Toro, contro il Napoli riscatto o crisi

Toro, contro il Napoli riscatto o crisi

Occhi Sgranata / Torna la rubrica di Vincenzo Chiarizia: “Ho sempre difeso il tecnico granata, ma quest’anno sta avendo delle difficoltà”

di Vincenzo Chiarizia

Appena dopo il triplice fischio di Parma-Torino sono stato preso da uno sconforto totale. A caldo ho pensato che anche quella di quest’anno sarà la classica stagione né carne né pesce che non ci darà nessuna soddisfazione. Ho riflettuto che l’era Cairo è cominciata quando avevo 22 anni, e oggi a 36 anni suonati mi rendo conto che negli anni più belli da dedicare al Toro, ho ricevuto solo cocenti delusioni dettate da false speranze. Ho pensato che purtroppo gioire di aver fatto il record di punti fatti nella propria gestione 63 punti, mancando però, sicuramente clamorosamente, l’accesso diretto in Europa League, sia un ragionamento da perdenti. E’ come se una squadra che perde 7-6 una gara, riesca a gioire di aver fatto il record di gol fatti in 90 minuti, senza minimamente considerare che quei 6 gol non hanno portato a niente.

E allora ecco da cosa nasce la mia diffidenza sull’operato societario. Sicuramente una condotta simile ci farà campare altri cent’anni, ma difficilmente potremo vedere il Toro sollevare un trofeo. Dovrei farmelo bastare? Sinceramente a me non basta. La partita di Parma è stata l’emblema della situazione del Toro. I granata hanno mostrato i loro limiti, alcuni aggravati dalla difesa passata dall’essere rocciosa nella passata stagione al colabrodo di quest’anno nell’arco di pochi mesi. Nkoulou e le sue paturnie dovute sicuramente ad un suo lato opportunistico del giocatore, ma gonfiato anche da comportamenti societari, hanno indotto il giocatore ad assumere determinati comportamenti e domenica, al rientro, è stato tra i peggiori in campo. Anche Izzo è stato irriconoscibile. Nel primo tempo però nonostante tutto, nonostante Bremer, il Toro la gara l’ha riacciuffata con Ansaldi che sul lato destro era letteralmente incontenibile.

Il “Gallo” si carica il Toro sulle spalle per la gioia di tutti

Siamo riusciti a pareggiare, ma siamo stati polli a non sapere gestire la punizione a fine primo tempo e a beccare il gol del pareggio. Nella ripresa poi la mancanza di lucidità l’ha mostrata purtroppo Mazzarri. Il tecnico granata ha tenuto in campo Aina e ha fatto entrare Laxalt al posto di Verdi, un cambio che sinceramente non ho compreso. L’ex Bologna oltre all’assist ha dato l’impressione di poter fare da un momento all’altro la giocata giusta ed invece l’ha tolto per tenere in campo Ola Aina che in tutta la gara, purtroppo, non ha azzeccato una giocata. Perché Aina gode di tutto questo credito e Bonifazi, ad esempio, sta pagando più di tutti la battuta d’arresto contro il Lecce? Quella contro i giallorossi sembra sia stata principalmente colpa sua, quando ad esempio Bonifazi io l’avrei schierato al posto di Bremer dall’inizio.

Mazzarri l’ho sempre difeso e gli ho sempre riconosciuto i meriti del finale di stagione scorsa, ma credo che quest’anno stia avendo delle difficoltà a gestire un gruppo che dà la sensazione di sapere che oltre una certa soglia non può andare. Ed ecco perciò le grane d’inizio stagione del Toro, con l’eliminazione dall’EL, l’ammutinamento di Nkoulou per la mancata cessione promessa, il Toro che parte a razzo dando l’illusione di avere nella continuità del gruppo la forza trascinante e di seguito gli zero punti ottenuti contro Lecce, Sampdoria e Parma e la sofferta vittoria contro il Milan, squadra forse più in crisi del Toro. Sì, io credo che i granata siano in crisi, credo che la gestione della società influisca notevolmente sul lavoro dell’allenatore e dei giocatori. Un aspetto che avevamo tralasciato perché ormai siamo abituati a digerire tutto, ma che di solito non è affatto normale, è che una società come il Toro, essendo impostata prettamente con il 3-5-2, abbia solo 4 giocatori centrali di centrocampo che sono Meité, Rincon, Baselli e Lukic più il jolly Ansaldi, che volendo può essere impiegato in quel ruolo. Quindi il Toro ha quattro giocatori più un ripiego che possono giocare in mezzo tra i tre di centrocampo, quando la normalità vorrebbe che il Toro avesse una rosa di almeno 22 elementi, potenzialmente tutti titolari. Invece l’approssimazione purtroppo regala rose incomplete che, quando le cose si mettono male, puntualmente non riescono a riscattarsi o non riescono a regalare una continuità di risultati.

Era difficile migliorare questo Toro?

Veramente il Toro sogna l’Europa con l’approssimazione? Se guardiamo la rosa granata, il sito ufficiale del Toro presenta 27 elementi con diversi giocatori che, a causa anche di una scarsa propensione di mister Mazzarri a dare fiducia ai giovani, come al contrario succede in campionati più competitivi del nostro come la Premier League, vedranno il campo con il binocolo. Rauti, Millico, Edera, Parigini e Singo sono calciatori che purtroppo sembra che possano solo sperare che gennaio arrivi presto, per trovarsi una sistemazione in cui possano essere valorizzati. Invece purtroppo per il Toro non si conosce il progetto di crescita intorno ai propri gioielli come ad esempio Millico. Come al solito e come ho spesso ripetuto, sarei contento di essere smentito e di vedere già domenica un Toro lucido che gioca con convinzione, che giochi a calcio e in maniera concentrata e che punti su tutti gli elementi della rosa perché sono parte integrante del progetto.

Il Napoli tra l’altro arriva da un momento complicato. Sebbene Mertens sembra essere tornato quello implacabile di due anni fa, la difesa partenopea sarà a pezzi. Manolas non sarà al top, Koulibaly squalificato, Maksimovic ko e anche Mario Rui salterà il match del grande Torino. Ancelotti dovrà adattare qualcuno (Luperto?) a centrale di difesa con Manolas chiamato a stringere i denti. Per qualunque squadra questa situazione dovrebbe essere quella ottimale per cercare di azzannare l’avversario. Vedremo quali rimedi troverà Mazzarri e vedremo se avrà un po’ più di coraggio, magari schierando un tridente Falque-Belotti-Verdi. Certamente alle 18.00 il Toro sarà chiamato ad un match delicato da dentro o fuori. Vincere contro il Napoli potrebbe regalare nuova fiducia alla squadra, utile a ricompattarsi. Perdere potrebbe avere conseguenze disastrose. Come uscirne? Giocando alla morte “ora e per sempre” tutte le partite.

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  1. Mimmo75 - 2 settimane fa

    Il tempo dimostrerà che questo periodo poco brillante è figlio del cambio di programma in corsa per il ripescaggio in EL. Quando sballi il ritiro (e noi siamo stati costretto a farlo puntando tutto su una condizione brillante nel breve piuttosto che a una crescita graduale nel corse dell’anno) tutto si complica. La squadra ha lavorato sul fondo a campionato iniziato. Mazzarri ha già spiegato che la rosa non ha una condizione di forma omogenea e questo ne condiziona il rendimento reparto per reparto e nel suo insieme. Ritiro anticipato, rientri dalle nazionali scaglionati, infortuni (Djidji, Lyanco, Ansaldi, Iago), mercato last minute (Verdi e Laxalt), querelle N’Kulou, alcuni giocatori conseguentemente spremuti (DeSi, Baselli, Izzo, Belotti)… sono e sono stati questi i problemi alla base di questo momento del Toro. Riprenderemo a correre alla grande. Nel frattempo si può scegliere se contestare e ammorbare l’ambiente con depressione e critiche strampalate oppure sostenere chi per questa maglia, pur sbagliando a volte, da sempre tutto e anche di più. Io dico solo Forza Toro, questo Toro, così com’è!

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    1. Toro Forever - 2 settimane fa

      Anche io ho sempre tifato il Toro così com’è sempre stato. Se tornassimo però ad essere quello che non siamo più, da troppi anni, sarei ancora più contento. Sbaglio? Ammorbo? Se le critiche sono sempre e solo percepite come negative, allora è meglio non parlare al “manovratore”. Non recepira’ nessuno stimolo e continuerà con il suo “passo”. Pazienza. Tutti contenti. FVCG.

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  2. pupi - 2 settimane fa

    Rosa da settimo posto se va al massimo. Avere una rosa migliore con i ricavi del Toro è possibile solo se hai uno come Tare o chi per lui, oppure qualcuno che ti trovi De Paul a 3 milioni o Fofana a 3,8.
    La verità invece è che stiamo spendendo a random (per non usare un altro termine) risorse in modo assurdo, con Niang pensavo di aver toccato il fondo a livello di rapporto qualità-prezzo, poi invece è arrivato Zaza. E se non hai chi ti trova giovani di valore assoluto prima che arrivino gli altri si fa dura perché il mercato ora è una carneficina dove per un calciatore di medio-basso livello come Verdi ti sparano 50 miliardi di lire. Eloquente stupidaggine.

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  3. Héctor Belascoarán - 2 settimane fa

    Se ragiono sull’ultima partita giocata con il Napoli e da quell’equazione sottraggono la gran giornata di Sirigu e quella fortuna sfacciata su tutti gli episodi nella nostra area di rigore, mi rimane un incubo nel perfetto stile dell’era Miha.
    Fortuna che il calcio non è una scienza esatta. 🙂

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  4. luna - 2 settimane fa

    Motivi del regresso:

    1 LA DIFESA
    Djigji Bremer Izzo non valgono
    Moretti NKoulou Izzo.
    Dobbiamo recuperare mentalmente NKoulou e sperare al più presto di ritrovare lo stato di forma di Izzo dello scorso anno.
    2 CENTROCAMPO
    Recuperare Lukic, considerare Ansaldi, Laxalt e Verdi imprescindibili.
    3 ATTACCO
    Belotti fuori solo se con le stampelle.
    4 ALLENATORE
    Scelte giuste nelle sostituzioni. Il resto dei componenti impiegati in base alle squadre che si affrontano e non in base ai moduli di Mazzarri.
    Abbiamo una tale varietà di caratteristiche dei singoli che durante la partita possiamo assumere scariati moduli di gioco, invece risultiamo ancora troppo prevedibili.
    Le condizioni atletiche generali miglioreranno presto, nel frattempo non possiamo continuare a buttare via punti che condizioneranno psicologicamente la fine campionato.
    Viste la condizioni precarie della difesa del Napoli, inversamente proporzionali all’attacco, copriamoci e ripartiamo con velocità e fantasia.

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  5. Hic Sunt Leones 61 (A.C. TORINO) - 2 settimane fa

    Con il Napoli faremo la solita bella partita che facciamo con le grandi. Perche siamo solo capaci a giocare quando non c’e’ da impostare. Quando dobbiamo fare noi il gioco, con le “piccole” ecco che viene fuori il gioco di Mazzarri…

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  6. Maurygranata - 2 settimane fa

    Io resto dell’idea che perdere col Napoli ci può anche stare, non senza giocarsela pero’… Forza Toro Sempre!

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  7. Tor zone - 2 settimane fa

    Analisi che non mi trova d’accordo su nulla.
    Ragionamenti da tifoso a cui piace vincere facile e che di fronte alle frustrazioni spara su tutto/i: presidente allenatori giocatori scelte giovani rosa….
    Quello che osservo io invece è che il famigerato salto di qualità non avviene perché la squadra si trova al guado tra l’atteggiamento di una provinciale di lusso che dà fastidio a chiunque (quello che ha pagato la scorsa stagione) e la smania di dimostrare di essere sul livello delle prime sei.
    Cosa che secondo me è realtà, ma con Parma e Sampdoria hai si dimostrato di essere ben più attrezzato e organizzato per poi perdere per un episodio. Quando si dice attenzione ai dettagli, vuol dire avere una tensione agonistica e una concentrazione costanti per 95 minuti. E invece fai un bel pressing, fai la partita e però non vinci, perché l’avversario pur inferiore ha retto l’urto e ha ottimizzato le sue occasioni.
    Che è quello che abbiamo fatto contro Atalanta e Milan, andato in crisi dopo la sconfitta col toro (avesse vinto cambiava il vento).
    Il tifoso vero sa che col Napoli sarà dura, ma tifa fino alla morte e non lascia la squadra mai! Altro che crisi!
    Il campionato è appena all’inizio. Forza toro.

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    1. Il_Principe_della_Zolla - 2 settimane fa

      Solo per capire: secondo te con Parma e Sampdoria noi abbiamo perso per gli episodi? Personalmente, resto allibito di fronte a considerazioni simili.

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  8. uiltucs.pesar_12159015 - 2 settimane fa

    Continuo a credere che sia solo un problema fisico che si risolverà dopo la sosta: da lì comincerà il nostro campionato!

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  9. user-13967438 - 2 settimane fa

    Siamo alle solite… più o meno da sempre l’eterna illusione che arrivi la partita della svolta.
    Non siamo competitivi, su… come del resto non credo mai di vedere il Toro competitivo nel resto della mia vita.
    Se il modo di fare è quello della bellezza della imperfezione dell’incompiuta, siamo i migliori da quindici anni in qua.
    Ed ecco il dilemma secolare, la vexata quæstio del presente granata: ci si accontenta di quel che passa il convento o sommessamente si prova a reclamare di essere vincenti come scritto nel DNA e nella storia del Toro?
    Io da tifoso vorrei il Toro vincente, l’ultimo oggetto che ho visto vincere è una merdosa coppa Italia, ma so perfettamente che mi illudo che l’acqua calda diventi brodo da sola… anzi, fin troppo così, per come viene tirata avanti la baracca.
    Papillon

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  10. Il_Principe_della_Zolla - 2 settimane fa

    Vincenzo Chiarizia fa la diagnosi giusta e la prognosi sbagliata. Pecca di speranza ad oltranza, malattia indotta dai tre lustri cairoti, l’Era della Mediocrità Istituzionalizzata. La squadra è già in crisi, gioca male e ottiene forse addirittura di più di quello che merita. Il tecnico è una brava persona, un grande e onesto lavoratore. E basta. La società non ha ambizioni, né obiettivi. Sta lì, freagiandosi di un nome e di una tradizione che non merita. Amorfa, banale.
    La partita di domenica è dall’esito scontato, come la stagione, come il futuro. A meno che non intervenga una grande scopa in grado di far pulizia, dare aria alle stanze e prospettive a una tifoseria che merita molto di più.

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  11. ToroScatenato - 2 settimane fa

    Ormai la nebbia sta alzandosi e sparendo completamente e l’orizzonte si sta rischiarando: ci sono voluti ben 16 anni per comprendere in che mani siamo finiti e che è molto più onorevole lottare per salvarsi con una Squadra fatta di Giovani e di giocatori di animo, voglia, volontà, grinta, insomma giocatori da Toro, piuttosto che vivere nella mediocrità e nell’anonimato, a metà classifica di serie A, senza uno scopo e un obiettivo sportivi, contribuendo a regalare immagine e quattrini ad un imprenditore senza scrupoli, che fa affari continuamente con la controparte zebrata e che usa il Toro per suo lucro personale.

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  12. libertarianbull - 2 settimane fa

    Beh, anche io penso che se non vinciamo con il Napoli, o almeno se non facciamo una gran partita, sarà crisi…ho sinceramente molta paura perchè sto vedendo molte cose che non vanno, a tutti i livelli…spero di sbagliarmi…FVCG SEMPRE

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