Biasin (Libero): “Inter senza turnover. Sul Toro ho fatto un ragionamento…”

Intervista / Giornalista di Libero, Biasin segue quotidianamente le vicende nerazzurre e ci introduce alla gara di domenica alle 15

di Roberto Maccario

In attesa di un Inter-Torino molto delicato, atteso e importante per entrambe le squadre abbiamo contattato Fabrizio Biasin, giornalista che segue quotidianamente le vicende della squadra nerazzurra.

Buonasera Fabrizio, come arriva l’Inter a questa sfida?
“Si attendono i rientri dei nazionali che hanno fatto molto bene con le rispettive selezioni. Lautaro ha segnato nell’ultimo impegno dell’Argentina, Eriksen ha realizzato una doppietta e anche Vidal è andato in gol con il suo Cile per ben tre volte in due gare. Lukaku poi ha segnato una doppietta importante con il Belgio e Barella sta facendo molto bene con l’Italia. Ora i giocatori dovranno esprimersi al meglio anche con il club dopo una partenza non all’altezza delle aspettative e qui entra in gioco il ruolo di Conte”.

Quale potrebbe essere la formazione da opporre al Toro?
“E’ molto difficile in questo momento ipotizzare un undici di partenza. Sicuramente il modulo sarà un 3-5-2 o un 3-4-1-2 con Barella, fin qui il giocatore più in forma della squadra, che potrebbe agire alle spalle delle punte. Vista la probabile assenza di Brozovic, a centrocampo potrebbero anche trovare spazio Eriksen o Nainggolan, difficile invece la presenza di Sensi”.

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A proposito di Eriksen, come vedi la situazione legata al danese?
“Io mi auguro che resti, anche perché in nazionale è sembrato in ripresa, tuttavia le sue dichiarazioni sono state abbastanza chiare. I rapporti umani con l’allenatore sono buoni ma i due non si trovano dal punto di vista tattico. Io penso che uno dei migliori tecnici del mondo e uno dei migliori centrocampisti del mondo una soluzione potrebbero trovarla per il bene dell’Inter, ma al momento è più una speranza che altro”.

Pensi che Conte risparmierà qualcuno in vista del Real oppure i tre punti sono troppo importanti per poter rischiare?
“In questo momento non esiste turnover, anche perché i 5 cambi ti consentono di modificare la formazione  in corsa all’occorrenza. E’ chiaro che quella con il Real Madrid è una partita da dentro o fuori ma credo che il mister comincerà a pensarci da dopo la sfida con i granata”.

Ti aspettavi questa partenza da parte del Toro?
“A inizio stagione ho fatto il seguente ragionamento sul Torino: Giampaolo è un tecnico senza mezze misure, con lui o le cose vanno molto bene o vanno molto male, perché ha un tipo di calcio molto particolare, in cui si devono trovare gli incastri. E’ chiaro che il mercato è stato incompleto, perché non sono stati presi giocatori adatti alle sue idee e ci si è fermati a metà. Tuttavia a questo punto bisogna continuare a dargli fiducia e lasciargli tempo per seguire la sua strada”.

Siamo di fronte a un campionato senza un vero e proprio dominatore in cui spesso le grandi perdono punti o comunque faticano con squadre dal minor valore. Come te lo spieghi?
“E’ un torneo molto anomalo, si gioca spesso e, a causa del continuo doppio impegno, spesso le grandi non riescono a preparare bene la partita. Il fattore campo, senza pubblico, è diventato molto relativo e spesso bisogna fare i conti con tanti indisponibili a causa delle positività. E’ chiaro che sono tutti fattori che livellano le distanze”.

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  1. lucabenzoni7_8317634 - 6 giorni fa

    Intervista a Sbriglio : “Apprendo che il Comune di Torino solleciterebbe il presidente del Torino Fc Urbano Cairo all’acquisto dello Stadio Olimpico a fronte di importanti novità legislative che incentiverebbero le società calcistiche a ottenere (non la proprietà) ma il diritto di superficie degli Stadi parimenti a quanto fatto dalla Rubentus. Ricordo che questo è un dibattito ormai antico, da quando la famosa mozione ante 2006 prevedeva due squadre due stadi. Mozione attuata in passato, infatti la Rubentus acquisì la Continassa e il Torino Calcio di Cimminelli prese lo Stadio Comunale ora Grande Torino.
    Non voglio tediare i lettori con la storia sfortunata del Toro ma fallendo il Torino Calcio, la città si trovò sulle aree dello stadio Olimpico (ora Grande Torino) e dello stadio Filadelfia delle belle garanzie reali da parte dell’agenzia delle entrate. Intervenni con successo nel 2010 e 2011 come assessore allo Sport del Comune con trattative estenuanti al fine di poter far ripartire la storia del Filadelfia, cancellando le ipoteche su quell’area. Terminato il mio mandato di assessore, nei successivi cinque anni da consigliere sono state molte le mie interpellanze indirizzate al Comune affinché si affrontasse anche la questione delle ipoteche sullo Stadio Grande Torino ma senza alcun ascolto.
    Purtroppo la Giunta Fassino – e parrebbe anche quella Appendino – sono state un pochino silenti su questo tema. Tutto ciò per dire al Comune di Torino che prima di offrire lo stadio a Cairo conviene fare una visura, magari scopriamo, oltre alle ipoteche, anche che unitamente allo stadio possiamo offrire, come da diritti edificatori già presenti annessi all’impianto sportivo, un centro commerciale attorno allo stadio e un albergo.
    Però prima di offrire tutto questo togliamo le ipoteche. Cairo, che è uno dei più grandi imprenditori italiani, potrebbe a quel punto dire anche sì”
    …… così per gradire …. FT

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  2. Gigiotto - 7 giorni fa

    A volte mi fermo un attimo a guardare la trasmissione su Telelombardia dove presente Biasin e mi rendo conto nella mia ignoranza sul calcio, che almeno la metà degli ospiti di questa trasmissione non capiscono un c..avolo di calcio, dicono sempre le stesse cose.Chissà a quando ci diranno quante volte sono andati in bagno Ronaldo o Lukau

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    1. Bela Bartok - 6 giorni fa

      Non vedo telelombardia ma spesso lo fanno parlare a radio sportiva che credo sia del medesimo livello di telelombardia. Ed in effetti il tizio conosce in tutti i minimi particolari ogni dettaglio insignificante riguardo i giocatori dell’inter mentre per qualsiasi altra domanda ha una serie di risposte generiche standard che ripete all’infinito. Comunque beato lui che campa così, il fesso sono io che lo ascolto.

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