Toro a Parma per continuare a vincere

Toro a Parma per continuare a vincere

L’ editoriale di Gino Strippoli / I granata in campo al Tardini per confermare il carattere visto contro il Milan

di Gino Strippoli

Non ci sono molte spiegazioni e osservazioni da fare per il Toro che affronterà oggi il Parma. Infatti dopo la vittoria bella – ma sofferta – contro il Milan, i granata vogliono confermarsi al Tardini e mostrare il loro carattere, arrabbiato e grintoso, visto giovedì scorso. Una prestazione vista nel secondo tempo che ha dimostrato quanto Belotti e compagni hanno le qualità per far bene a patto che la concentrazione in campo sia sempre al massimo e soprattutto dal primo minuto. Inutile nascondere che nel primo tempo la squadra di Mazzarri contro i ‘diavoli’ ha sofferto le pene dell’ inferno, rischiando di capitolare con un passivo estremamente negativo. Invece un po’ l’imprecisione degli uomini di Giampaolo e un po’ la grande prova di Sirigu hanno permesso al Toro di presentarsi poi nel secondo tempo con il piglio giusto andando a far la partita e vincerla. Oggi contro una squadra ben costruita con giocatori di esperienza come l’ex Darmian, Bruno Alves, Gervinho e Kucka non si può pensare di regalare un tempo perché non sempre le rimonte possono riuscire. Ecco perché il Toro dovrà entrare con il piglio giusto, con la giusta grinta e tanto pressing sin dal fischio d’inizio dell’arbitro. Soprattutto con un Belotti in formissima e uno Zaza sempre voglioso e sempre indomito occorrerà cercar di costruire palle importanti per i due attaccanti.

Se giocherà Verdi, il numero 24 granata, dovrà cercare di essere più incisivo e preciso nei servizi e nei cross, cosa poco avvenuta contro il Milan. Il ragazzo ha davvero enormi qualità e sicuramente contro il Parma si riscatterà se giocherà subito o a partita in corso. Inutile confermare che in questo Toro sta diventando indispensabile l’ argentino Ansaldi che tecnicamente è un valore aggiunto per il gioco granata non solo sulle fasce ma anche per l’ intera mediana. In difesa oggi come oggi Lyanco non è proponibile al centro della retroguardia: i suoi errori contro il Milan sono stati gravi e potevano davvero mettere ko il Toro. Il rientro di Nkoulou sarebbe l’ ideale per restituire quell’ equilibrio per tutta l’ asse difensiva granata.il Toro nel suo arco ha ancora delle frecce importanti che possono dare il loro apporto ben presto come Falque e Lukic. Vedremo se saranno disponibili per la partita di oggi.
Il Parma è squadra che gioca molto sulle ripartenza facendo valere la velocità di Gervinho ma anche sottorete con Inglese sa farsi valere, per cui i tre difensori granata dovranno davvero stare sempre molto attenti, così come la mediana granata dovrà aggredire il portatore di palla parmense Hernani, se giocherà, e cercar di arginare una vecchia volpe come Kucka. I maggiori pericoli per il Toro saranno comunque legati ai contropiede della squadra di D’Aversa per cui occhio a scoprirsi troppo.

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  1. suoladicane - 2 settimane fa

    Meite:
    rappresenta il problema del centrocampo in generale e della tattica del mister in particolare
    1. centrocampo: in rosa 4 giocatori per 3 ruoli, probabilità di giocare sempre o quasi sempre molto alta (squalifiche, infortuni ecc…) se si gioca con il centrocampo a 5 a 4 ed anche a 3.
    2. tattica: il gioco del mister prevede giocatori molto forti (o in parvenza forti) e disciplinati tecnicamente cioè che rischino zero; ed infatti il primo Meite dello scorso anno tentava spesso il dribbling ed il passaggio filtrante, poi assimilata la cura del testadighisa, dribbling zero e solo più passaggi indietro ed al massimo laterali (e questo lo fanno tutti i nostri centrocampisti escluso a tratti forse Lukic) ed infatti se vedete il ns schema tipico non è che preveda tutta sta varietà/qualità dai centrocampisti: il centrale di difesa passa al difensore di dx (o sx è indifferente) che passa alla mezzala, che passa all’esterno o se questo è coperto di nuovo al difensore che intanto è salito di qualche metro e così via; con un tic toc che va avanti fino a che uno degli esterni di centrocampo (per lo più lollo) non arriva almeno alla trequarti e di li fa un traversone (come si diceva una volta), che fatto da li a difesa ormai schierata o è preda dei difensori o del portiere; questo tipo di gioco è assai prevedibile e facile da contrastare se non hai alternative di gioco al centro o non hai giocatori che dalla metà campo in avanti ti creino la superiorità numerica saltando gli avversari;la situazione migliora un poco (ma sembra un altra squadra) quando c’è Ansaldi che crea la superiorità numerica sulla trequarti, ma se osservate bene, anche lui quasi sempre crossa rientrando sul dx, quasi mai andando sul fondo sul sx; e non mi ricordo che abbia appoggiato ad un centrocampista verso il vertice dell’area o verso il centro area, semplicemente perchè compagni a ricevere in quei frangenti non ce ne sono; così come non ci sono centrocampisti o difensori che prendono la ribattuta della difesa avversaria e calciano verso la porta quest’anno non l’ho mai visto fare da WH in poi, e questo è un altro limite grosso.

    quindi è vero tutto quello che dice il mister sull’intensità e la concentrazione, ma se non hai qualità oppure l’hai ma non la alleni o se alla qualità prediligi i muscoli
    ed il compitino, in serie A non vai oltre il 7^ o 8^ posto

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  2. Toro Forever - 2 settimane fa

    Parliamo di Meite. Dopo la bocciatura con la Sampdoria, non ha giocato contro il Milan e da allora non si è più letta una riga sulla questione. Nessuna domanda, al riguardo, a Mazzarri in conferenza stampa. Questo perché non è ritenuto da nessuno, e ripeto da nessuno, un giocatore importante. Se queste sono le valutazioni generali, quali indicazioni dovremmo trarre sulla qualità del nostro centrocampo? Affidarci esclusivamente a Baselli che è sì un buon giocatore ma nulla più? Ordinato e volenteroso, ma “non prende l’occhio” e “crea” pochissimo? Per fortuna abbiamo due certezze. Sirigu e Belotti. Quello che succederà in mezzo, tra le loro posizioni, lo si vedrà di volta in volta. Sperando tutte le volte. Non siamo una Grande Squadra, ma mettiamoci sempre almeno grinta e tenacia. La partita con il Lecce fa ancora “male”.

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    1. PrivilegioGranata - 2 settimane fa

      Giocando col 3-4-3 o col 3-4-2-1 il problema qualitativo del centrocampo viene aggirato. Si schierano Rincon e uno tra Lukic e Baselli, e il gioco passa sugli esterni.

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      1. Toro Forever - 2 settimane fa

        Sono d’accordo. Oltretutto Lukic è un giocatore che a me piace moltissimo. Resta però il fatto che Meite rimane un oggetto misterioso, dal ruolo indefinito e dal carattere altalenante. Una bella delusione comunque.

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      2. Mimmo75 - 2 settimane fa

        Il 3421 visto a inizio stagione, in realtà, passavo molto per vie centrali e in verticale, con gli esterni che diventavano via alternativa e non più prioritaria come avviene nel 352 o 3412 visti dall’infortunio di Iago in poi.

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    2. Bischero - 2 settimane fa

      Per me il giocatore é importante. Il fatto che sia rimasto fuori non vuol dire nulla. Perché se uno sta fuori vuol dire che non é in condizione e cé un altro della rosa che da più garanzie al momento. Se moltissimi giocatori erano o sono imballati non possiamo aspettarci brillantezza da un centrocampista armadio di quasi 1.9 metri e 90kg di muscoli. Se a questo aggiungi che ha giocato con la doria da mezzala cosa che a mio avviso non gli compete il risultato é la panchina. Ma sono sicuro che meité che ha molti limiti mentali si riprenderà il suo posto vicino a rincon. Anche perché stiamo entrando nel periodo di involuzione di baselli(felice di essere smentito ma storicamente dopo 8/10 gare sparisce.). quindi forza ragazzi a prescindere da chi giocherà.

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  3. granata - 2 settimane fa

    Caro Strippoli, il problema principale del Toro si chiama “gioco” e cioè manovra fluida e razionale, che si ottiene solo con un modulo rodato e, quindi, con uomini giusti. Oggi quel modulo e certe scelte degli interpreti lasciano un po’ a desiderare. Mazzari tentenna, inizia mostrabdo massima prudenza (il top col Lecce), poi, quando le cose si mettono male, stravolge l’ ipostazione iniziale. La squadra va a fiammate. Credo che invece debba puntare con convinzione a una soluzione, basandosi, secondo me, sulla coppia d’ attacco Belotti-Zaza, potente, grintosa, magari un po’ arruffona (soprattutto in Zaza), ma temibile per le difese avversarie. Alle sue spalle ci dovrebbe essere un centrocampo capace di sfruttarne le potenzialità con cross e lanci precisi. E oggi è l’ aspetto più carente. Lo si è visto anche col Milan (sul cui valore non mi dilungo, chi ha visto la partita contro la Fiorentina se n’è reso conto). Purtroppo a centrocampo manca un uomo di classe e tecnica, un punto di riferimento per i compagni, una sorta di Liajic, sottovalutato da Mazzarri, così come Soriano, che ora tenta di adattare nel ruolo di trequartista giocatori (Verdi e Iago falque) che trequartisti non sono. In difesa il rientro di ‘Nkoulou potrebbe ridare sicurezze smarrite. Secondo me, Mazzarri potrebbe provare (ma credendoci e rischiando fino in fondo) a schierare tutti e quattro insieme (da ds a sin) Iago Falque, Zaza, Belotti, Verdi, in una squadra dal forte potenziale offensivo, sacrificando uno dei tre centrali di difesa (anche perchè gli avversari quasi sempre giocano al massimo con due punte) e facendo giocare più bassi i due terzini, con sovrapposizioni sulle fasce con Iago Falque a ds e Verdi a sin. Un sorta di 4-3-3 o 4-4-2, se vogliamo “dare i numeri” come piace molto al giorno d’ oggi. Lo so che per Mazzarri è quasi una bestemmia, ma allora per l’ ennesima volta la campagna acquisti ci ha portato solo dei rincalzi, e per di più costosi.

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    1. GlennGould - 2 settimane fa

      Ciao @granata. Ipotesi interessante, la tua; due centrali, scalare gli esterni difensivi e schierare i 4 la davanti.
      Ma credo sia una soluzione che con Mazzarri non vedremo mai.
      Perlomeno, mai dall’inizio.

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    2. PrivilegioGranata - 2 settimane fa

      Il tuo è un 4-2-4 sicuramente ad alto potenziale offensivo, ma altrettanto sicuramente foriero di gol da parte degli avversari.
      E’ lo schema che usava Ventura in serie B e il primo anno in A, salvo ripiegare su un più sicuro 3-5-2 già sul finire del campionato.
      Io preferirei che provasse finalmente il 3-4-2-1 che aveva impostato nel ritiro estivo, e che per mille ragioni (infortuni, rientri tardivi dei nazionali, ritardi di preparazione) non ha ancora potuto schierare efficacemente.

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      1. granata - 2 settimane fa

        Scusa Privilergiogranata, tu lo definisci un 4-2-4 io preferisco chiamarlo 4-3-3 perchè non considero Iago Falque un esternodi attacco, ma un esterno di centrocampo. Ho più volte contestato chi sciveva che il Toro giocava col 4-3-3 perchè schierava Berenguer e Iago Falque a sostegno di Belotti e infatti in campo si vedeva chiaramente che i due esterni partivano da dietro e che Belotti era solo, isolato in avanti.

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        1. PrivilegioGranata - 2 settimane fa

          3-4-2-1, questa è la formazione con Falque e Berenguer dietro al Gallo

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    3. suoladicane - 2 settimane fa

      riguardo al gioco la penso come, latita!
      il mister ha poche idee e confuse, ed infatti non utilizza i suoi secondo le loro naturali caratteristiche, ma li adatta nell’errata convinzione che tutti se sono buoni dove li metti giocano; invece dove li metti fanno il compitino, a meno che non siano campioni, ed ecco la risposta a chi si domanda il perchè Berenguer giochi così spesso: giocatore mediocre che svolge il compitino tattico assegnato dal mister….
      riguardo la formazione giocherei sempre con tre punte davanti, Verdi a sx il Gallo in centro e Jago a dx; centrocampo a tre o 4, in difesa a 4 od a tre; ci vuole più
      coraggio, altrimenti con questa balla dell’equilibrio se va di chiappa pareggi (quanti lo scorso anno? mi pare 14), se va male perdi (e vedi quest’anno Lecce e ciclisti)
      SFT

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