Alziamo la sedia

di Igor Stasi – Caro Mister, ci sono momenti in cui il calcio, i risultati, le classifica, i gol fatti e i gol subìti, perdono di importanza e di significato, perché arriva una notizia che sovrasta tutto il resto e che ti fa capire cosa nella vita è veramente importante.
Intanto perdona se ti do del tu, ma in questo momento non mi sembra di scrivere il solito articolo…

di Redazione Toro News

di Igor Stasi – Caro Mister, ci sono momenti in cui il calcio, i risultati, le classifica, i gol fatti e i gol subìti, perdono di importanza e di significato, perché arriva una notizia che sovrasta tutto il resto e che ti fa capire cosa nella vita è veramente importante.
Intanto perdona se ti do del tu, ma in questo momento non mi sembra di scrivere il solito articolo domenicale, non mi sembra di parlare con un personaggio famoso di questo mondo pallonaro sempre pieno di luci, lustrini e cose effimere, ho la grande sensazione di parlare con un grande amico o addirittura un parente.
Si caro Mondo, perché il tuo modo di essere, e il tuo modo di farti conoscere a noi granata è stato questo, hai anteposto sempre prima l’uomo dell’allenatore, e lo hai sempre trasmesso anche tutti quei giocatori che hanno avuto la fortuna di essere allenati da te e che sicuramente (te lo auguriamo tutti) tornerai ad allenare.
Ed è proprio per questo motivo che nonostante noi tifosi del Toro (e chi meglio di te lo può sapere) siamo un poco strani, brontoloni e incontentabili con tutti, nei tuoi confronti qualsiasi squadra tu possa allenare noi ti abbiamo seguito e ti seguiamo con affetto e riconoscenza, perché si vede che quando parli di Toro e di noi che lo amiamo, ti si accende quella luce negli occhi che fa capire immediatamente che sei stato, sei e sarai sempre uno di noi.
Io ho 28 anni e l’unico Toro che mi ha fatto sognare è stato il tuo, e nota mister sto dicendo che mi ha fatto sognare non vincere, perché anche se l’unica coppa che ho visto alzare da una maglia granata è stata quella Coppa Italia tanto sudata, quello che personalmente provo e proviamo per te va ben oltre una semplice vittoria o trofeo.
Quella sedia alzata al cielo, passata alla storia del calcio e della nostra squadra è stato il simbolo di quella rabbia e di quella voglia che ti fa urlare e reagire contro ogni avversità e questo non è più calcio ma scuola di vita che tu ci hai dato e trasmetti ogni giorno.
Ieri caro Emiliano, abbiamo saputo che ti aspetta una prova importante e difficile, più difficile di qualsiasi finale, e questa volta tocca a noi che ti vogliamo bene alzare quella sedia per urlare che siamo tutti con te, per darti la forza di affrontare a testa bassa questo momento difficile, proprio come un Toro.
Quindi Mister coraggio, dacci dentro, e ti aspettiamo presto in giro per qualche campo di qualsiasi squadra al mondo, ad allenare i tuoi ragazzi ricordando loro che prima di essere giocatori bisogna essere uomini.
Alziamo la sedia Mister, alziamola tutti insieme. 

 

Caro Mister, mi unisco alle parole di Igor. Dopo Toro-Albino, l’ultima volta, mi dicesti: “Andrò avanti, continuerò a seguire il pallone in giro per l’Italia, finché non mi chiameranno per l’ultimo viaggio; e speriamo non sia troppo presto…”. Forse non compresi appieno, e ora viene un brivido a ripensarci. Sono con te. (A.S.)

 

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