Lavorare per il futuro

PreparaToro / Nono appuntamento con la rubrica del prof. Marcello Tirrito, che analizza le vicende del Torino con l’occhio del preparatore atletico

di Marcello Tirrito

Per il Torino contro il Genoa è arrivato un ennesimo pareggio, nell’ennesima gara all’insegna di un impercettibile miglioramento. Su 95 minuti totali giocati, di cui quasi 50 sono stati quelli di gioco effettivo, il nostro Toro ha effettuato una gara senza mai rendersi pericoloso. Per tutto il primo tempo ahimè, azioni da goal non ne abbiamo viste (eccezion fatta per un’occasione che Belotti si è creato da solo rubando palla), nonostante in generale la squadra abbia trascorso più tempo nella metà campo avversaria, stando ai dati Lega Serie A. Ma se guardiamo i km prodotti dal Toro sono 108,092, a paragone con i km percorsi dal Genoa che risultano essere 111,302. Prendendo in esame il dato del Toro, notiamo un leggero miglioramento nella corsa prodotta, in quanto per tutto il girone di andata abbiamo fatto fatica a vedere la squadra produrre distanze superiori ai 105 km complessivi. Ciò significa che si è sulla strada giusta per un miglioramento della performance atletica. Tuttavia, vi è ancora un divario da colmare.

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Giustamente il mister Davide Nicola, afferma che non è importante quanto corri, ma come corri. Tuttavia, la logica lapalissiana vuole, banalmente, che più corri più puoi produrre azioni. Tornando all’affermazione del mister riguardo alla qualità della corsa, sarebbe stato interessante notare cambi di direzione continui, colpi di testa, pressione continua ai portatori palla del Genoa, accelerazioni, decelerazioni e nuovamente accelerazioni. Questo significa qualità di corsa nel calcio!

La performance sportiva passa attraverso applicazioni della forza, e di conseguenza possiamo quantificare i valori delle transizioni in campo, con qualche risultato in più. Faccio un esempio semplice, la potenza muscolare di Singo è davvero notevole, lui sprigiona la sua massima capacità di accelerazione e forza se lanciato sulla fascia, perciò, affinché possa esprimere corsa di qualità, deve poter avere spazi da sfruttare. Ogni nostro giocatore dovrebbe poter esprimere corsa di qualità per le richieste specifiche del suo ruolo.

TURIN, ITALY – FEBRUARY 13: Cristian Ansaldi of Torino FC battles for possession with Davide Zappacosta of Genoa during the Serie A match between Torino FC and Genoa CFC at Stadio Olimpico di Torino on February 13, 2021 in Turin, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Vogliamo un Toro che recupera palloni su palloni, che abbia la forza atletica di poter effettuare una forte accelerazione, recuperare ed immediatamente scattare, lungo la fascia, oppure in profondità dopo scambi che lanciano le nostre punte verso la porta. Questi sono tutti parametri della qualità della corsa, e sono tutti indicatori di performance da migliorare.

Il “come” si corre è figlio di una serie di abilità motorie da costruire in allenamento. Albert Einstein disse: “Ognuno di noi è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido”. Questo per dire che è sbagliato chiedere a tutti i calciatori di allenarsi nello stesso modo. Quanti atleti si immedesimano in un pesce, nuotando controcorrente in campo, senza mai scoprire le proprie capacità, credendo di essere stupido od inutile.

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Chiamo, dunque a riflettere sullo sviluppo delle capacità atletiche individualizzate. Alcune tecniche di miglioramento atletico sono sorpassate e sopravvissute per troppo tempo. Vogliamo degli atleti in campo pronti per affrontare il futuro o che rimangano legati al passato? Lavorare per tirare fuori il meglio da ciascun calciatore/atleta, questo dovrebbe essere l’obbiettivo, senza target standardizzati. Certo che è importante curare per ogni giocatore la resistenza, la capacità di resistere agli sforzi continui, ma non più di altre capacità che possono essere manifestate attraverso un allenamento personalizzato ad altissima intensità. Questo è il mondo in cui credo, dove i pesci non sono costretti ad arrampicarsi sugli alberi.


Preparatore atletico professionista torinese e allenatore di calcio con patentino Uefa B con un’esperienza ventennale da personal trainer, specializzato in riatletizzazione e allenamenti funzionali, ho lavorato fino al giugno 2020 nel settore giovanile del Torino FC.

Attraverso le sue rubriche, grazie al lavoro di qualificati opinionisti, Toro News offre ai propri lettori spunti di riflessione ed approfondimenti di carattere indipendente sul Torino e non solo.

11 Commenta qui

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  1. Mimmo75 #prexit - 2 settimane fa

    Sarà solo la mia impressione e magari è anche sbagliata, ma in questo articolo mi pare di leggere tra le righe una critica pesante verso i preparatori atletici che hanno seguito il Toro in questa stagione. Se non è una critica allora non capisco il senso di gran parte dell’articolo.

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    1. Mazz - 2 settimane fa

      Delle due l’una, o ha informazioni precise sul lavoro che stanno facendo, e allora è una critica, oppure non è informato e allora è un articolo, superficiale. Essendo lui un professionista spero non sia la prima che hai detto.

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      1. Mimmo75 #prexit - 2 settimane fa

        In realtà intendo dire che a un certo punto l’articolo inizia ad assumere le sembianze di un trattato scientifico, soffermandosi sugli auspici del redattore. Che c’entra in questo contesto? Se invece il tutto rientra nell’analisi della preparazione del Toro allora ecco assume la connotazione di una critica bella e buona e cioè la denuncia del fatto che ai giocatori (pesci) si chiede di fare ciò che non è nelle loro corde (arrampicarsi sugli alberi). Il fatto è che questa rubrica continua ad essere difficilmente comprensibile, sia nell’esposizione che nei contenuti. Non è la prima volta che termino la lettura senza aver capito dove vuole andare a parare l’articolo. Un po come quando guardi film da cinema d’essai: all’improvviso finiscono e tu sei li a fissare lo schermo come un ebete cercando di capire il senso di quel che hai visto, chiedendoti se ti è sfuggito qualche passaggio fondamentale che ti ha reso incomprensibile tutto il resto del film. Ma forse sono io troppo terra terra.

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  2. Guevara2019 - 2 settimane fa

    Mi auguro che Nicola migliori il centrocampo dopo aver migliorato la difesa, punto su Mandragora e Baselli, vedo poco altro,il tempo stringe non c’è molto tempo.
    L’altra scommessa è Sanabria, se decollerà ci sono buone chances.

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  3. eurotoro - 2 settimane fa

    secondo me la squadra che fa piu chilometri e’ quella piu scarsa dove i giocatori si affannano a rincorrere…il barcellona di guardiola forse non arrivava neanche a 50 km. complessivi visto ed appurato che a correre era solo la palla…il calcio e l’atletica leggera sono due sport diversi…quel barcellona x me restera’ nella storia come la massima espressione del gioco del calcio.

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    1. VM8 - 2 settimane fa

      Questa è una vaccata perdonami.. Xavi correva anche 11/12 km a partita, esempio…

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      1. Mazz - 2 settimane fa

        Infatti, in quella squadra correvano tutti come matti. Erano ovunque. Recuperavano palla immediatamente e ripartivano.

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  4. bordeauxgranata - 2 settimane fa

    La poca lucidità sotto porta denota una scarsa preparazione atletica o un dispendio inutile di energie, difatti il capitano quando arriva al dunque calcia sempre molto male.
    Parlo di lui perché é l unico che tira, che sia chiaro.

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    1. eurotoro - 2 settimane fa

      il gallo se non gli metti 2 ali ai fianchi(come fece sinisa) tendera’ sempre ad allargarsi e sfiancarsi…a questo punto lo utilizzerei come ala sx con verdi a dx e zaza al centro…ma il 433 e’ vietato qui a torino…amen

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      1. eurotoro - 2 settimane fa

        …che poi visto il verdi attuale direi piu singo ala destra! certo che un 433 con belotti e singo ali sarebbe un bel strapotere fisico e zaza al centro leggero non e’..anzi

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        1. Mazz - 2 settimane fa

          Singo è potente, ma ha bisogno di tanto spazio, per i cross, forse Vojvoda è meglio.

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