curioso di vedere quanto il lavoro di scouting fatto dalla nuova struttura messa in piedi da Bava saprà sorprenderci. Anche qui, in un contesto di budget più ridotti, sarà l’occhio e l’intuizione dei direttori sportivi a fare la differenza nella qualità degli innesti nelle varie rose. Credo che Bava, uomo cresciuto nel suo ruolo con una lunga e fruttuosa gavetta, sia a suo agio nel muoversi in un contesto così complicato e saprà dare il meglio per il Toro in un mercato che si prospetta difficile per tutti. La rosa della prima squadra va decisamente modificata ed integrata e questa sessione di mercato a mio parere dimostrerà il valore aggiunto che un direttore sportivo, poco “glamour” ma molto concreto come appunto è Bava, può portare.

È ovvio che tutti questi discorsi sono ancora troppo lontani dalle certezze che si avranno chissà quando, sia sul fatto che la stagione in corso potrà terminare o meno, sia sul come e quando comincerà quella 20\21.

Ma in tempi di quarantena ogni mezza notizia accende la curiosità e anche buttare un occhio a cosa succede attorno al Toro è un modo sano per recuperare, o cercare di conservare, qualche frammento di “normalità” nello sconvolgimento generale delle nostre vite: è tutto ciò che abbiamo al momento ed è ciò di cui dobbiamo accontentarci sperando che quest’anno bisesto cessi di essere così tanto funesto…

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