Crisi Torino Primavera: massima fiducia in Sesia, la salvezza è il primo obiettivo

Giovanili / Tutto il gruppo chiamato a stringere i denti e lavorare in vista del mercato di gennaio che dovrà mettere ordine nella rosa granata

di Gianluca Sartori, @gianluca_sarto

Dopo la pesante sconfitta in casa della Sampdoria, è inevitabile prendere atto della realtà: il Torino Primavera deve pensare prima di tutto a salvarsi. La riforma del campionato fa sì che i punti abbiano un peso specifico importante, non è più un campionato di sola vetrina per i giovani ma un torneo che, nei primi due anni dall’inserimento del meccanismo di retrocessioni e promozioni dal campionato Primavera 2, ha già mietuto due vittime eccellenti come Lazio e Milan. L’obiettivo primario per il Torino alla luce dell’attuale quartultimo posto, con quattro punti dopo sei partite, non può che essere quello di tenere distante il più possibile la zona retrocessione.

I PERCHE’ DELLA CRISI – Dalle vittorie delle scorse stagioni alle vacche magre attuali il passo è breve: di anno in anno le squadre Primavera vengono fisiologicamente rivoluzionate e quest’anno il ricambio tra la leva dei 2000 e quella dei 2001 non è riuscito nel migliore dei modi. Il momento difficile attuale può essere ricondotto innanzitutto alla poca qualità generale della rosa. La massima categoria giovanile deve raccogliere quello che si semina nelle categorie precedenti, con il mercato che deve intervenire in caso di ruoli scoperti o se ci sono occasioni per innalzare la competitività della squadra. Quest’anno sembrano essere mancati entrambi gli ingredienti: l’annata dei 2001 ha proposto pochi giocatori pronti per questo palcoscenico e il mercato estivo non ha colmato le lacune, lasciando per di più irrisolto il problema dei fuoriquota. Dover gestire undici giocatori che hanno la necessità di giocare per forza è un compito improbo per chiunque e per alcuni giocatori, come Buongiorno e Rauti, ritrovarsi ancora in Primavera non può che essere demoralizzante.

FIDUCIA A SESIA – Per questi motivi il club granata non mette assolutamente in discussione la posizione di Marco Sesia, tecnico di indubbio valore che è alla guida di un gruppo di ragazzi che si impegna al massimo e che è anche bersagliato dalla sfortuna, tra pali colti (sette in sei giornate) e gol-non gol convalidati. L’input attuale è quello di continuare a lavorare con la massima umiltà e unione possibile lottando punto su punto in attesa del mercato di gennaio, che dovrà mettere ordine nella rosa granata. Inevitabile ricalibrare le aspettative: dopo anni di successi, una stagione di sofferenza può rientrare nell’ordine delle cose. L’importante è limitare i danni e prendere le misure giuste affinchè certe situazioni non si ripetano in futuro.

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  1. al_aksa_831 - 12 mesi fa

    La colpa, come ho già avuto modo di dire, è in primis di Bava che da anni porta avanti una politica messiccia di acquisti di gente fuoriquota, anche improbabile. Ricordo Piscopo dall’Inter, per esempio.
    Ma la colpa è anche di Sesia. A parte che parla di compattezza e non ce n’è ombra, la smettesse di cambiare continuamente formazioni, cosa ovviamente nemica della compattezza: scegliesse sei, massimo sette fuoriquota e faccia giocare sempre quelli, gli altri vadano a far compagnia a Parigini fino a gennaio.
    L’anno prossim osarà pure peggio, visto quello che stanno combinando i 2002 in un campionato burletta.
    Basta con le scelte di signorsì raccomandati nello staff se vogliamo sopravvivere.

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  2. Quello che il Toro è il Fila, i Balon boys, il Grande Turin e Meroni - 12 mesi fa

    Il problema non è Sesia. I problemi sono un riflesso della politica applicata in prima squadra: è difficile motivare un Buongiorno che dopo 2 buone stagioni in B e la maglia della Nazionale deve tornare a giocare in primavera era meglio darlo in prestito o aggregarlo in prima squadra e dargli una chance (poi non vorrei aprire un confronto con Djidji che reputo a lui inferiore); cosa possiamo pretendere da Rauti che ha già dato alla primavera tutto ciò che un ragazzo può dare a quel torneo e bisognava di un palcoscenico professionistico; cosa pretendere dai numerosi ragazzi stranieri alcuni dei quali non parlano neanche bene la lingua e non comprendono di quale storia si vestono quando scendono in campo con la maglia granata; e poi il fattore Fila ha influito giocare a Vinovo è come giocare sempre in trasferta. Il mister alla fine dei conti è quello che ha meno colpe

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  3. Garnet Bull - 12 mesi fa

    Dovremmo lottare per il titolo…. Salvezza sarebbe una parola da dimenticare

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  4. Andreamax - 12 mesi fa

    Concordo nel dare fiducia al mister, testa bassa e pedalare, never give up!!!

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  5. Garritano - 12 mesi fa

    Dopo la promozione a DS burattino di Bava, siamo passati dall’alta classifica alla salvezza.

    E questo allenatore è l’allievo di Mazzarri in tutto e per tutto.

    Grazie Urbano, grazie di tutto lo sfacelo che stai causando al Toro.

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