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Giampaolo, è il secondo indizio: la difesa a tre per fare punti, ma fin qui…

Focus on / Il tecnico abruzzese nei momenti di necessità cerca di riportare il reparto centrale, quello meno cambiato dal mercato estivo, all'antica formula a tre. Tuttavia, tra ieri e Reggio Emilia già 4 gol presi

Andrea Calderoni

"Per fare una prova servono tre indizi, ma anche solo due lasciano una certa impressione definita. Marco Giampaolo sta lavorando anche sulla difesa a tre come alternativa a quella a quattro che caratterizza da sempre il suo modulo prediletto, il 4-3-1-2. Contro il Sassuolo il tecnico abruzzese aveva giustificato la scelta dicendo che “attualmente il Torino non ha ancora tutte le consapevolezze necessarie e solo quando le avrà, non si cambierà più modulo e modalità di gioco”; contro la Lazio ha riproposto la retroguardia a tre al 70’ inserendo Nkoulou e togliendo Verdi. Un messaggio esplicito: pur di fare risultato in un momento così complesso, snaturo anche la mia idea di calcio. Purtroppo, però, i risultati della mossa di Giampaolo, umile da un certo punto di vista, (proprio dopo la partita di Reggio Emilia avevamo parlato del coraggio delle idee) non hanno prodotto i risultati sperati.

"NUMERI NEGATIVI - In entrambi i casi la difesa a tre si è dimostrata più fragile di quella a quattro e in entrambi i casi i punti granata sono evaporati come la neve al sole. La beffa di ieri non è nemmeno paragonabile con quella del Mapei Stadium. Per fortuna del Torino la macchia della rimonta patita nel recupero potrà essere cancellata già mercoledì nel recupero con il Genoa. In questi casi, infatti, è meglio immediatamente tornare in campo piuttosto che rimuginare con la rabbia in corpo per parecchi giorni. I numeri, tuttavia, non mentono e ci dicono che con la retroguardia a tre, quella degli ultimi campionati granata, Giampaolo e i suoi ragazzi hanno incassato due reti contro il Sassuolo e due reti contro la Lazio.

CARATTERISTICHE GIOCATORI - La retroguardia a tre, perciò, come una soluzione in corso per Giampaolo nelle ultime due uscite di campionato. Una soluzione figlia della ricerca del risultato, ma anche figlia dei giocatori che ha disposizione nella rosa attuale. Il centro della difesa è stato il reparto meno ritoccato nel corso dell’ultima seduta di calciomercato. Nkoulou e Bremer sono stati confermati senza se e senza ma, Izzo e Lyanco erano in vendita ma sono rimasti e il brasiliano si sta imponendo anche come titolare. L’unica novità è il giovane Buongiorno e l’unico ai saluti è stato Djidji. Proprio per tale ragione passare alla difesa a tre per strappare qualche punto per Giampaolo diventa un modo per adattarsi alla modalità di gioco del materiale umano su cui può contare. Nkoulou, Bremer, Lyanco, Izzo nel corso delle ultime esperienze granata hanno assorbito tutte le informazioni utili per muoversi nel terzetto difensivo. In casi di emergenza, pertanto, Giampaolo ha provato a pescare dai cassettini della memoria dei suoi gli antichi saperi. Fin qui la soluzione non ha pagato.

I CAMBI - Per quanto riguarda gli altri cambi della partita contro la Lazio, Giampaolo ne ha effettuati due: al 25' Singo per Vojvoda, al fine di sfruttare la freschezza atletica dell'ivoriano, e Bonazzoli per Belotti (cambio obbligato). E' rimasto in panchina Gojak, mentre pesano le assenze di Zaza e Millico in quanto tolgono numericamente delle alternative offensive. Dall'altra parte, Inzaghi all'intervallo ha inserito Leiva, regista puro, al posto di Parolo, e Akpa Akpro al posto di Pereira, autore del gol del vantaggio ma poi ammonito. Decisivi sono stati poi i cambi di Caicedo e Immobile per Correa e Muriqi: mosse che permettono di dire che il confronto tra allenatori lo abbia vinto Inzaghi non solo per il risultato finale.

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