Primavera, il Derby della Mole in ottica futura: Torino e Juventus vivai pregiati

Giovanili / La stracittadina spunto per una visione più ampia: strategie differenti, ma metodi efficaci di puntare sui giovani per granata e bianconeri

di Federico Bosio, @fedebosio19

Lunedì pomeriggio, alle ore 14.30, il Torino Primavera affronterà la Juventus nel posticipo di giornata e lo farà nel secondo Derby della Mole di questa stagione: il ricordo dell’andata, quando i granata erano stati sconfitti di misura nel corso di una sfida che aveva rappresentato l’unico vero divario dell’intero girone rispetto ai bianconeri, è una ferita ancora aperta ed i ragazzi di Coppitelli punteranno ovviamente al bottino grosso anche – ma non soltanto – per diminuire la distanza in classifica. La stracittadina sul terreno di gioco offre però uno spunto interessante, che prende la mosse dal settore giovanile andando ad ingigantire la lente d’ingrandimento per osservare quali frutti effettivamente portino i ‘semi’ piantati proprio nel corso degli anni trascorsi nei rispettivi vivai: un paragone estremamente affascinante, che deve però essere contestualizzato e tenere conto di una serie di fattori.

Chiaro è, in particolare, che la Juventus possiede ovviamente possibilità economiche assolutamente maggiori rispetto al Torino anche per quanto riguarda il settore giovanile tutto, ed al termine dell’avventura tra le fila della Primavera – ma anche precedentemente – il club bianconero ha naturalmente più facilità nell’offrire contratti da professionisti ed allo stesso tempo nel mantenere sotto contratto, in prestito, un numero decisamente maggiore di giocatori anche per svariate annate. La strategia adottata dal club di via Arcivescovado in particolare negli ultimi anni sembra allo stesso tempo chiara, e non combacia esattamente con quella dei bianconeri: al termine del percorso nel settore giovanile, il club granata punta a trattenere solamente i giovani che offrono fin da subito maggiori garanzie e che hanno già dimostrato di possedere determinate qualità, per poi andare scremando nel corso degli anni e mantenere sotto contratto solamente le pedine considerate più futuribili e talentuose, talvolta sino a farle approdare anche in prima squadra. Antonio Barreca ne è l’ultimo, e più significativo, esempio

Andando a paragonare le liste dei giocatori appartenenti ad entrambe le società attualmente in prestito nei campionati professionistici, questo divario si nota immediatamente così come tuttavia, allo stesso tempo, emerge come le pedine di proprietà granata militino percentualmente in campionati di categoria superiore: vediamo nel dettaglio.

TORINO JUVENTUS
1989  / Pasquato (Krylya Sovetov)
1990  / Pinsoglio (Latina), Nocchi (Tuttocuoio), Marrone (Zulte Waregem)
1991 / Brignoli (Perugia)
1992 / Gallinetta (Santarcangelo), Hidalgo (Cadìz), Thiam (Empoli)
1993 Chiosa (Novara), Gomis (Salernitana), Diop (Modena) Leali (Olympiakos), Djalò (Lugo), Belfasti (Carrarese), Bouy (Zwolle), Spinazzola (Atalanta), Beltrame (Den Bosch), Ganz (Verona), Margiotta (Lausanne)
1994 / Branescu (Dinamo Bucarest), Anacoura (Ancona), Untersee (Brescia), Cavion (Cremonese), Kabashi (Pontedera), Rosseti (Lugano), Padovan (Pordenone), Lanini (Matera), Cais (Carrarese)
1995 Aramu (Pro Vercelli), Rosso (Alessandria), Graziano (Renate) Garcìa (Latina), Barlocco (Alessandria), Marin (Dender EH), Slivka (Ascoli)
1996 Parigini (Bari), Bonifazi (Spal), Procopio (Cremonese) Tello (Empoli), Sakor (Willem Tilburg), Donis (Nizza), Soumah (Cercle Bruges), Bunino (Siena), Marzouk (Chiasso)
1997 Zaccagno (Pro Vercelli), Zenuni (Tuttocuoio), Segre (Piacenza), Piccoli (Forlì), Candellone (Gubbio), Edera (Parma), Carissoni (Monopoli), Tindo (Vibonese) Romagna (Brescia), Pellizzari (Carrarese), Parodi (Pordenone), Filipe (Paganese), Zappa (Pordenone), Lirola (Sassuolo), Pellini (Tuttocuoio), Vitale (Cesena), Cassata (Ascoli), Macek (Bari), Siani (Tuttocuoio), Pozzebon (Piacenza), Udoh (Pontedera)
1998  / Massaro (Carrarese)

Si può dunque notare come i giovani prospetti in giro per l’Italia di proprietà del Torino ammontino a 17, mentre quelli il cui cartellino è legato alla Juventus – ed i cui prestiti non si limitano al territorio della Penisola ma in alcuni casi si trovano anche in campionati esteri – siano addirittura 49. A questi, bisogna aggiungere Mattia Caldara ed Alberto Cerri: due giovani dalle indubbiamente grandi qualità e prospettive, ma che tuttavia il club bianconero ha acquistato quando ormai il rispettivo percorso nelle giovanili di altri club era terminato ed i due si stavano già confrontando con il calcio professionistico.

FC Torino v SS Lazio - Serie A

Percentualmente, risulta ancora più lampante come i risultati attuali rispecchino le politiche e le possibilità delle due società: su 17 sono ben cinque coloro che militano in Serie B, dei quali tre (Aramu, Gomis e Parigini) hanno anche già avuto modo di confrontarsi con il calcio del massimo campionato italiano, ed altri tre attualmente in prestito in Lega Pro hanno calcato i campi del campionato cadetto. Dei 49 bianconeri invece, quattro militano in Serie A ed altri dieci in Serie B, tutti gli altri all’estero oppure – per la maggior parte – in Lega Pro. Due settori giovanili dunque, quello granata e quello bianconero, che si confermano scuola di ottima tradizione sia nello scovare che nel crescere importanti talenti; la diffusione dei prestiti sul territorio è proporzionata alle possibilità economiche, ma il Torino può dirsi senza alcun dubbio fiero del proprio vivaio: per quanto riguarda i giocatori a cavallo tra Serie A e Serie B, o con esperienza nelle categorie, il divario non è poi così marcato.

 

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