Simone Zaza: la produttività della rabbia

Simone Zaza: la produttività della rabbia

Rubriche / Torna l’appuntamento con ToroSofia: “Sembrerebbe che il tecnico granata sia indirizzato verso la conferma di Zaza sin dall’inizio della partita”

di Elisa Fia
zaza

“Zaza tu devi segnare, capito? Sei qui per fare questo, lo vuoi capire si o no?!” questo è stato l’urlo che è uscito dalla bocca di un signore di mezza età durante l’ultima giornata di ritiro a Bormio, nel momento in cui si è ritrovato davanti il volto del numero undici granata. Un volto solare, disponibile, sorridente, che al sentire la suddetta frase ha svolto un torsione totalmente opposta: si è trasformato in un ghigno arrabbiato e deluso, non dalla frase, ma da sé stesso.

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Effettivamente nella partita conclusiva, contro la Pro Patria, Zaza aveva più volte avuto occasioni per andare a segno eppure era stato sfortunato nella finalizzazione.
Da quel momento, di fine impegni estivi ed inizio delle vere e proprie competizioni, ci si è chiesti, più e più volte, quale sarebbe stato il ruolo di Zaza nel Toro di Mazzarri: se uomo copertina o panchina.
Oggi ci si trova alle porte della decima di campionato, che vedrà il Toro impegnato fuori casa contro la Lazio, ed uscente da un’ennesima partita dai toni un poco deludenti contro il Cagliari. Tuttavia, nello scorso match, lo zampino di Zaza si è fatto sentire più del solito, dato il tap-in decisivo a lui attribuibile che ha sancito il pareggio granata. Certamente il ruolo del numero undici non è affatto facile, soprattutto in un gioco come quello di Mazzarri che lascia spazio per una sola punta, insostituibile Belotti. Nonostante ciò, però, l’asse Belotti-Zaza, ad ogni sua prestazione, non ha desistito dal rendere esplicito il suo perfetto funzionamento, dato dal connubio tra la tecnica del capitano granata e la rabbia, produttiva, di Zaza stesso.

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Di fatto è proprio la rabbia a dare quel quid in più al giocatore di Policoro che è un vero e proprio toro nei movimenti e nel tiro, in grado di mandare in tilt l’avversario e gestire a pieno carico gli spazi dell’area di rigore e non solo (nonostante, a volte, gli eccessi di rabbia lo portino a fare un fallo in più del dovuto).
All’alba del match di Roma sono tante le considerazioni da fare e tanti i dubbi da sanare, ma sembrerebbe che il tecnico granata sia indirizzato verso la conferma di Zaza sin dall’inizio della partita e chissà, forse stavolta, il mondo granata troverà conferma in una delle sue più grandi scommesse.

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  1. Carlin - 8 mesi fa

    POtete parlarne bene fin che volete ma gobbo era e gobbo rimane.

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  2. Sentenza - 8 mesi fa

    Correre a vuoto e prendere ammonizioni inutili, il tutto poi fine a se stesso e non pe aiutare la squadra, sarebbe “incarnare appieno lo spirito TORO”…una tristezza infinita.
    “l’asse Belotti-Zaza, ad ogni sua prestazione, non ha desistito dal rendere esplicito il suo perfetto funzionamento”…chi scrive non ha MAI visto una partita.
    quando la maglia fucsia si è posata sulla spalle del gobbo…non è cambiato nulla.

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  3. Mario66 - 8 mesi fa

    Nonostante qualche tifoso nostalgico che ricorda cose assurde Zaza incarna lo spirito TORO appieno. Non molla mai e ci mette l’anima. Purtroppo a mio avviso si pesta i piedi con quelli di Belotti. Io continuo a sostenere che in attaccaco andrebbe schierato il tridente Verdi Belotti Iago. Ma con Mazzarri non si vedrà mai.

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  4. Rock y Toro - 8 mesi fa

    Guarda che al momento che la maglia granata si è posata sulle spalle di Zaza, la gobba è magicamente sparita!

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  5. Garnet Bull - 8 mesi fa

    Ancora? Che noia…. Non perdo nemmeno tempo ad elencarti le assai lampanti ragioni per cui ciò che dici è una cagata perché tanto non cambierai mai pensiero….

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