Toro: che il bagno di umiltà non sia fine a sè stesso

Toro: che il bagno di umiltà non sia fine a sè stesso

Saldature / Torna su TN la rubrica del nostro Beppe Pagliano: qualcuno ha ancora la forza di credere alle promesse  della società?

di Beppe Pagliano

E rieccoci qua, come promesso alla redazione di ToroNews, passato il periodo sabbatico in cui ero impegnato in questioni personali, eccomi tornare a parlare della nostra squadra dopo circa un anno.

Innanzi tutto ricapitoliamo quello che è successo in questo anno: ci eravamo lasciati a novembre 2013 dopo la sconfitta di Cagliari, in un momento in cui la squadra traballava e teneva banco la possibile cessione di D’Ambrosio, che poi a gennaio venne puntualmente ceduto all’Inter.

Quello che è successo poi lo sappiamo tutti, il Toro trascinato da Cerci ed Immobile riuscì a risalire la classifica fino a sfiorare la qualificazione in Europa League, sfuggita solo a causa del rigore fallito al 93′ da Cerci a Firenze all’ultima giornata di campionato, ennesima delusione della nostra storia recente, come dimenticare infatti le lacrime di Cerci e di molti di noi in quella calda serata primaverile.

L’estate ci portò comunque in dono la qualificazione europea a causa dei problemi finanziari del Parma che ci aveva superato in classifica all’ultima giornata, ma noi sappiamo che il tifo vive di emozioni e di gioie, quelle che purtroppo non abbiamo potuto vivere sul campo in quella serata di maggio.

Durante il mercato estivo Immobile parte alla volta di Dortmund e in molti di noi cresce la speranza che la sua cessione serva per trattenere Cerci e magari ingaggiare altri giovani di belle speranze.

La nuova stagione inizia a fine luglio con i preliminari di Europa League, i nostri avversari sono dei volenterosi ragazzi svedesi che vengono sconfitti per 3 a 0 in terra scandinava, al ritorno a Torino a ridosso di Ferragosto, lo stadio è strapieno e si respira entusiasmo e ottimismo come non succedeva da anni, il mercato da parte della società sembra aver preso una piega positiva con l’innesto di giovani interessanti e di giocatori di esperienza, su tutti Quagliarellla e Nocerino, l’acquisto di Quagliarella a dir la verità non è totalmente condiviso dalla tifoseria intera in quanto proveniente dalla Juventus, ma si accetta in virtù del fatto, come ci viene spiegato, che il calcio è cambiato: il calcio sarà pur cambiato, ma molti di noi ancora non lo sono!

Durante gli ultimi giorni di mercato succede quello che si temeva, e che ricorda quello che fece Borsano con Lentini, Cerci viene ceduto all’Atletico Madrid ed al suo posto arriva Amauri, altro ex gobbo, con l’aggravante di avere 34 anni sul groppone!

Per vecchi talebani del tifo come il sottoscritto questa è la goccia che fa traboccare il vaso, le giustificazioni di società e allenatore non riescono a convincerci, anzi non fanno altro che alimentare in noi la consapevolezza che questa società nulla ha in comune con la nostra idea di Toro!

Altri tifosi al contrario, trovano la forza di credere alle ragioni di stato imposte da un presidente che cerca in tutti i modi di screditare i giocatori ceduti indicando loro come gli unici colpevoli, essendo, a suo giudizio, attratti da ingaggi milionari, sicuramente lo saranno, ma se non esiste un progetto e la volontà di riportare il Toro dove la Storia impone si rimarrà sempre in un contesto più che modesto e nessun giocatore che si elevi dalla mediocrità rimarrà mai al Toro!

Il campionato inizia e la squadra balbetta soprattutto l’attacco è chiaramente il reparto più debole, ma il nostro allenatore ci dice di avere pazienza, rincarando la dose verso i contestatori, affermando, che dopo due mesi saranno costretti a chiedergli scusa!
Ebbene i due mesi sono passati, ed una settimana fa il Toro in Europa League ha subito una delle più cocenti sconfitte delle sua storia, in quel di Helsinki contro una formazione che in Italia vivacchierebbe nella nostra Lega Pro, ebbene giovedì scorso è stato lo stesso Ventura a dover chiedere scusa ai tifosi per la vergognosa prova offerta dalla sua squadra!

Tre giorni dopo a Roma ci si attendeva una prova d’orgoglio da parte della formazione granata contro i giallorossi, non era così importante il risultato, ma la prestazione sì. Ebbene, i nostri giocatori si sono limitati a svolgere diligentemente il loro compitino, venendo sconfitti per 3 a 0 senza appello, ma cosa molto grave, senza dimostrare un minimo di cuore!

Questo è il quadro che abbiamo davanti agli occhi, so che molti di voi mi attaccheranno dandomi del disfattista o mi consiglieranno di interessarmi ad altro, ebbene io vorrei interessarmi ad altro, ma il Toro fa parte di me, della mia vita è parte integrante e mi fa male, mi fa salire una rabbia tremenda vedere quello che questa società dilettantistica ed in malafede ha fatto diventare il Toro, una sorta di ramo d’azienda da far vivacchiare e magari da cui attingere qualche spicciolo di tanto in tanto!

Questa è la voce di un semplice tifoso, non credo assolutamente di avere la verità in tasca e non mi arrogo la facoltà di lanciare sentenze, ma davvero qualcuno di noi ha ancora la forza di credere alle promesse che ci vengono fatte da parte di questa società e che puntualmente non vengono mantenute?

 

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